Un mese d’ansia Europea

11/05/2015 — L’ansia sale, sono le 19, la Juventus sta per affrontare il Real Madrid per la semifinale di ritorno di Champions League. E’ vero, è già un traguardo essere arrivati fin qui, la gente sa già che usciremo stasera, ma non fa niente, io ci voglio credere. Sono pronto a soffrire per novanta minuti, probabilmente andrà male perché tutti non ritengono la Juve all’ altezza della squadra campione d’Europa, ma voglio vedere 11 leoni che proveranno comunque a fare l’impossibile, come già avevano fatto nel match di andata. Basta vedere il pubblico del Bernabeu all’arrivo della squadra per capire la difficoltà, sono carichi, urlano per supportare i loro beniamini e vogliono vincere.

Cristiano Ronaldo dopo il gol del vantaggio

Inizia la partita, si soffre tanto ed ecco là, Real Madrid in vantaggio su rigore. Grazie comunque ragazzi, contro la squadra più forte si sapeva che non sarebbe stato facile e adesso si fa sempre più dura. A fine primo tempo il risultato è fermo sull’1–0 per gli spagnoli, e in quei 15' di intervallo inizio a pensare che sarà pur forte il Real Madrid, ma la palla è rotonda e in 45' può succedere di tutto.

Alvaro Morata dopo il gol del pareggio

Il secondo tempo inizia e dopo circa 15' succede! Palla al centro e tiro di Morata, sì, proprio l’uomo quasi scartato dalla squadra madrilena, che insacca alle spalle di Casillas. Il pubblico che sembrava tanto carico, all’improvviso si zittisce, e a cantare sono solo i tifosi bianconeri. Esultanza e gioia di circa un minuto, ma subito l’atmosfera torna quella di 5 minuti prima, certo con più positività, ma basta un gol del Real Madrid per riaprire tutto. E si sa, quelli con il pallone ci sanno fare, non ci mettono niente a segnare.

Passano i minuti, un tiro dopo l’altro ma la palla non entra, e azione dopo azione mi convinco sempre di più che effettivamente il passaggio in finale non è un sogno irrealizzabile, anzi, la Juve si fa avanti e per poco non chiude la partita con il secondo gol. Arriva il 90', sono 4 i minuti di recupero, solitamente volano ma questa volta sono interminabili. A 40 secondi dalla fine il Real Madrid butta via l’ultimo pallone rimasto a disposizione e finalmente è fatta! La Juventus non perde più il pallone e aspetta il triplice fischio finale dell’arbitro, è fatta, è fatta!!

Festeggiamenti per la qualificazione in finale

L’urlo del telecronista che carica ancor di più le emozioni che erano già a mille “La Juventus è in finale!”. Non credevo ai miei occhi, un traguardo impensabile solo pochi mesi prima è diventato realtà. Se prima della partita non mi preoccupavo della distanza tra la semifinale e la finale, ora diventa un problema. Adesso come faccio ad aspettare un altro mese con il pensiero della finale? Fa niente, basta che ci siamo.

E mi sbagliavo, qualcosa fa, perché i primi venti giorni passano normalmente, ma l’ultima settimana prima della partita è infinita. La finale di Champions è quella partita che chi segue il calcio vede ogni anno a prescindere dalle squadre che si giocano la partita, ma questa volta c’è la mia squadra e proverò finalmente le emozioni di una finale di Champions da tifoso, dopo 12 anni.

Dall’1 al 6 giugno ogni minuto sembra un’ora, e per ogni cosa che si faccia il pensiero torna sempre lì, a quella benedetta partita che sembra non arrivare.

06/06/2015 — Ci siamo! Non mi perdo un attimo di pre-partita, la coreografia che ho sempre visto con stemmi di altre squadra, adesso ha quello della Juventus! Ancora non ci credo, e manco il tempo di capacitarmi di ciò che ci stavamo giocando che segna il Barcellona. Sono troppo forti e lo dimostrano per tutto il primo tempo.

Alvaro Morata dopo il gol del pareggio

Anche in questo caso le speranze sono ridotte, ma l’illusione arriva dal solito, sempre lui, o come direbbe il noto telecronista, “proprio lui”… Alvaro Morata! Che ancora una volta segna il gol del pareggio e fa sognare milioni di tifosi juventini. Sogno che però dura poco perché proprio nel momento migliore arriva il gol che ci riporta sulla terra, quello del 2–1 di Suarez. A fine partite arriva anche il terzo gol, probabilmente immeritato ma non importa.

La squadra a fine partita

Amareggiato sì, ma con la voglia di abbracciare uno ad uno i giocatori che hanno permesso a milioni di tifosi di sognare e hanno raggiunto un traguardo che neanche il profeta più esperto del mondo avrebbe mai intuito. Ci hanno creduto e hanno dato il massimo, per questo meritano l’applauso di tutti.

Fino alla fine forza Juventus.

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