Bollettino: la Fed e la Bank of England rinviano l’aumento dei tassi

Quali sono stati i fatti salienti della settimana

  • Le banche pagano il conto: Barclays, Citigroup, J.P. Morgan e Royal Bank of Scotland dovranno sborsare circa 5,8 miliardi di dollari alle autorità USA e UK.
  • Nelle minute del 28–29 aprile 2015 la Fed sembra più “preoccupata” sulla crescita; si allontana così lo spettro di un aumento dei tassi d’interesse a giugno.
  • Il dato sulla deflazione nel Regno Unito allontana le attese per un’exit strategy da parte della Bank of England.
  • Il PMI Composito della zona euro perde d’intensità ma rimane coerente con le stime di crescita della Ue. Gli USA continuano a pubblicare dati economici deludenti relativi al mercato del lavoro e all’attività economica.

Mercati

La volatilità di aprile sembra un ricordo, i mercati azionari mondiali accelerano per la terza settimana consecutiva.

In Europa (Europe Stoxx 600: +3,0%), i mercati hanno retto alle minacce della Grecia di non rispettare la scadenza del 5 giugno per il rimborso del prestito del Fondo Monetario Internazionale (Grecia: +3,5%). In Asia, l’indice giapponese Topix sulla scia dei buoni dati sul PIL (+0,6% t/t) ha toccato dei nuovi massimi storici. Tra gli Emergenti hanno perso terreno i Paesi del sud America (Brasile -4,5%) e dell’Europa dell’est (Russia -1,7%). Invece, il mercato cinese chiude la migliore settimana dal 2008 (Shanghai Comp. +8,1%), nonostante la Borsa di Hong Kong abbia perso più di $35 miliardi di dollari di capitalizzazione in poche ore.

Il braccio di ferro tra Atene e Bruxells continua a influenzare la curva dei rendimenti ellenici ormai invertita da tempo. I tassi d’interesse sono infatti aumentati, in particolare, sulle scadenze a tre e dieci anni, con rendimenti rispettivamente superiori al 23% e all’11%.

In generale, l’aumento dei tassi d’interesse si è verificato sui mercati obbligazionari dei Paesi Periferici dell’eurozona mentre sono scesi i rendimenti offerti dai titoli di stato dei Paesi core.

Anche i rendimenti offerti dai titoli governativi americani sono aumentati sulle diverse scadenze e il tasso d’interesse del decennale continua a rimanere sopra la soglia del 2%.

Infine, sul mercato obbligazionario corporate si sono registrati tassi d’interesse in salita solo per il segmento investment grade americano.

Sul mercato delle commodities, la settimana è stata caratterizzata da segni negativi sia per il petrolio (-1,8%) che arretra a 65,6 dollari a barile, che per l’oro (-1,6%). Quest’ultimo calo è dovuto in parte al rafforzamento della valuta statunitense.

Sui mercati valutari, evidenziamo la ripresa del dollaro sia nei confronti dell’euro (-3,8%) che della sterlina (-1,5%). Il dollaro perde invece terreno nei confronti dello yen, registrando un -1,8% rispetto alla scorsa settimana.

Da tenere d’occhio questa settimana


Ecco i dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della settimana e la stima del consensus (fonte: Bloomberg).

  • Europa — A livello europeo i principali dati macroeconomici si concentreranno nel fine settimana, con la pubblicazione dei dati sul PIL trimestrale della Spagna e dello UK, rispettivamente pari allo 0,9% e allo 0,4%; in entrambi i casi non sono attesi grandi cambiamenti rispetto al dato precedente. In Germania è attesa la pubblicazione delle vendite al dettaglio che dovrebbe ritornare in territorio positivo (+0,8%) dopo il segno negativo realizzato lo scorso mese. In Italia sarà invece rilasciato l’indice di fiducia dei consumatori, in lieve risalita (104,5) e l’indice dei prezzi al consumo (+0,1%).
  • USA — Per l’America sarà una settimana corta, dal momento che lunedì il mercato americano sarà chiuso per il Memorial Day. Nuovi dati, su base mensile, per il settore immobiliare ed in particolare la pubblicazione della vendita di case nuove (+500K rispetto al precedente +481K) e di quello complessivo (+1% rispetto al precedente +1,1%). Atteso anche a fine settimana il dato sull’Indice PMI di Chicago e sull’indice di fiducia del Michigan, entrambi previsti in rialzo.
  • Giappone — Due i dati degni di nota per la settimana prossima: le vendite al dettaglio, che dovrebbero ritornare in territorio positivo (+5,4%) dopo il pesante dato negativo (-9,7%) registrato in precedenza e il tasso di disoccupazione, atteso stabile rispetto al periodo precedente.
  • Brics — Pubblicazione del PIL trimestrale sia per il Sud Africa (+1,6% rispetto al +4,1% del periodo precedente) che per il Brasile, dove dovrebbe registrare una battuta di arresto (-0,5%).

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