CONTEST E FESTIVAL: PERCHÉ VALE SEMPRE LA PENA PARTECIPARVI E METTERSI ALLA PROVA

Nel cinema indipendente ci sono diversi eventi il cui ruolo principale è quello di promuovere le opere di filmmakers (giovani e non) e possono essere divisi principalmente in due categorie: i festival ed i contest.

Un festival è un evento in cui i candidati espongono le loro opere, le quali vengono selezionate sulla base della loro qualità per essere infine messe a confronto.

Un contest in genere è diverso. Si tratta di eventi in cui vengono poste delle condizioni per i lavori che devono essere presentati, i quali sono prodotti apposta per la competizione stessa.

Noi fino ad ora abbiamo partecipato sia ai festival classici che ai contest specifici. Ecco qualche consiglio su come affrontare entrambi.

Partecipare ad un festival

Con la realizzazione di Telebox (nell’aprile di quest’anno) abbiamo deciso di buttarci nel circuito internazionale dei festival per avere un responso reale da un pubblico che non fosse solo online.

A quasi quattro mesi dalla prima candidatura, non abbiamo ancora avuto troppa fortuna con i festival italiani (poco interessati evidentemente alla fantascienza) ma siamo stati selezionati all’estero in due occasioni: il Frostbite International Online Film Festival (Colorado Springs, CO), un festival universitario ma aperto a candidature esterne e l’Underground Film Festival (Monaco, Germania).

Nel caso del Frostbite abbiamo vinto tre candidature: miglior corto sci fi, miglior concept e migliori effetti speciali. Nel caso dell’Underground siamo entrati nella selezione ufficiale del 2017, che implica la candidatura a diversi festival in giro per il mondo.

Quando si considera di candidare il proprio corto, è consigliabile scegliere con accuratezza il festival, per non arrivare a spendere troppi soldi in tasse di iscrizione (10–15 euro di tassa sembreranno pochi all’inizio, ma arrivati alla decima candidatura cominciano a pesare). Perciò, a meno che la tematica del corto non sia generica, è sempre meglio scegliere eventi specifici a seconda del lavoro candidato.

Alcuni festival vi chiederanno una certa esclusività (ad esempio di non postare online il vostro lavoro prima della Premiere). Anche se per certi eventi importanti vale la pena aspettare e stare alle loro regole, la verità è che i corti oggi vivono principalmente di vita online, perciò nella maggior parte dei casi nessuno vi farà problemi.

Partecipare ad un contest

A metà tra le riprese di Telebox ed Encounter, abbiamo partecipato ad un contest di cortometraggi padovano.

Un contest, a differenza di un festival vero e proprio, pone delle regole sui corti in gara. Verranno dunque decise prima le caratteristiche che il cortometraggio dovrà avere per essere ammesso, in genere legate alla durata o al tema.

Di fatto, il corto candidato viene nella maggior parte dei casi cucito sulle regole e sulla premessa del contest, quindi creato specificatamente per l’occasione.

Un momento delle riprese de “La ragazza il dito e Alino”

PadovaCiak è il primo contest a cui abbiamo partecipato.

Le regole erano le seguenti:

  • Il corto non deve durare più di sette minuti.
  • Il corto deve incorporare ad un certo punto della storia un monumento della città (nel nostro caso il simbolo del commercio di piazza della frutta) ed una scena celebre della storia del cinema estratta dalla giuria (nel caso dell’edizione di quest’anno, il monologo di Vittorio Gassman in Quintet di Robert Altman).
  • Il corto deve rappresentare al meglio il tema selezionato, che in questa edizione era “Padova a colori”.

Chiaramente creare una storia basata su basi così vaghe non è affatto semplice ma pone il filmmaker nella condizione di pensare in fretta e di essere creativo al massimo delle sue possibilità.

Ecco che da queste premesse nasce il nostro terzo cortometraggio, La ragazza, il dito &Alino, una commedia giovanile quasi interamente improvvisata (gli attori avevano solo delle indicazioni che dovevano integrare in dialoghi spontanei).

“Un gruppo di amici si sveglia in prato della valle dopo una notte di festa. La storia si complica quando si rendono conto che uno di loro manca all’appello e che non hanno assolutamente idea di dove si trovino”.

Il corto è stato proiettato il sei giugno nella suggestiva location dei giardini dell’arena di Padova e ci ha fatto vincere il premio del pubblico.

Un momento delle riprese di “Ancora dieci secondi”

Successivamente abbiamo partecipato nel mese di luglio ad un altro contest, organizzato dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano.

Questo recente concorso, i cui risultati saranno comunicati solo a novembre, dava al cortometraggio la possibilità di partecipare a due categorie sulla base della sua durata: una per i corti di 70 secondi e una per quelli di 7 minuti (il numero è legato al fatto che si tratta della celebrazione dei settant'anni della Cineteca italiana). Il tema scelto per quest’anno era il tempo.

Avendo una scadenza vicinissima e volendo comunque partecipare, abbiamo optato per la categoria dei cortissimi (forse quella in realtà che poneva più difficoltà, in quanto in pochi secondi volevamo essere accattivanti e originali).

La storia è la seguente:

“un ragazzo ed una ragazza sembrano essere ormai alla fine della loro relazione: lei sta per prendere un taxi che la porterà all’aeroporto, chiudendo per sempre ogni possibilità per loro di ricominciare. Ma inaspettatamente, avviene qualcosa che darà a lui (forse) la possibilità di impedire quel futuro senza di lei”.

Il corto si chiamerà 10 seconds more (Ancora 10 secondi) e sarà probabilmente online tra qualche settimana.


Dunque in chiusura, un paio di note.

Punto primo, partecipare ad un contest, anche se con premesse e regole complesse e vincolanti, è un ottima occasione per mettersi alla prova e dimostrare le proprie capacità sotto pressione.

Secondo, quando si viene selezionati, è sempre meglio partecipare all’evento. I festival e i contests non servono semplicemente a proiettare cortometraggi ma anche per far incontrare i professionisti del settore. Ai festival si stringono amicizie e relazioni di lavoro future, oltre al fatto che si ha l’opportunità di vedere il lavoro di altri filmmakers e di scambiarsi opinioni ed idee. Talent scout e distributori inoltre assistono spesso alle proiezioni, essendo sempre alla ricerca di nuovi talenti.

Non è da sottovalutare poi l’emozione straordinaria e galvanizzante che si prova nel vedere il proprio lavoro proiettato su uno schermo cinematografico (una bella differenza dal pc di casa).

Perciò, se vi capita, non perdete l’occasione di partecipare. Ne vale la pena!

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