Day 108 Porta
Quando si chiude una porta, si può aprire di nuovo, perché di solito è così che funzionano le porte.
Albert Einstein
Troppo spesso quando fallisci dai tutto per perso. Come se quell'occasione che avevi fosse unica e irripetibile.
Non è mai così nella vita.
Quando si chiude una porta si apre in portone, è vero, ma può anche essere la stessa porta che ora conosciamo meglio e che ci appare molto più grande e facile da oltrepassare.
Una porta per sua natura si apre in entrambi i lati e continua a farlo. Così sono le occasioni. Basta sapere come prenderle e ci saranno sempre. Bisogna soltanto imparare a spingere e tirare nel giusto verso e al momento giusto. Poi tutto viene da sé.
Ma una porta chiusa non è persa, c’è sempre modo di ritrovare una nuova occasione.
Solo che è più facile per noi buttare tutto all'aria. Come per toglierci un peso, come per dire: ah il mio l’ho fatto! Ma spesso non è mai abbastanza. Basterebbe continuare, avere la perseveranza di andare avanti.
Spesso siamo proprio noi a sbattere la porta con forza e a dare poi la colpa al mondo. Incapaci di riaprirla e ciechi nel buio della stanza in cui ci siamo chiusi. Perché una porta apre a nuovi orizzonti ma allo stesso tempo chiude e delimita.
Una porta può portarti ovunque, come un occasione.
Ma devi saperla cogliere, devi sapere come passarci dentro. Altrimenti ti delimita, ti blocca, ti chiude al buio e rimani fermo. Immobile. Senza via di scampo.
Basterebbe accorgersi. Rimanere ricettivi, ascoltare. Osservare.
C’è sempre una porta, ovunque tu guardi. Solo che guardi per non vedere. Guardi con la paura, e anche se vedi dimentichi.
Non vuoi conoscere. Vuoi soltanto scoprire. Sei curioso ma fino a un certo punto. Perché hai paura della scoperta.
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