Agenzia per l’Italia Digitale: la sfida parte dal nome

Antonio Samaritani, Direttore Generale

Un passo alla volta: un percorso lungo, fatto di momenti appassionanti ma anche di rabbia, di sconforto; persone, idee e progetti che si intrecciano nelle giornate veloci trascorse fra le stanze di un palazzo moderno con sede all’EUR, un quartiere che ha nel suo DNA la voglia di stupire il mondo.

Un percorso lungo - quasi una maratona - che ha come traguardo la digitalizzazione del Paese. Oggi, agli occhi dei più, una promessa troppe volte sconfessata.

È anche per raccontare le amarezze e le soddisfazioni che accompagnano i nostri piccoli grandi sforzi quotidiani, che abbiamo deciso di aprire un canale di comunicazione dedicato al “quotidiano” dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

Perché siamo convinti che oggi, fra i compiti fondamentali di una pubblica amministrazione moderna, ci sia la necessità di spiegare ai cittadini quale sia il ruolo, quali gli obiettivi e le tappe del percorso intrapreso. Ovvero il racconto di giornate intense, trascorse a creare le condizioni per un’Italia moderna.

Giornate trascorse a semplificare i processi alla base del funzionamento della macchina pubblica, con l’obiettivo di mettere chi lavora per la pubblica amministrazione nelle condizioni di farlo con più efficienza e di consentire ai cittadini di fruire dei servizi della PA in maniera adeguata, non ostile.

Insomma, fare in modo che l’innovazione tecnologica ci aiuti a trasformare “l’odierna figura dello Stato” - quella che già nel 1979 Massimo Severo Giannini, allora Ministro della Funzione Pubblica, aveva definito per i cittadini:

“non un amico sicuro e autorevole ma una creatura ambigua, irragionevole, lontana.”

La sua relazione al Parlamento sulla condizione della pubblica amministrazione italiana si concludeva con queste parole:

“la situazione è sì gravissima ma non irreversibile”.

Quel monito vale ancora oggi: L’Agenzia ha l’affascinante responsabilità di “addomesticare lo Stato”, di “addolcire” la pubblica amministrazione, in modo che i cittadini e gli altri soggetti che compongono una società sempre più frammentata, possano cogliere e sfruttare le possibilità offerte dal digitale, abilitando una nuova relazione con le istituzioni e con il mercato.

La pubblica amministrazione è oggi la più grande azienda di servizi esistente e l’Agenzia per l’Italia Digitale ha oggi il compito di far sì che questi servizi producano risultati coerenti ad un progetto condiviso di uniformità e ammodernamento del Paese intero.

Ricorderete il film “Le 12 fatiche di Asterix”; ricorderete - sorridendo ma non troppo - l’episodio nel quale i protagonisti sono costretti a confrontarsi con l’immagine labirintica della burocrazia. L’ufficio 1 che rimanda i due speranzosi protagonisti all'ufficio 4 perché il documento non è conforme alle regole richieste; il 4 li rimanderà al 3b perché a quel modulo manca un timbro che all'ufficio precedente non potevano apporre, così al 3b mancherà un dato fondamentale che all'ufficio 1 non possedevano.

Una fatica mitologica, appunto.

Ecco, se dovessi semplificare ai minimi termini la missione di AgID, potrei dire che stiamo lavorando per fare in modo che l’ufficio 1 e l’ufficio 4 parlino fra loro la stessa lingua e che l’ufficio 3b e l’ufficio 1 possano lavorare insieme senza far pagare al cittadino i difetti di una sistematica incomunicabilità.

Sembra impossibile poter cambiare idea ma la soluzione esiste e si chiama interoperabilità: le regole per l’interoperabilità ci permetteranno di integrare i progetti sui quali stiamo lavorando. Le singole amministrazioni ripenseranno i propri servizi in maniera nuova, secondo standard tecnici e di design. “Design” inteso come elemento che semplifica l’esperienza di fruizione di un servizio: non semplice retorica dell’apparenza ma strumento dedicato al cittadino, che lo accompagna in un percorso di riconoscibilità all'interno di un ambiente che valorizza le opportunità offerte da questa nuova modalità di approccio ai servizi pubblici.

Abbiamo un obiettivo, una strategia complessiva di Paese, un forte mandato derivato dall'ultima legge di stabilità: cercheremo di guidare la pubblica amministrazione e il mercato, razionalizzando e indirizzando investimenti verso una visione di lungo periodo.

L’ Agenzia ha oggi uno dei mandati più impegnativi, entusiasmanti e responsabilizzanti che chi si occupa di gestione della cosa pubblica possa trovarsi ad affrontare. Ha la responsabilità di individuare e costruire i binari sui quali faremo e faranno correre l’innovazione tecnologica nel nostro Paese. Ha la responsabilità di riportare la burocrazia ad essere l’organizzazione di persone e risorse destinate alla realizzazione di un fine collettivo secondo criteri di razionalità e perché no, modernizzazione.

Una burocrazia così leggera da diventare invisibile.

AgID è un’agenzia giovane che si sta plasmando per sviluppare veri e propri “progetti paese”, progetti che hanno l’ambizione di cambiare le nostre vite. Qui vi racconteremo - settimana dopo settimana - quali sono le nostre fatiche, le nostre speranze, i nostri successi nel lungo percorso che porterà ad uno Stato più semplice e dinamico, perché digitale.

Come dice la frase che vi accoglie sul nostro sito, “il paese che cambia passa da qui”.

Siamo impazienti di mostrarvelo.

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