Intelligenze al servizio di tutti: il lavoro della task force IA.

di Marco Bani, capo della segreteria tecnica e della comunicazione di AgID


Facciamo un salto nel 2060. Secondo la media delle previsioni degli esperti di IA, il 2060 sarà l’anno della superintelligenza artificiale. Ma cosa è una superintelligenza? Come funzionerà?

  • Come un oracolo, che risponde a tutte le domande che le vengono poste con accuratezza e precisione, comprese le domande complesse alle quali gli umani non possono rispondere facilmente: come posso costruire un motore per auto più efficiente?
  • Come un genio, che esegue qualsiasi comando che gli viene dato: usa un assemblatore molecolare per costruire un nuovo e più efficiente tipo di motore di auto.
  • Come un’entità autonoma, alla quale viene assegnato un compito, con il permesso di operare liberamente nel mondo, prendendo le proprie decisioni secondo il modo di procedere che ritiene migliore: inventa un modo più veloce, più economico e più sicuro rispetto alle auto per trasportare gli esseri umani.

Uno scenario fantastico, la soluzione a tutti i nostri problemi, una semi-divinità creata dall’uomo per porre fine alle disuguaglianze, alla fame nel mondo, ai conflitti.

Altri invece sono terrorizzati dall’ipotesi della nascita di una qualsiasi forma superintelligenza, come ad esempio Stephen Hawking, riposi in pace, che nell’ultimo web summit di Lisbona ha previsto scenari apocalittici:

Sono certo che molti si soffermeranno sull’ultima frase, io invece vorrei concentrarmi sulla prima “se non impariamo come prepararci…”

Imparare. Ecco cosa bisogna fare: discutere, dibattere, parlare. Capire il presente per non rassegnarci al futuro, perché il futuro è di per sé mutevole.

Prendiamo ad esempio i social media. Nel 2011 a Piazza Tahrir, in Egitto, nelle vie di Tunisi, negli altri paesi dove c’è stata la Primavera Araba, le strade erano piene di manifestanti che inneggiavano a Facebook, Twitter, che rappresentavano strumenti di liberazione dall’oppressore? Era il tempo in cui i social media venivano visti come elementi abilitanti della democrazia, portatori di un mondo più giusto.

fonte Wikimedia

Facciamo un salto avanti, un piccolo salto. Oggi, 2018, i social media sono nell’occhio del ciclone: sono accusati di falsificare la realtà, di esaltare le posizioni estremiste, di “usare” i nostri dati, la nostra “privacy” per manipolare le elezioni di una delle più grandi democrazie, l’America.

Hated in the Nation-Black Mirror

Possiamo rimanere inerti, possiamo non far niente e far sì che altri decidano per noi;possa essere un governo straniero o gli algoritmi di una compagnia della Silicon Valley, rinchiuderci nel caldo della nostra casa e guardare una puntata della nostra serie tv preferita, nonostante queste siano suggerite da un algoritmo che ci ha profilati.

Oppure possiamo provare a capire, a far sì che la tecnologia non sia il problema ma il modo di risolvere i problemi.

E quindi torniamo all’Intelligenza Artificiale. Cosa è l’Intelligenza Artificiale? Non ho la definizione perfetta, ma sono d’accordo con Eliezer Yudkowsky, ricercatore IA:

Gli esseri umani si evolvono lentamente, hanno il tempo di correggere i problemi derivati da una società che cambia. Al contrario, l’Intelligenza Artificiale si sta evolvendo ad un ritmo incredibilmente veloce.

Gif Star wars via GIPHY

E questo significa che è davvero importante che pensiamo attentamente a questo momento, al presente, che riflettiamo sulle storture, sui pregiudizi, e lavoriamo su come influenzare la tecnologia che stiamo creando, discutendo su quale tecnologia oggi sarà significativa per domani.

Una delle dichiarazioni che più mi ha sconvolto è stata quella del Presidente Putin, che a Settembre, durante l’inaugurazione dell’anno scolastico sentenziò “chi diventerà leader nel campo dell’IA sarà il sovrano del mondo”.

L’IA, da essere discussione fra scienziati, diventa oggetto di dibattito pubblico e quindi di potere. Ma qual è il potere dell’IA?

  • Può aiutare a diagnosticare meglio le malattie e migliorare la prevenzione.
  • Può creare manipolazione della realtà, propaganda, creando facilmente video compromettenti con le facce di tutti voi.
  • Può supportare al meglio le situazioni post emergenziali, supportando le operazioni di soccorso.
  • Può batterci a scacchi, scarabeo, Go, Backgammon, ma quelle stesse macchine non possono dirci se mentre giochiamo la stanza va a fuoco.
  • Possono assistere i disabili, supportare la traduzione automatica agli stranieri, organizzare i nostri spostamenti in città, individuare casi di cyberbullismo.
  • Può alimentare i pregiudizi che ci sono nei dati, alimentando disuguaglianze.
  • Può liberarci dalla burocrazia, risparmiando tempo e frustrazioni.
  • Può cancellare attività e posti di lavoro sostituendoli con sistemi automatici.
  • Può affrancarci dal fatto di trattare i lavoratori come robot, come automi.
Libro Bianco sull’IA al servizio del cittadino, pagina 25

E mi vengono in mente le parole di Tim Cook, il CEO Di Apple, quando l’anno scorso parlò del ruolo della tecnologia ai neo-laureati del MIT:

“[..] la tecnologia può fare grandi cose, nel bene o nel male. Ma non vuole consapevolmente fare grandi cose. Non vuole fare niente. Questo ruolo spetta a noi.
Spetta ai nostri valori e al nostro impegno verso i nostri familiari, ai nostri amici, le nostre comunità, spetta al nostro amore per la bellezza e alla convinzione che le nostre vite sono interconnesse, al nostro senso civico e alla nostra curiosità”.

E quindi torniamo in scena noi, la migliore delle intelligenze: l’essere umano.

Questa Task Force sull’Intelligenza Artificiale nasce nel modo più umano possibile: la voglia di capire, analizzare, la necessità di confrontarsi il non rassegnarsi a un futuro distopico.

Un percorso durato ormai più di un anno, a partire dalla “chiamata alle intelligenze” dove abbiamo cercato davvero di coinvolgere tutte le intelligenze, in un approccio antidisciplinare che spezza i silos della conoscenza.

Task Force IA (fonte Pagina Facebook AgID)

Non un gruppo chiuso nel freddo delle stanze ministeriali, ma un processo aperto, riconoscibile, dove ognuno — e sottolineo ognuno — poteva e ancora può dire la sua, alimentando gli sforzi che vengono fatti dai membri della Task force IA.

Così discutono le comunità, affrontando i problemi insieme.

Così deve discutere la Pubblica amministrazione, per rinsaldare quel legame sfilacciato che porta alla sfiducia e allo sfaldamento della società. Basta con la narrativa di mettere al centro sempre l’uomo, che è anche un po’ sessista. Al centro ci devono essere le persone, tutte.

Il frutto di questi mesi è il Libro Bianco che abbiamo lanciato da pochi giorni. Una lettura non solo per addetti ai lavori, che racchiude la sintesi di queste discussioni, le sfide che abbiamo cominciato ad affrontare e la situazione attuale del nostro Paese.

Lo potete vedere inoltre nell’elenco di imprese, centri di ricerca, università che si occupano di IA che stiamo mappando, un cuore pulsante che testimonia la vitalità dell’ecosistema.

Ecosistema Intelligenza Artificiale in Italia

È presente nelle nuove relazioni che si sono create, tra i sorrisi affaticati durante le riunioni e lo scambio di conoscenze tra gli oltre 600 membri della community che continua a confrontarsi, discutere, scambiandosi idee e stimoli.

Tutto questo è solo un punto di partenza, olio che serve per far partire gli ingranaggi delle nostre intelligenze. La partita è troppo importante per sedersi in panchina.

L’Intelligenza Artificiale può avere sviluppi e scenari diversi. Ma non si tratta di un’auto a guida autonoma, senza destinazione. Quest’auto la stiamo guidando noi tutti insieme. Scegliamo quando accelerare e quando rallentare. Scegliamo se dobbiamo fare una svolta. Scegliamo cosa sarà l’intelligenza artificiale del futuro. Diventerà molte cose.

All Is Full of Love Björk

E tocca a noi, ora, capire cosa dobbiamo fare per assicurarci che la crescita dell’intelligenza artificiale sia un beneficio per tutti. Tocca a noi umanizzare la tecnologia. Tocca a noi continuare questo lavoro. Tocca a noi disegnare e costruire il futuro che vogliamo.

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