di Federico Damiani

Sulla carta l’Italia, dal 1861, è un’unica nazione ma ad attraversarla in bicicletta da capo a piedi, anzi, da piedi a capo, è chiaro che di Italie ne esistono tante. Per fortuna e purtroppo, come direbbe Gaber. C’è una cosa però che non cambia a qualunque latitudine. Vestitevi da ciclisti, casco in testa e se possibile l’espressione sfatta di chi pedala a 40 gradi da ore ma con un bel sorriso stampato in faccia. Prendete una bici, attaccateci delle borse piene e delle luci. Ora che siete pronti presentatevi in un luogo qualunque, l’importante che sia un contesto sociale interessante. …


di Alan Marangoni

[Incipit] Alan Marangoni ha smesso di correre alla fine della stagione 2018, dopo dieci stagioni da professionista. Ha vinto solo una volta, proprio all’ultima gara della carriera, al Tour of Okinawa in Giappone. Ora lavora per Global Cycling Network, il noto sito inglese che ha aperto una versione italiana. Alan è bravo a raccontare, qui si seguito ciò che ha scritto per Alvento #4 di aprile 2019 per ricordare una sua tappa folle al Giro d’Italia del 2015.

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I primi nove giorni di questo Giro 2015 sono stati un inferno, una guerra continua. Giornate lunghe, combattute, alcune davvero infinite. Il giorno di riposo di ieri è stato per tantissimi come prendere una grossa boccata di ossigeno mentre si rischiava di annegare. Oggi è una tappa è facile, Civitanova Marche — Forlì, la decima, comunque sono pur sempre 200 chilometri: per la maggior parte di noi sarà quasi come un secondo giorno di riposo, nessuno avrà voglia di scattare per primo perché il gruppo mollerebbe subito. E dopo chi li fa tutti quei chilometri al vento? È tutta fatica sprecata, una vera e propria follia. Domani poi ci sarà la Forlì — Imola, tappa corta e durissima, un giorno pericoloso per tutti quelli che sono un po’ al gancio. …


testo e foto Damiano Levati

Il Rally Torino-Nizza è un’avventura di bikepacking. Non è una gara, ma piuttosto una sfida con sé stessi. Nessun tipo di supporto, soltanto una traccia GPS, qualche consiglio pratico su dove dormire e mangiare, l’ora e il luogo della partenza. Nient’altro.

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Anche se la nebbia non ci permette di vedere nulla, il GPS conferma che siamo arrivati alla Pointe des Trois Communes, l’ultima grande salita dopo quattro giorni consecutivi in bicicletta. Chiudere il rally in così poco tempo ci era sembrano un obbiettivo impossibile e invece, eccoci qui. Abbiamo poco più di 2000 metri di dislivello nelle gambe, altri 1000 metri e 60 Km ci separano da Nizza. Per come stiamo, arrivare a Nizza oggi non sarebbe un problema. …


di Davide Marta — foto Daniele Molineris

Non si può più percorrere con sci e pelli il ghiacciaio Balteo così come si presentava 130.000 anni fa, nel momento della sua massima espansione. Però si può percorrere ciò che è rimasto della sua presenza, l’Anfiteatro Morenico di Ivrea. E una bici gravel è il mezzo ideale per questo viaggio nel tempo.

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di Gabriele Gargantini
da #Alvento4 | aprile 2019

Quando ho guardato la Strade Bianche sapevo già chi fosse il vincitore. L’ho guardata su un iPad, dopo cena, in una stanza di Siena presa su Airbnb. Sapevo già che l’aveva vinta Julian Alaphilippe perché mentre lui vinceva io ero mezzo chilometro più indietro e stavo facendo la salita di Santa Caterina. A venticinque chilometri all’ora. Tra-due-ali-di-folla. Seduto nel sedile posteriore di un’automobile nera. Quando ho guardato la Strade Bianche sull’iPad era per gustarmela finalmente con calma. Dopo che qualche ora prima l’avevo vissuta, senza calma, dall’auto nera con scritto sopra Direzione Corsa 3.

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Nemmeno l’ho vista partire, la Strade Bianche. Però ho visto, uno dopo l’altro, i corridori arrivare sulla linea di partenza. Il primo è stato il 206, Justin Mottier. Chissà se quando ti capita, di essere il primo alla partenza, ti senti come quello che arriva per primo a una festa. Chissà quando è successo che il primo alla partenza fosse poi anche il primo all’arrivo. Fatto sta che Mottier poi si è ritirato e io e lui eravamo già lì, sulla linea di partenza, quando quelli della Sky e della Bahrain Merida ancora erano a fare firme e interviste. Piano piano a Mottier si sono aggiunti gli altri 146 partenti. Poco dopo le dieci e mezza, un paio di minuti prima che i corridori incastrassero le scarpe nei pedali e iniziassero a far girare le gambe, io ero già partito. …

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Alvento - Italian cycling magazine

Alvento è una rivista di ciclismo (cartacea) pensata, scritta e fatta in Italia. Qui potete leggere una selezione di storie tratte dai numeri già pubblicati

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