Per cambiare la burocrazia sono necessarie tutte le intelligenze, naturali e artificiali

Dalla Task force IA al Laboratorio IA-GOV: la nostra scommessa per favorire i percorsi di Open Innovation sull’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione

Diciamoci la verità. Le pubbliche amministrazioni italiane non sono percepite come agenti del cambiamento, come scintille di innovazione. Eppure al loro interno si trovano intelligenze, pillole di futuro, progetti innovativi che possono dimostrare come è davvero possibile cambiare la burocrazia e migliorare i servizi.

Un altro tipo di intelligenza, quella artificiale, ha fatto il suo ingresso dirompente nelle agende politiche di tutti i Paesi più industrializzati del mondo e non solo.

Si sono cominciate a impostare strategie nazionali e a pianificare investimenti: Cina e Stati Uniti stanno correndo con stanziamenti economici miliardari, mentre l’Unione Europea cerca con fatica di non rimanere indietro.

Le strategie sull’Intelligenza Artificiale uscite negli ultimi mesi
“Esattamente come il motore a vapore e l’elettricità del passato, l’Intelligenza Artificiale sta trasformando il nostro mondo - ha detto il vice presidente della Commissione europea Andrus Ansip - Dobbiamo investire almeno 20 miliardi di euro da qui al 2020”.
Gif Ar Robot by Sylvia Boomer Yang via GIPHY

Non tutti hanno ancora capito bene cos’è l’Intelligenza Artificiale e cosa comportano le sue applicazioni. Ma ci sono già evidenze su come l’utilizzo di questi sistemi intelligenti abbia un notevole impatto sulla società.

Questi sistemi migliorano i processi, riducono i tempi di produzione ed erogazione dei servizi e rappresentano quindi un’opportunità non solo per il settore privato, ma anche per il pubblico, che può impiegare tali tecnologie per semplificare la burocrazia, diminuire la spesa dello Stato, rendere le proprie risposte più ricettive ai reali bisogni degli utenti e, di conseguenza, rinsaldare il rapporto di fiducia tra amministrazioni e cittadini.

L’Intelligenza Artificiale ridisegnerà le nostre vite. La nostra quotidianità di esseri umani, cittadini, lavoratori, genitori e figli, sta cambiando sotto gli occhi di tutti. Quello di cui già oggi possiamo essere certi è che tutte le nostre abitudini e consuetudini verranno ridisegnate producendo cambiamenti sociali che necessitano di una riflessione approfondita (individuale e collettiva) e in alcuni casi, forse, anche tormentata.

Video di presentazione dell’evento “Cambia la burocrazia, usa l’Intelligenza” che si è svolto a Roma il 18 settembre 2018

La tecnologia, di per sé neutrale, non lo è nella sua applicazione e lo è ancora meno per chi, lavorando per lo sviluppo delle società, si trova spesso a decidere cosa sia giusto o sbagliato o, in un dato contesto, quale sia il bene migliore o il male minore.

Come agenzia che si occupa di promuovere l’innovazione e agevolare la trasformazione digitale del Paese un anno fa abbiamo fatto una scommessa: studiare, analizzare e comprendere le opportunità e i rischi generati dalla diffusione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale nel settore pubblico.

Dunque abbiamo cercato di definire un perimetro condiviso all’interno del quale affrontare tutte le sfide che questa presenta, cercando di avvicinare le amministrazioni alle nuove tecnologie IA e promuovendo il dibattito pubblico attorno a questo tema, con l’obiettivo di coinvolgere tutti i profili multidisciplinari che si occupano di un argomento così tecnico e ostico.


Dalla Task Force IA al laboratorio IA-Gov: storia di un percorso

Consapevoli che la digitalizzazione è un processo lungo che richiede tempo e un cambio prima di tutto culturale abbiamo quindi:

  • creato una task force di esperti multidisciplinari per approfondire come le nuove possibilità offerte dall’IA possano incidere nella costruzione di un nuovo rapporto tra Stato e cittadini;

Da questa fase di studio, siamo passati a una modalità più operativa: abbiamo lanciato il primo programma di co-progettazione tra pubbliche amministrazioni e imprese per creare percorsi di Open Innovation e sviluppare progetti di Intelligenza artificiale finalizzati a semplificare i processi interni e a innalzare la qualità dei servizi al cittadino, in linea con le raccomandazioni del Libro bianco.

Ma cosa significa Open Innovation? E’ un modo di fare innovazione che cerca di coinvolgere imprese, professionalità e talenti nella consapevolezza che la migliore delle idee non nasce nel chiuso di una amministrazione o di un’azienda. Soprattutto quando si parla di un ambito di difficile implementazione come l’intelligenza artificiale.

Gif Artificial Intelligence Futurism via GIPHY

La task force IA, inizialmente nata per analizzare le implicazioni sociali legate all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei servizi pubblici, ha trovato la sua naturale evoluzione in IA-GOV: un laboratorio di idee, soluzioni e attività sperimentali che vuole favorire la contaminazione e il dialogo tra amministrazioni, imprese e università e permettere l’implementazione di nuove tecniche e processi che utilizzano l’IA.

A fine agosto abbiamo fatto partire il programma di co-progettazione con la call “Cambia la burocrazia, usa l’Intelligenza!”, alla quale hanno partecipato quasi 100 tra start up e imprese innovative, che hanno presentato progetti e soluzioni di Intelligenza Artificiale.

Il primo tassello di un mosaico più grande è stato deposto il 18 Settembre a Roma: pubbliche amministrazioni e start up si sono incontrate per confrontarsi sulle reciproche esigenze e aspettative. Ne è nato un momento di confronto su come l’Intelligenza Artificiale possa veramente aumentare la qualità dei servizi pubblici offerti ai cittadini e incidere sulla credibilità di un’amministrazione.

Foto dell’evento “Cambia la burocrazia, usa l’Intelligenza!” che si è svolto a Roma il 18 settembre 2018

Tante le mani alzate, tante le domande e l’entusiasmo. Diverse le esperienze raccontate che sono già realtà.

Abbiamo scoperto che innovazione e pubblica amministrazione non sono due mondi così distanti e che - se opportunamente sostenuti e messi in contatto- hanno molto da darsi e da dirsi.

“D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda!”.

Così Marco Polo, nel capolavoro di Italo Calvino “Le città invisibili”, parlava all’imperatore dei tartari Kublai Khan dei posti, reali e immaginari, visitati nel corso della sua lunga vita di viaggiatore.

Ecco, ci piace pensare a questi progetti come tante città reali e al tempo stesso immaginarie- poiché portano dentro di sé il segno di una visione- in grado di dare risposte a delle domande.

Illustrazione di Anastasia, una delle città descritte da Italo Calvino in “ Le Città invisibili” (Immagine di Carlo Stanga)

Domande di efficienza, di conoscenza, di equità. La Regione Emilia Romagna e il Ministero delle finanze utilizzano gli algoritmi Ia per valorizzare le competenze e il lavoro dei propri dipendenti, per supportarli nelle attività più ripetitive, in modo tale da semplificare i procedimenti organizzativi e offrire servizi maggiormente tagliati sui bisogni del cittadino.

Il Ministero dei Beni culturali si serve delle tecniche di computer vision e di riconoscimento visivo per riconoscere e catalogare le immagini del patrimonio pubblico culturale italiano. Banca d’Italia applica le tecniche di machine learning con l’obiettivo di rendere più immediate e precise le analisi statistiche che hanno poi una ricaduta concreta sulle politiche di programmazione economica.

E tanti altri ancora stanno cominciando ad abbracciare la “rivoluzione IA”, come la stessa Sogei artefice di un progetto basato su algoritmi d’Intelligenza artificiale per potenziare le sue attività anti-frode e di cybersecurity.

Tanti progetti, tante “città” che nascono, che si sviluppano, che danno risposte. Ma affinché questi progetti non rimangano isole, occorre favorire il dialogo e lo scambio creativo tra imprese e settore pubblico. E il mosaico di Agid, come sempre aperto a ogni contributo, va proprio in questa direzione.

Adesso partirà la fase di selezione delle progettualità e successivamente si avvierà l’iter di sviluppo, per creare sempre più tasselli di quel mosaico affascinante, ma complesso, che definisce la trasformazione digitale del Paese.

Segui gli sviluppi sul sito del Laboratorio IA-GOV .