La lezione di anatomia

di Philip Roth

Gloria lo distraeva con i suoi seni e gli portava da mangiare:torte al cioccolato di Greenberg,lo strudel delle signore Herbst,il pane nero di Zabar,il beluga in vasetto della cavialiera,il pollo al limone del ristorante cinese di Pearl,le lasagne bollenti del –21- Mandava l’autista in fondo al Allen Street a prendere i peperoni ripieni al Seymour’Parkway,e poi veniva in macchina,da sola,a scaldarglieli per la cena.Entrava di corsa nel cucinino col suo cappotto di volpi rosse da cosacco,quando usciva con la teglia fumante,aveva solo le scarpe con il tacco alto.Gloria aveva quasi quarant’anni ed era bruna soda e robusta con due seni circolari prominenti che parevano bersagli ed elettrizzanti ciuffi di peli.Il suo viso poteva essere quello di una mulatta spagnola:occhi a mandorla,una mascella larga e imponente ,e labbra piene e arrotondate dagli angoli stranamente sollevati.Aveva dei lividi sul sedere. Nathan non era l’unico primitivo che Gloria vezzeggiasse,e la cosa lo lasciava indifferente.Mangiava le cibarie e assaporava i suoi seni.Mangiava le cibarie sui suoi seni.Non c’era nulla che Gloria non ricordasse di portare con sé con nella borsetta:reggiseno traforato,mutandine con la finestrella,macchina Polaroid,vibratore,gel K-Y,benda di Gucci,un pezzo di corda di velluto intrecciato…per festeggiare il suo compleanno un grammo di cocaina.-I tempi sono cambiati,-diceva Zuckerman,-da quando bastava un preservativo.

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