Le regole della pulizia perfetta

Non scriviamo sul blog dal 1° maggio 2016. Quasi un anno. Un anno!

In un anno sono successe tante cose. Per esempio ho deciso, finalmente, di cambiare il nome del blog. Del resto #AcGetMarried non è che avesse poi tutto ‘sto senso.

In 18 mesi di convivenza giornaliera ho imparato tante cose. Ve le racconterò in piccole pillole.

Ma prima

Prima voglio dare a tutti i futuri mariti, i novelli sposi, i fidanzati, i padawan e il genere maschile in generale un consiglio: Imparate a comprendere i sottili messaggi di malessere della vostra lei.

Malumore, malessere fisico, tristezza, ciclo mestruale, non importa.

I messaggi sono così sottili che solo anni ed anni di conoscenza della vostra partner, un severo allenamento yoga ed il raggiungimento del nirvana vi permetteranno di carpirli.

Io, dopo circa 12 anni di rapporto, ormai riesco a capirlo immediatamente.

Sono segnali nascosti.

È complesso.

È pericoloso.

Ma spesso riuscirete ad accorgervi che vi trovate all’inizio della fine, semplicemente guardando le sue mani.

Guardatele attentamente.

Noterete una cosa del genere.

Ma l’argomento di oggi è molto più importante dei segnali di malessere: Le Pulizie di casa.

Visto che abbiamo scoperto che casa nostra non è dotata di un comodo meccanismo autopulente è necessario stabilire delle ferree regole.

Regola Nr. 1 — Chi pulisce sceglie la musica

Fate molta attenzione.

Si tratta di una regola fondamentale per la perfetta riuscita delle pulizie.

Mentre voi vi apprestate a cominciare le vostre pulizie. Lei avvierà spotify.

Nascosta.

Subdola.

Proprio nel momento in cui la schiuma dei detersivo per i piatti sta invadendo il lavello che, invano, tentate di pulire.

Lei vi guarderà.

Sorriderà.

Ed avvierà la playlist de “I Miglori Successi di Fedez”

Ovvero un loop di 4 ore con “Magnifico”.

Panico.

Paura.

Dovete agire:

Siete uomini virili!

Avete bisogno di musica virile!

Allora avviate i Queen, e diventate subito (il mitico) Freddy Mercury

Adesso va meglio.

Regola Nr. 2— Divisione delle zone

Che abitiate alla Casa Bianca o in un monolocale nei sobborghi di Palermo non importa.

Non osate MAI invadere la zona stabilita dalla vostra compagna.

MAI.

Una volta, per sbaglio, ho osato farlo.

La reazione è stata, come sempre, pacata.

Educata.

Dolce.

Pulire casa è come giocare a Risiko.

Piazzate i vostri carrarmati e difendete il territorio.

Non attaccate.

Restate fermi e difendete.

Fino alla morte.

Regola Nr. 3— Pulite solo quando è LEI a dirvelo

Voi siete i classici uomini che, per far piacere alla vostra Lei, decidete di pulire casa? Siete ligi al vostro dovere di bravi Compagni?

Voglio raccontarvi una storia:

È sera. Una sera come le altre.

Abbiamo finito di cenare, sul pavimento ci sono delle molliche.

Deciso, in totale autonomia, di prendere l’aspirapolvere per pulire.

Mi giro.

La guardo.

HO SBAGLIATO TUTTO.

Tutto, cazzo.

Ricordatevi che voi non avete autonomia.

Voi non siete nessuno.

Potete pulire solo quando lo decide lei.

Dovete avere il permesso.

Se scritto, ancora meglio.

Regola Nr. 4 — Guardate in ogni angolo

Avete la vostra zona.

Avete la vostra musica.

Avete il permesso di pulire.

Fate bene il vostro lavoro, uomini!

Guardate in ogni angolo, ogni anfratto, ogni micron di pavimento può diventare l’anticamera del vostro patibolo.

Credete di aver pulito tutta la vostra zona.

Credete di averlo fatto bene.

Credete che sia tutto ok.

Vi sentite anche soddisfatti.

SCIOCCHI!

La vostra compagna sente l’odore della soddisfazione come gli animali sentono l’odore della paura.

Quindi verrà nella vostra zona.

Controllerà il vostro lavoro.

E vi chiederà: “Mio caro amato, amore della mia vita, mio Sole e Stelle, hai pulito anche qui?”

Voi, sicuri del vostro lavoro, risponderete: “Sì”

A quel punto sarà un susseguirsi di conseguenze che non posso descrivere. Lo farò tramite delle apposite immagini.

“Quindi hai pulito proprio tutto?”
“Allora cosa cazzo è questo?”
Voi, subito dopo.

Regola Nr. 5 — Negate sempre il vostro supporto alle faccende domestiche

Negate.

Negate.

Negate.

Fino alla fine.

In pubblico, con gli amici, con la famiglia, con i colleghi, con il Papa.

La vostra versione sarà sempre:

“Mah no, io non faccio nulla a casa. Fa tutto lei! È proprio un angelo”

Solo in questo caso riuscirete a preservare la vostra esistenza in casa.

Altrimenti.

Beh, altrimenti.

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