Una storia animata del PLIS della Valle del Cosia la trovate su Prezi a questo indirizzo.

PLIS della Valle del Cosia: “Ma ti ricordi quando abbiamo iniziato?”

3 novembre 2019

Lorenzo Spallino
Nov 3 · 10 min read

Ma ti ricordi quando abbiamo iniziato?”

Era la domanda ricorrente venerdì scorso quando ci siamo trovati al Ponte dei Bottini per l’inaugurazione del Parco della Valle del Cosia, approvato dalla Provincia di Como il 7 agosto di quest’anno.

1 novembre 2019: inaugurazione del Parco della Valle del Cosia, radura del ponte dei Bottini. Le foto le trovate qui.

Non so a voi, ma a me veniva di smettere un attimo di parlare perchè non è che potessi dire con certezza di avere, oggi, chiaro tutto quello che è successo in venticinque anni.

Perché era il 1994 quando si è cominciato a pensare alla costruzione di un nuovo ponte pedonale sui resti del vecchio “Ponte dei Bottini”, lungo la linea tramviaria che dal 1906 al 1952 collegava Como a Lecco (info): da qui il nome del progetto “Linea del tram”. Ed era il 2002 quando, inaugurato il ponte, si è lanciato il percorso per la costituzione di un parco locale di interesse sovracomunale (PLIS).

Avevo 34 anni nel 1994 e 42 nel 2002. Era un bel po’ di tempo fa.

Per cui, no, non ricordo tutto e probabilmente quello che ricordo non è perfettamente collocato nel tempo e magari non è neppure esatto.

Però se mi chiedete “ma ti ricordi?”, sì qualcosa ricordo.

Ricordo all’inizio, quando a ottobre si veniva convocati per “sistemare il sentiero” in vista della castagnata. E tu arrivavi da perfetto cittadino e senza alcuna istruzione ti veniva messa in mano una falce da fieno di due metri con cui avresti potuto fare una strage.

Ricordo quando c’era il dramma delle castagne, che per motivi mai chiari improvvisamente diventavano introvabili sino a quando spuntava la Land Rover di Beppe (Reynaud) con i sacchi di iuta nel rimorchio e le castagne dentro.

Beppe Reynaud
Beppe Reynaud
Beppe Reynaud e Marco Castiglioni: castagnata 2003.

Ricordo la gente, tantissima, la musica e Alberto (Bracchi) con il banchetto de La Città Possibile pieno di materiali per il pubblico e i cavalletti con i pannelli itineranti perché, come diceva Dario Manuetti, fondatore della Città Possibile di Torino, spiegare alla gente chi sei e cosa fai è la prima cosa.

Alberto Bracchi: castagnata 2009.

Ricordo le prime riunioni con il gruppo del ponte e ricordo benissimo quando si dette un’occhiata alla convenzione con Como e Tavernerio, dove si prevedeva un impegno di Città Possibile per 7.000,00 euro sui 50.000,00 necessari e io dissi “Ok, ma li abbiamo?” e scese il silenzio e Beppe, che non conoscevo ancora benissimo, mi guardò senza dire una parola ma era chiaro che stava pensando “Ma questo deve venire da Como per fare queste domande? Ma chi l’ha portato?”. Era chiaro che no, i soldi non li avevamo. Ma che importanza aveva? La domanda era stupida, stupidissima.

Ricordo la delusione quando nel 2005 il Comune di Como, senza nessun avviso, tolse dal bilancio 35.000 euro necessari a garantire la realizzazione del progetto approvato dalla Fondazione della Comunità Comasca.

No, perchè nel 2002 era stato posato il Ponte, al termine di un percorso amministrativo al limite dell’assurdo, dato che essendo il ponte sul confine tra il Comune di Como e quello di Tavernerio, ogni approvazione era duplice.

2002: posa del Ponte dei Bottini (foto Diego Casartelli)

Fosse per me li avrei mandati tutti a quel paese, ma ricordo la determinazione con cui Beppe, Alberto e Marco si rimisero al tavolo come se non fosse successo nulla e nei primi mesi del 2007 mi mandarono la bozza della convenzione per le attività di riqualificazione e messa in sicurezza dei sentieri. Con chi? Ma con il Comune di Como. “Questi non si fermano davanti a niente”, pensai.

Ricordo l’inaugurazione del Ponte nel 2002 con l’assessore D’Alessandro al posto del sindaco Botta, che però alla fine fu simpatico a tutti. Ma soprattutto ricordo, alla fine del mio intervento, la faccia di Beppe quando gli tirammo fuori la torta con il ponte fatto di cioccolato fondente! Non ci giuro ma due lacrime forse ci sono state.

Ricordo poi una mail all’inizio del 2008 nella quale Silfer, l’azienda che aveva realizzato il ponte, reclamava una fattura e noi avevamo in cassa solo 1.000,00 euro già impegnati per la segnaletica provvisoria.

Ricordo l’immensa, straordinaria, mail del 5 marzo 2008 di Beppe (intitolata “DEBITI CP”) nella quale annunciava al gruppo di voler tornare alla carica con il Comune per ottenere un contributo “sotto qualsiasi forma”, anche a costo di convenzionarci a pagamento per lavori di pulizia sentieri, ecc.

Se no ci mettiamo a fare le guide del parco a pagamento o ci mettiamo a vendere ghiaccioli in radura, lotteria per il parco, souvenir del parco con modellini del ponte in scatola di montaggio, magliette, mulino in cartoncino, cappellini, modellini della Land Rover dei ranger, potremmo fare le multe ai cani che cagano…. CP ci può venire incontro? potremmo fare come il Touring proporre pacchetti di quote scontate triennali anticipate…. vabbè ce li metto io…..beppe

Ricordo, quando partimmo con il sito dedicato (link), il martellamento di quelli come Marco (Castiglioni) che, pur dichiarandosi nativamente inidonei a qualsiasi forma di collaborazione digitale, l’occhio sui giornali però ce l’avevano eccome e augurandomi “buone sciate” mi segnalavano cose del tipo la “2° giornata nazionale ferrovie dimenticate” (che io dico, se le hanno dimenticate ci sarà pure un motivo), aprendo le mail con “Lo se sei connesso” (tradotto, non ci sfuggi) e chiudendole con “buone sciate” (tradotto, fai poco lo splendido e renditi utile).

Ricordo l’amarezza nel vedere il Comune di Tavernerio consentire in quegli anni nuove edificazioni a ridosso della parte alta del sentiero della Linea del Tram, le osservazioni scritte a quattro mani, l’assenza di risposte.

Ricordo quando, nel 2010, Luca Gaffuri prese in contropiede la maggioranza e il consiglio comunale di Como approvò l'avvio delle procedure per la costituzione del parco (link). Stappammo e pensammo, ok, è fatta. E invece nulla.

Poi ricordo, ma non sono sicurissimo, quando nel dicembre del 2012, da poco eletti, adottammo il Piano di Governo del Territorio e l’aula era piena e c’era una tensione pazzesca e incontrai Beppe che, con la stessa espressione con cui mi guardò quando chiesi se avevamo i soldi per il ponte, mi venne vicino e mi disse: “E adesso facciamo il parco”. Non sentii l’inflessione tipica della forma interrogativa. Non era una domanda.

Ok, sì il parco lo avevamo previsto, come avevamo inserito non una ma ben quattro aree di tutela (Cardina, Valle del Cosia, Civiglio, Oasi di Albate): però da lì a portare a casa il parco nel delirio che ci aspettava (Trevitex, Multi, paratie e via dicendo), ne passava. E considerando le tensioni in maggioranza una volta terminata la luna di miele dopo le elezioni, l’impressione era che non sarebbe stata una passeggiata.

Ricordo quando — dopo che nel gennaio del 2013, il Sindaco del Comune di Tavernerio, Rossella Radice, e quello del Comune di Como, Mario Lucini, si incontrarono alla radura del Ponte dei Bottini per siglare una lettera di intenti finalizzata alla istituzione del PLIS — nel corso della consueta riunione del lunedì mattina alle 8 l’arch. Giuseppe Cosenza mi disse: “Assessore, lo facciamo il parco?” e io dissi “Architetto, in Provincia c’era Lei. Se non ci mette Lei la testa, non lo fa nessuno. Gli uffici ce la fanno?” “Gli uffici ce la fanno”, fu la risposta.

Giuseppe Cosenza (dirigente dell’Area Territorio del Comune di Como fino alla fine del 2016) e Giovanni Rho (referente del settore urbanistica del Comune di Como): castagnata 2019.

E così neanche il tempo di goderci il successo dell’adozione del PGT apprestammo le truppe e partimmo.

La prima mossa fu di non personalizzare la questione e inviare Giorgio Selis (uno dei pretoriani dell’imperatore Mario, come alcuni giornalisti amabilmente descrivevano il gruppo di Como Civica), alla prima, delicata, riunione in Provincia nel marzo 2013.

Seguì, semplice e diretto, il bollettino di guerra del consigliere Selis:

Non c’erano alibi. E così si partì.

Ricordo che le cose andarono un po’ a rilento sino a gennaio del 2016, sino a quando incominciarono a circolare le prime bozze della convenzione tra le tre amministrazioni: ormai Albavilla si era chiamata fuori e bisognava andare in aula prima della scadenza di mandato a maggio.

Mancava pochissimo.

Il 6 febbraio del 2017 portammo in aula il testo della convenzione: con 27 voti favorevoli, nessun contrario e 1 astenuto, il Consiglio comunale approvò.

Il 20 marzo 2017, una delle ultime date utili per il consiglio comunale, andò in aula la proposta di costituzione del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Parco della Valle del Cosia. Con 21 voti favorevoli, nessuno contrario e 2 astenuti, il Consiglio comunale approvò. Il pubblico presente applaudì. Qualcuno della minoranza uscì dall'aula prima della votazione per non votare. Fu la mia ultima delibera da assessore.

A differenza di Mario Lucini, che non scorda nulla, io ho una pessima memoria. Ma di quel periodo ci sono alcune cose che ricordo bene.

La prima è l’incontro pubblico del 24 febbraio 2017 a Tavernerio organizzato con i sindaci dei tre comuni. L’auditorium era affollatissimo e, non potendo Mario (Lucini), essere presente, ricordo che qualcuno mi disse “Parli tu per primo?”. Come d’incanto si materializzò il consigliere regionale Alessandro Fermi con un centinaio di cacciatori. Nonostante non fosse previsto alcun intervento del consigliere, Fermi venne fatto parlare per primo per rispetto istituzionale.

Pessima idea, perchè Fermi si scagliò contro il Parco sostenendo che era l’ennesimo carrozzone creato solo per incrementare la spesa pubblica, che avrebbe impedito le attività agricola e reso impossibile la caccia. Ovviamente nulla di vero, ma la cosa scatenò i cacciatori, i quali non aspettavano altro. Nel caos generale Fermi uscì senza aspettare le repliche mie e dei due sindaci presenti.

La consigliera comunale di Como Elide Greco filmò il tutto e, in particolare, la mia (furibonda) replica in un auditorium vicino alla rissa collettiva. Non trovo più il video, ma la sintesi della replica potete leggerla qui.

Aggiornamento 11.11.2019: ho trovato il video. Lo potete vedere qui:

Video della presentazione del PLIS della Valle del Cosia a Tavernerio

La seconda è la lettera che il 2 marzo 2017 il Presidente di CIA Alta Lombardia (Confederazione Italiana Agricoltori), Adonis Bettoni, scrisse ai sindaci di Como, Tavernerio e Albese con Cassano dicendo che “Non è con il proliferare di parchi e parchetti che si tutela l’ambiente e l’attività agricola“.

Bettoni denunciava l’erroneità del progetto e invitava le amministrazioni a rimeditarlo, utilizzando, guarda i casi della vita, le stesse affermazioni del consigliere Fermi a Tavernerio (trovate la lettera, insieme alla mia risposta, sempre qui).

La terza è il post del 19 gennaio 2018 dell’onorevole Chiara Braga che su Facebook si complimentava con Bettoni per il suo impegno in CIA. E ricordo la polemica che ne seguì, per avere io ricordato la pessima (e secondo me offensiva) espressione “Parchi e parchetti” di Bettoni, e la difesa di Bettoni da parte di Braga secondo la quale le sue osservazioni andavano al merito e al metodo della scelta, al di là dell’espressione “parchi e parchetti”. Chiaro che, essendo nato con la verità in tasca, non le avevo approfondite. Potete leggerla qui.

Infine ricordo bene l’amarezza nel prendere atto della poca o nulla determinazione con la quale il Comune di Como si confrontò (o finse di confrontarsi) per ben due anni con la Provincia quando questa contestò l’inserimento delle aree produttive nel PLIS, fino a costringere il consiglio a emendare la perimetrazione del parco. Era una scelta strategica, a mio avviso del tutto legittima, ma non importa, ormai è fatta.

E così, se la domanda è “Ma ti ricordi quando abbiamo iniziato?” rispondo che sì, ricordo quando tutto è iniziato. Ma soprattutto mi ricordo il senso generale della cosa. Una cosa buona, non facile, mi viene da dire. Forse sono espressioni banali, ma oggi mi sembrano le più appropriate. Diciamo per nulla scontata, come commentavamo con Patrizia Lissi venerdì.

Così mi viene in mente cosa è costato tutto questo, quanto impegno ci hanno messo le persone che ci hanno creduto, quanto supporto abbiamo avuto dai consiglieri comunali di maggioranza e dagli uffici, quanta aspettativa c’era e c’è a Camnago e a Solzago per un ambiente migliore e una sua tutela reale, non a parole.

Motivo per cui se avete partecipato e non lo ricordate, se non rivendicate il vostro ruolo a voce alta, sbagliate.

Lo dico a chi ha scritto la newsletter del principale partito di centro sinistra che mi è arrivata ieri mattina nella quale due righe, tra paletti ai cimiteri e ritardi di Trenord, si potevano anche spendere. Non per me né per quelli presenti l’altro giorno. E nemmeno per quelli, come Beppe Reynaud, convinti che questo sia solo l'inizio di un percorso ancora più importante. Ma per loro. Perché alla fine è stato anche grazie al loro voto in aula che il parco oggi c'è. E direi che dovrebbero andarne orgogliosi.

2017/2022

2017/2022 è un Medium di riflessioni, spunti e proposte su Como e non solo

Lorenzo Spallino

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Como, Italy http://www.studiospallino.it/l.spallino.htm

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