Monta che ti passa
… e non è il titolo di un nuovo film di Tinto Brass
I lettori più affezionati ricorderanno l’Ikubo Ikea che ci ha portato all’acquisto di una parte di mobilio casalingo. Ebbene dopo aver caricato tutto in macchina, posizionato tutto in garage e successivamente ri-portato tutto a casa giunge il fatidico giorno … quello in cui devi montare la roba!
Premessa:
Sono un tipo metodico, solitamente adoro qualsiasi cosa abbia delle istruzioni da seguire in maniera precisa, sequenziale e puntuale. Dato che i mobili Ikea hanno dei manuali (quasi)perfetti, la cosa già in partenza mi rende felice.
Sono ancora più felice di montare l’arredamento della prima stanza di casa.
Ancora più felice nel sapere che Lei ha deciso di aiutarmi.
“Amore, la montiamo insieme!”
Che bellezza!
Tutto comincia con L’Acchianata dei mobili dal garage a casa.
Ovviamente il nostro garage è stracolmo di scatoloni Ikea.
Ovviamente è abbastanza difficile distinguere tutti i pezzi appartenenti alla Cabina Armadio.
La prima cosa da fare è dividere i mobili per tipo.
Necessario.
Utile.
Cerco di dividere tutto: Armadi, Accessori, Cassetti, Guide, Roba Varia.
Lascio solo un pezzo fuori posto.
Uno solo.
Una scatola che contiene uno scaffale che andrà posizionato nella lavanderia, era momentaneamente posizionato vicino la porta.
Sono intento a spostare oggetti, scatole e caricare roba in macchina.
Mi giro.
La vedo. Prende l’unica scatola fuori posto. L’unica tra un centinaio che non bisogna prendere e comincia a camminare.
Mi passa accanto, non curante della mia presenza.
“Amore, scusami ma cos’è questa? Dove la stai portando?”
Risponde senza neanche guardarmi: “Boh!”
Continua tranquillamente a camminare.
La guardo. Non so cosa dire.

Lei individua esattamente ciò che io penso non si debba fare.
Credo abbia un sesto senso.
Lo individua e lo fa.
Dimentico presto l’inconveniente dello scatolone non voluto. Continuiamo il trasporto.
L’ora che segue l’evento può essere riassunta così:

La fase di trasporto riesce a concludersi con successo. Abbiamo portato tutti gli scatoloni a casa.
Deve iniziare la fase di montaggio dei mobili. Lei è gasata. Felice. Le leggo negli occhi la voglia di fare.
Le sorrido dolcemente.
Lei mi propone di iniziare subito, di prendere il primo armadio e cominciare il montaggio.
Le sorrido nuovamente.
La fermo.
Prima di iniziare il montaggio ho bisogno di:
a. Un avvitatore elettrico
b. Degli appositi contenitori per dividere le viti per tipologia e lunghezza
c. Abbastanza spazio per posare le istruzioni
d. Che la finestra sia aperta
Lei mi guarda.

Crede che io sia posseduto da un qualche demone.
Poi ritorna in se e ricorda che sono una persona malata.
Molto malata.
Decide di compatirmi e assecondarmi. Tutto può iniziare regolarmente.
Il metodico montaggio procede con entusiasmo e speditezza.
Non c’è nulla che va storto.
Per la prima ora ho il suo appoggio costante, entusiasta e riposato.
Dopo un po’ comincio a sentirla assente.
Alla seconda ora di montaggio guardo l’angolo in cui è seduta.
La vedo così.

Capisco che l’entusiasmo si è spento e preferirebbe trovarsi in piena Savana durante la grande migrazione degli Gnu mentre indossa dei tacchi a spillo e cerca di fuggire da un’istrice che ha deciso di accoppiarsi con la sua gamba piuttosto che continuare ad osservare me che monto armadi.
Come non capirla. Ma io continuo a divertirmi.

Sebbene io continui ad avvitare imperterrito, lei ha il controllo totale dell’intrattenimento musicale.
Controlla il Mac e Spotify.
I nostri gusti musicali non sono esattamente gli stessi ma riusciamo a districarci tra Gazzè, i Maroon 5 e James Blunt.
Durante un momento di poca lucidità, probabilmente sotto l’influsso di una qualche malvagia divinità Svedese, decido di dirle:
“Perché non usi la funzione “Sfoglia” di Spotify? Magari cambiamo un po’ genere!”
Lei si convince e mi accontenta.
Seleziona un genere.
Latino.
Santo Iddio Re dell’universo e creatore di tutte le cose visibili e invisibili … perchè?!
D’un tratto sono catapultato in uno dei peggiori bar di San Paolo.
No, io non ci sto.

I momenti difficili non finiscono qui: Trovo una falla in uno dei manuali Ikea, non indica bene qual è la posizione esatta della guida di un cassetto. La guardo esasperato:
“Del resto se ‘sti cazzo di Svedesi na guerra non l’hanno vinta mai, un motivo ci sarà!”
Lei, ironica, tagliente: “Certo, perché gli Italiani invece … ”
Touché.
Incasso il colpo e continuo il montaggio. In Silenzio. Non mi lamento neanche della musica.
Lei è talmente stanca che preferirebbe dare fuoco a tutto.
Io ormai canticchio la playlist “Latino”, quasi sculetto a tempo di musica.
Il montaggio è quasi concluso.
Sono soddisfatto.
Ci siamo riusciti.
Facciamo un selfie commemorativo.
