The morphologies of the fluid space

Muoversi in un ambiente naturale costituisce un’esperienza che si radica a fondo nella memoria.
Stimolare questo ricordo nella mente di colui che vive un’Architettura vuol dire evocare la sensazione di un’atmosfera naturale, dove la circolazione permette di poter raggiunger un qualsiasi punto dello spazio con continuità e uniformità di moto. Studiando analiticamente gli approcci che l’uomo può avere nei confronti di un elemento appartenente al contesto naturale, si individuano quattro morfologie, quattro azioni che l’uomo vive quando si relaziona ad un elemento generico. Quattro episodi che, variando ripetendosi, vanno a costruire degli spazi fluidi.

a) L’aggiramento, o di come si possa circumnavigare un manufatto ed esplorarne la completezza a 360gradi;

b) L’inserimento, o di come ci si possa inserire nel vuoto, sfilando tra due superfici fronteggianti;

c) Il nascondimento, o di come si possa, deformando lo spazio attraverso sfalsamenti minimi, nascondere qualcosa dietro un angolo;

d) L’incontro, o di come la circolazione si interrompa negli ambienti di sosta dove si svolgono le funzioni.