The asymmetric dualism of the Shohin-Kakei

Ita+En

Indagando sull’affascinate mondo dell’asimmetria, ci si può imbattere nell’arte giapponese di disporre i fiori, chiamata Ikebana.

Alla base di tutto c’è il binomio In/Yo. Si tramanda che qualsiasi essere vivente incorpori in sé due principi antitetici che determinano, attraverso la dialettica della loro interazione, i processi creativi. Questo principio va a comandare la maggior parte delle regole compositive degli Ikebana. Ad esempio, si crede che una pianta nasca dall’In, la terra, negativo, e cresca verso il positivo, Yo, il cielo. La stessa pianta è divisa con una zona negativa, a sinistra, e una positiva, a destra, una distinzione che corrisponde alla parte in ombra e quella al sole. La stessa situazione si trova analizzando la pianta nei rami, come pure nelle foglie, la cui nervatura centrale ha funzione di bipartizione.

Le forme più semplici, a sistema binario, fatte in piccoli vasi, sono gli Shohin-Kakei (trad. “piccola forma”). Questa branca degli Ikebana si imposta su un sistema di proporzioni a due termini, uno come inizio della composizione, l’altro come chiusura. I fiori vanno a costituire due punti nello spazio, il primo, Shu (padrone), è definito dalla linea più lunga, il secondo, Kyaku (fiore dell’ospite), quello più corto.

I risultati sono sempre unici e sorprendenti, e ci permettono di immergersi nel distillato più puro del concetto di asimmetria, fatto da giochi di fasce di rispetto, di angoli di oscillazione minimi e di scelte severe, il tutto finalizzato all’equilibrio tra vuoti e pieni, colore e non colore, acqua e terra, forza e debolezza.


Investigating about the fascinating world of the asymmetry, you can discover the Japanese art of arranging flowers, called Ikebana.
First, we should talk about the binomial In/Yo. The legend explains that each person has two opposite components, and the interaction between this two parts defines the creative process.
This issue is the basis of Ikebana’s rules. For example, the plant is divided in two parts, a positive area (right), and a negative area (left), the shady one and the sunny one.
The most simple Ikebana’s type is called Shohin-Kakei. In this family the flowers are two points in the space, the longer called Shu (master), and the shorter, called Kyaku (guest flower).

The results are unique and unexpected. Thought the Shohin-Kakei you can immerse in the pure concept of asymmetry, structured in game of distances, minimum swingings of angles and strict choices, everything finalized to the balance of fullness and emptiness, colored and not colored, water and earth, strangeness and weakness.