Day 137 Da solo

Alessandro Ferrari
Aug 23, 2017 · 2 min read

Sei hai il successo e nessuno con cui condividerlo, a cosa ti serve?
Se sei ricco ma non hai persone care accanto con cui usufruire di questa ricchezza, a cosa ti serve?

Spesso, troppo spesso, vediamo persone fare di tutto per raggiungere un obiettivo lavorativo o esistenziale. Si dedicano completamente ad esso tralasciando tutto il resto. Non hanno più amici ne una donna/uomo al loro fianco. Si ritrovano soli come cani.

Ecco: che senso ha?
Perché diventare ricco o famoso se poi non hai nessuno con cui condividere o tuoi risultati? Se non hai nessuno a supportati e ad aspettarti a casa quando rientri da una giornata impegnativa?

Siamo esseri umani sociali, abbiamo bisogno di avere delle relazioni interpersonali profonde. Abbiamo bisogno di qualcuno da amare, di qualcuno con cui sorridere e di qualcuno con cui piangere.

Nel bene e nel male c’è sempre qualcuno su cui puoi contare e con cui puoi condividere ogni tua emozione. Ed è proprio questo il bello della vita.

Che senso ha migliorare, lavorare su di sé, anche spiritualmente come fanno gli eremiti, se poi tutto questo è fine a se stesso? Se nessuno lo vedrà mai o mai lo condivideremo con delle persone care?

Nessuno.
Non ha senso.
È una vita squilibrata.

Perché migliorare e diventare il migliore in un ambito della tua vita se poi trascuri tutti gli altri?

Meglio una vita media ed equilibrata. Ma proprio questo a volte ci spaventa. Essere una persona media. Per questo lottiamo, o spesso scappiamo, per raggiungere determinati obiettivi.

Vogliamo spiccare in qualcosa e allora tralasciamo sfere della nostra vita. Ma perché? È un comportamento egoistico e trainato dalla paura. Siamo succubi della paura di essere persone medie.

Che senso ha diventare il numero uno in qualcosa se poi tornando a casa rimani uno? Non hai nessuno. Sei solo. Con le tue paure, i tuoi risultati e i tuoi fallimenti.

Qui trovi tutti i miei pezzi :

https://medium.com/365-writing-project/archive/2017


365 Writing Project

300 Parole al giorno, ogni giorno per un anno; sull’universo, la vita e tutto quanto.

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Alessandro Ferrari

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