Camminare, correre, volare: il bullismo delle ragazze

I maschi, là fuori, non si sono accorti di nulla.

Asja è quella che film e serie televisive per ragazzi classificherebbero come “cattiva ragazza”. I pomeriggi li passa al centro commerciale taccheggiando qua e là finché non viene beccata, le mattine a scuola, dove si diverte a infierire su una compagna, Maria. Eppure c’è dell’altro nella vita di questa ragazzina. Qualcosa la tormenta anche se nessuno lo sa: sono i suoi quattordici anni trascorsi in una solitudine totale, una madre depressa di cui deve occuparsi, un padre che è andato via quando era piccola e di cui non ha mai smesso di sentire la mancanza.

Dall’altra parte della classe, Maria è la classica vittima: timida, leggermente in sovrappeso, succube di una madre molto presente e asfissiante. Il bersaglio per eccellenza: l’essere tra le prime della classe non l’aiuta certo a farsi degli amici o a sembrare abbastanza figa da non essere presa in giro.

La trama potrebbe sembrare già scritta: il bullismo, la persecuzione del più debole, l’eventuale conoscenza e addirittura l’insorgere di un’amicizia tra le due potrebbero delineare la storia di un riscatto e trasmettere una speranza ai giovani lettori del romanzo. E invece non succede. Camminare, correre, volare è la storia di un riscatto, ma non scivola mai nella trappola del rovesciamento delle parti: Asja non diventa buona come Maria, né le due saranno mai amiche perché difficilmente nella realtà il bullo deciderà di fare amicizia con la sua vittima. Al contrario, quello che ha decretato il successo di questo Junior è forse proprio la verosimiglianza delle vicende delle due protagoniste.

La scuola che frequentano e il quartiere in cui vivono somigliano a qualsiasi scuola presente nel quartiere periferico di Torino in cui è ambientato il romanzo. La ricerca del padre che Asja intraprende nella seconda metà del libro non prevede nulla che una quattordicenne qualunque non riesca a fare avendo a disposizione internet e un po’ di iniziativa.Lo stesso stile dell’autrice, essenziale e diretto, accompagna in modo agile i lettori attraverso la pagina rendendo semplice la comprensione di quello che sta accadendo episodio per episodio.

La declinazione femminile del bullismo mi sembra un arricchimento rispetto a un tema che rischia di cristallizzarsi in una rappresentazione maschile. In più, l’autrice ha evitato ogni tipo di deriva moralistica nella gestione di entrambi i personaggi e nella descrizione di una scuola che non riesce ad aiutarli né conservando l’aspetto tradizionale, né quando veste i panni di un’educatrice giovane e piena di belle intenzioni senza sostanza o preparazione.

Si parla spesso di invogliare i ragazzi alla lettura attraverso libri che possano interessarli ma che siano anche affrontabili dal punto di vista sintattico e lessicale. Ecco, questo romanzo potrebbe riuscire nella difficile impresa di essere letto anche dal dodicenne più svogliato o lontano dal libro possiate immaginare facendogli intravedere un mondo, quello femminile, che sa essere forte e feroce quanto timido e indifeso.

Camminare, correre, volare, Sabrina Rondinelli, Edizioni EL 2008.


Originally published at blog.pianetadonna.it on February 3, 2015.

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