Il colore del futuro? Il grigio

La Scienza e la qualità dei servizi sanitari migliora sia il tenore che la durata delle nostre vite. I sistemi previdenziali, almeno finché reggono, offrono ulteriori vantaggi agli anziani di oggi rispetto ai loro coetanei di un secolo fa.

Spesso affrontiamo il tema della sostenibilità di tutto questo (il crescente costo di previdenza e welfare pubblici su una base di lavoratori sempre più ristretta ed una natalità in calo), ma un altro modo di affrontare la questione è: come può un investitore avvantaggiarsi dall’invecchiamento della popolazione?

La differente distribuzione delle età all’interno delle popolazioni sia dei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo non lascia spazio ad equivoci, vi mostro dei dati presi dalla Population Division delle Nazioni Unite.

Ecco come eravamo (uomini in rosso, donne in giallo) nel 1970:

Come eravamo nel 2013:

E come saremo nel 2050:

La fertilità è in calo ovunque e le vite si allungano. Presto il mondo sarà popolato più da arzilli vecchietti che da bambini e ragazzi:

Ma meno nascite e vite medie più lunghe non sono gli unici fattori da tenere in considerazione, se si vuole avere un approccio da investitore. L’immigrazione aiuta gli USA ad “invecchiare” meno velocemente della Germania o del Giappone, ad esempio.

Cittadini più anziani renderebbero il mercato immobiliare meno dinamico e potrebbero essere meno propensi ad avere investimenti azionari e più favorevoli semmai a conservativi portafogli composti da rassicuranti (ma lo sono davvero?) titoli di Stato, motivo per cui da molto tempo si parla di “ageing population time bomb” o di “baby-boomer time bomb” relativamente ai mercati finanziari.

Tuttavia uno scenario demografico che vira verso il grigio lascia prevedere per alcuni settori (farmaceutici, assistenza sanitaria, previdenza complementare, beni di lusso, assicurativi) un futuro ancora più prospero.

Chi produce protesi dentarie, supporti oculistici o apparecchi acustici, ad esempio, è meno preoccupato di un futuro a tinte grigie.

E poi c’è l’aiuto offerto dalla Crisi. I Paesi occidentali hanno bilanci gonfi di debiti, è facile prevedere che non potranno mantenere le attuali condizioni welfare e previdenza e nemmeno potrà agire molto sulla tassazione per cercare ulteriori coperture: rivolgersi al privato sarà sempre più una necessità.

Non basta però indirizzarsi verso il tema. Una attenta analisi di posizionamento di mercato, bilancio e management vi può aiutare a separare ciò che è valido da ciò che sembra valido. Focus sul tema, dunque, ma anche -nel caso di fondi- con un approccio non eccessivamente “value” che in questi casi induce a prender posizione sui titoli “giusti” a qualunque costo. Attenzione anche all’approccio geografico: spostare l’asse dell’investimento verso “paesi emergenti” potrebbe non funzionare se non viene tarato bene: in Cina, ad esempio, la lunga stagione politica di un figlio per famiglia ha provocato (e porterà) un invecchiamento della popolazione più rapido del resto dell’area asiatica.

Al vostro consulente di investimento, a questo punto, non resta che selezionare titoli e strumenti adeguati.

La trasformazione di questi contenuti in idee operative necessita di un supporto professionale per la personalizzazione delle scelte di investimento. Per questa ragione vi consiglio di confrontarvi col vostro consulente finanziario di fiducia. Se non ne avete uno, o se non é di vostra fiducia, potete iscrivervi alla mia newsletter.

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