Franciscan essential

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Nella millenaria tradizione italiana di progettazione di spazi sacri, raramente si sente parlare della Porziuncola di Assisi. Si tratta di un impianto basilicale molto piccolo dove San Francesco, dopo averla restaurata, deciderà poi di vivere e morirvi. La configurazione originale si prospettava come un volume compatto di conci grezzi perso in un contesto bucolico, paesaggisticamente recuperava l’aura del tempio greco evitandone la monumentali attraverso le proporzioni umane, un rudere scelto per vivere una scelta, dove simbolicamente pochi passi bastavano per coprire la distanza tra l’ingresso e l’altare. Il risultato è uno spazio spirituale che ritorna al nocciolo del cristianesimo, il minimum francescano che si racconta attraverso la bellezza delle cose semplici. La Porziuncola è poi sopravvissuta agli interventi posticci che vanno negandola concettualmente, dalle decorazioni dorate all’innesto del campanile goticheggiante, fino alla costruzione di una enorme fabbrica barocca che la imprigiona e le impedisce di relazionarsi con il contesto. Ma nonostante questo conserva la sua essenza nell’agiografia limpida del suo primo restauratore, e davanti a queste modificazioni vibra per contrasto. La straordinarietà di questa chiesa è la sua carica di verità, il come lo spazio dell’architettura riesca con un gesto semplice a sintetizzare il complicato trinomio natura/casa/tempio, a raccontare un preciso concetto spirituale e ne dia la possibilità di viverlo personalmente.


Inside the millenary Italian tradition in designing holy spaces, rarely we hear about the Porziuncola of Assisi. It’s a very small structure where Saint Francis, after the restore of it, decided to live and die there. The original configuration was a compact volume made of row rock tiles inside a bucolic context, from the landscape point of view it makes up the aura of the greek temple avoiding his monumentality through the human proportion, a ruin chosen to live a choice, where few steps are enough to complete a path full of meanings. The result is a spiritual space that returns to the heart of Christianity, the Franciscan minimum that tells the beauty of simplicity. The Porziuncola survived to the later interventions, the golden paintings on the main facade and the gothic bell tower, and at the and the huge baroque church that imprisoned it and erased the relation with the surrounding. Anyway it still conserve its essence in the story of tìits first restorative, and facing these modification it shakes because the contrast. This church is truly charged, the space of architecture turns out with a simple gesture the trinomial nature/house/temple, telling a spiritual concept and giving the possibility to live it personally.