Episodio 6

Testi di Paola Pitzus, illustrazione di Davide Pighin

A gambe aperte, toccandosi nervosamente il mento con la mano sinistra, Alessandro rimaneva seduto sulla poltrona di Roberto. Quest’ultimo continuava a parlare e a muoversi, camminando avanti e indietro. Con quella sua stupida aria da duro e le spalle alzate. Ma Alessandro aveva perso il filo del discorso già da un po’. Quello lì non sapeva neanche spiegarsi bene. E così la sua mente era andata altrove, come spesso gli succedeva in quei giorni.


“Ti devo dire una cosa”, era la voce ansiosa di Paolo. Ed era per quella strana chiamata, a notte fonda, che Alessandro era andato a casa sua quella notte. La notte in cui Luca era stato aggredito.

“Allora? Dimmi, sono qui!”

Ma Paolo non sembrava volesse decidersi a parlare. Continuava a guardarlo di sfuggita, a passarsi la mano tra i capelli.

“Avanti” lo aveva incoraggiato Alessandro con una mezza risata. “Ti vergogni di me?”

Alessandro conosceva bene Paolo, ormai da diversi anni. Era l’unica amicizia che era riuscito a tenere nel tempo. Forse per quel suo carattere timido e sensibile che riusciva a farlo sentire sempre a suo agio. Paolo era l’unica persona con la quale poteva essere davvero se stesso, senza sentirsi stupido o senza indossare maschere. Gli sembrava che anche lui si fosse sempre trovato bene in sua compagnia. Perlomeno fino a quel momento. E la sua indecisione iniziava a dargli sui nervi.

“Beh, quando ti deciderai sai dove trovarmi” disse Alessandro, tornando verso la porta di casa.

“No aspetta!” lo fermò subito l’amico, tenendolo per un braccio.

“Cosa dev…” la parole di Alessandro restarono in gola, fermate dalle labbra di Paolo sulle sue.


“Ma mi stai ascoltando?!” esclamò Roberto, fermandosi di fronte alla poltrona. Alessandro scosse la testa e tornò al presente. Rivide quella faccia di merda che lo fissava a bocca semi aperta. Trattenendo a stento la rabbia, si alzò di scatto dalla poltrona.

“Arriva al punto Roberto! So che c’entri tu in tutta questa storia!”

“Io ho solo chiamato Luca per dirgli quello che lui mi aveva chiesto! Ho solo saputo che il tipo che stava cercando era tornato e gli ho semplicemente detto dove potesse trovarlo! Non l’ho obbligato io ad andarci!” sbottò all’improvviso.

“Chi… cosa stai dicendo?!”

“Non so neanche perché abbia portato Lorenzo con sé, forse Luca gli ha raccontato tutta la storia…” continuò Roberto, come parlando tra sé e sé.

“Che storia, Roberto?! Di cosa cazzo stai parlando!” gridò Alessandro, senza più potersi trattenere.

A quelle urla Roberto si zittì e lo guardò duramente negli occhi.

“Tieni, leggi. È tutto scritto qui. Lo ha trovato Luca un po’ di tempo fa” disse infine, estraendo un foglio dalla tasca dei jeans e porgendolo ad Alessandro.


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