Appalti Pre-commerciali: un programma intelligente per generare innovazione

Mauro Draoli, Strategie di procurement e innovazione del mercato

Trasparenza, coinvolgimento e partecipazione alla base del programma nazionale di Appalti Pre-Commerciali che l’Agenzia gestisce grazie all’ accordo di collaborazione siglato con il Ministero per l’Istruzione.

Il programma nazionale di Appalti Pre-commerciali del Ministero per l’Istruzione (Miur), gestito in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale con il supporto della Fondazione Ugo Bordoni, è una delle più rilevanti azioni di “demand driven innovation” in Europa.

L’appalto pre-commerciale (PCP)è una formula innovativa di acquisto sui temi di Ricerca e Sviluppo, che abilita il procurement a nuove modalità di relazione e confronto con il mercato, in linea con le grandi sfide poste da una Pubblica amministrazione moderna.

L’Italia è prima nella graduatoria dei Paesi UE per capacità di attuazione di appalti pre-commerciali e gli appalti del programma PCP sono tra i più partecipati nel contesto comunitario.

Nell’anno 2017 le consultazioni di mercato sono state 19, spalmate su 25 tematiche con un valore complessivo di circa 53 milioni di euro. Le manifestazioni di interesse sono state circa 1500 e hanno coinvolto oltre 1000 operatori (70% impresa, 20% Università ed enti di ricerca, 10% PA, Fondazioni, Onlus, etc), di cui il 43% costituito da start-up e piccole e medie imprese.

Gli appalti pre-commerciali “Early warning” dedicato alla creazione di soluzioni innovative in tema di Protezione Civile e soccorso pubblico e “Tecnologie per l’autismo”, volto all’individuazione di prodotti, servizi o processi per tecnologie di Realtà Virtuale e Realtà Aumentata dedicate al trattamento dell’autismo, hanno da soli un valore di oltre 12 milioni di euro su un budget di 100 milioni di euro.

Il programma PCP gestisce un budget di 100 milioni di euro, di cui 76 milioni di euro assegnati a 30 beneficiari che rispondono ad aggregazioni di oltre 200 amministrazioni (dai Comuni agli Ospedali, alle aziende sanitarie e la Protezione civile, etc).

La ricerca per fini sociali

Dati elaborati dall’ufficio Strategie di procurement e innovazione del mercato.
Il programma affronta temi di notevole impatto sociale e innovazione pubblica: dall’autismo alla protezione dai rischi ambientali, alla sicurezza e la qualità degli alimenti fino a soluzioni tecnologiche innovative applicate all’assistenza sanitaria e all’e-government.

Tale impostazione è un esempio di come la ricerca possa essere concretamente indirizzata al soddisfacimento dei bisogni sociali.


Trasparenza e apertura alla partecipazione

Grazie ad una metodologia partecipata, le consultazioni di mercato sono pubbliche e trasparenti. Tutti gli atti e le registrazioni delle consultazioni sono online; pubblico e trasparente è l’elenco degli operatori che manifestano interesse e ampia e diversificata è la divulgazione alla partecipazione (dai canali ufficiali della Gazzetta ufficiale europea a mailing list, siti e social istituzionali).

La partecipazione agli appalti è la più ampia possibile. Sono state abbattute le barriere all’ingresso tipiche degli appalti pubblici.

Start-up, piccole imprese, venture capitalists, soggetti anche non basati in un Paese dell’Unione hanno la possibilità di presentare idee e proposte innovative.

L’impatto sul mercato

Nel 2017 hanno formalmente manifestato interesse ad uno o più bandi pre-commerciali oltre 1.000 operatori, tra cui più di 250 grandi aziende, 450 Piccole e medie imprese, 200 tra Università, Istituti e Dipartimenti universitari, Enti pubblici di ricerca, oltre 100 tra ONLUS e associazioni di categorie di utenti e consumatori. Le associazioni di operatori, tra cui Confindustria, partecipano in modo sistematico e contribuiscono a promuovere il programma.

Dati elaborati dall’ufficio Strategie di procurement e innovazione del mercato.

Gli appalti pre-commerciali del programma sono tra i più partecipati in Europa. In relazione alle tre sfide (appalti) pubblicate in tema di: early warning, dissesto idrogeologico, organizzazione dell’emergenza e tecnologie per il trattamento di persone con autismo sono state presentate complessivamente 87 offerte da parte di 250 operatori diversi (53% piccole imprese, 16% grandi imprese, 28% università e ricerca, 3% operatori del settore sociale).


Con questo programma MIUR ed AgID stanno realizzando, con una azione dal basso, un “sistema istituzionale” che muove l’innovazione a partire dai bisogni concreti delle amministrazioni e sperimenta una metodologia di gestione strategica e di stimolo alla ricerca e all’innovazione per un mercato competitivo sulla qualità.

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