Sul “Servizio Clienti” Bialetti
E sulla pratica della meditazione.
E fu così che dopo la laurea decisi di cercare la mia strada passando per l’estero, prima in Repubblica Ceca e poi in Spagna, partendo con un grosso bagaglio pieno di speranze e pochi preziosi tesori, tra i quali la piccola moka Bialetti x2, che mi avrebbe permesso di continuare ad assaporare gli aromi del caffè di mammà. Per anni ho tessuto le lodi dell’omino baffuto Bialetti tra civiltà e popoli stranieri, invitando colleghi, amici e conoscenti a fare l’acquisto che avrebbe rivoluzionato le loro mattine.
Ancora in Spagna e finalmente con un lavoro, ero decisa a volere di più, ed ho convinto il mio ragazzo francese a comprare una bellissima moka di design Bialetti in un grande magazzino, accettando di buon grado di assorbire la maggiorazione dovuta alla vendita all’estero, e rassicurandolo che fosse la cosa giusta da fare: i nostri pranzi della domenica sarebbero stati finalmente soddisfacenti, anche senza le 7 portate della cucina di casa e tutti i parenti.
E poi all’improvviso qualcosa di tremendo accadde. La fatidica bellissima super scintillante caffettiera, comprata il 25 Giugno, aveva avuto una strana reazione alla nostra nuova amicizia e aveva deciso di perdere pezzi di prodotto all’interno del raccoglitore e annerirsi a macchie.

Dopo due mesi e mezzo, stupita dall’accaduto, e con un po’ di malinconia e incredulità nel cuore, scrivevo all’assistenza clienti della storica società Bialetti, che, ne ero certa, avrebbe condiviso il mio dispiacere e fatto di tutto per porre rimedio.
Il 7 Settembre 2016 un gentile operatore mi ringraziò per avergli segnalato quella Bialetti ribelle, e mi suggerì di smettere di lavarla in lavastoviglie e non usare il sapone, che avrebbe rovinato l’alluminio. Evitai di rispondergli che io, figlia di mamma napoletana, di questi errori banali non ne ho mai fatti, che ancor prima di iniziare a camminare avevo imparato il sacro dogma della caffettiera: “Mai lavare la caffettiera con il sapone per i piatti. Deve insaporirsi di caffè, pure nelle colonie di batteri nei rimasugli s’adda sentì o ccafè!”.
Pensai a qualche operatore alle prime armi con l’antica e nobile pratica del caffè, e con ancora tanto amore e speranza nel cuore risposi che no, non avevo neanche la lavastoviglie. Mi rispose (sempre lui? un altro operatore? non saprei, si chiamava sempre e solo Servizio Clienti Bialetti) che era un evidente problema dovuto al contatto con l’acqua — Aaaah certo! “problema con l’acqua”? — e per la pulizia raccomandava di utilizzare dell’aceto, apparentemente di gran lunga più amato dalle caffettiere Bialetti di design.
A questa affermazione il grado di interdizione salì di svariati punti, per cui la feci breve, e chiesi al certamente inesperto operatore se era possibile avere la sostituzione del raccoglitore in virtù di qualche tipo di garanzia. T’o bevi te er caffè all’aceto ao’ (mamma napoletana e io ciociara con studi capitolini).
Cinque e-mail per scambio di informazioni, scontrino e foto della possente scatola della moka Bialetti di design, per arrivare alla tanto attesa conferma: il “Dipartimento Tecnico” avrebbe ricevuto la mia pratica e sarei stata ricontattata da loro nei prossimi 5 giorni lavorativi. Si stavano prendendo cura di me e del mio problema, ero emozionata e di nuovo piena di speranze. Era il 14 Settembre 2016.
Il 7 Ottobre scrissi una piccola email in cui chiedevo aggiornamenti sul mio stato della pratica: il dipartimento tecnico non mi aveva ancora ricontattato. Mi consolò in parte una risposta di scuse per il protrarsi dell’attesa: il Dipartimento Tecnico aveva tantissime richieste, come immaginabile, si tratta del servizio Bialetti!, e probabilmente ci sarebbe voluto qualche altro giorno.
Il 27 Ottobre scrissi ancora al Servizio Clienti per e-mail per segnalare che fremevo ancora per un loro contatto, come un’amante attende una missiva di passione, e solo il giorno dopo mi risposero che “la nostra Azienda” si sarebbe messa in contatto con me nel più breve tempo possibile. Cioè l’intera Azienda Bialetti mi avrebbe contattato! Un onore a cui in pochi possono aspirare.
Il 7 Novembre decisi di prendere l’iniziativa. Magari avevano dei problemi con le spedizioni in Spagna. Bialetti, grande azienda italiana, si stava internazionalizzando da poco, si stava affacciando timidamente al mercato estero, nanche io potevo pretendere che organizzassero un cambio di un pezzo internazionalmente. Scrissi loro di nuovo, offrendomi di fornire un indirizzo italiano per la spedizione, e questa volta, il giorno dopo, ricevetti un copia e incolla della mail inviatami il 27 Ottobre. “La nostra Azienda” aveva cominciato a deludermi.
Il 21 Dicembre scrissi una nuova e-mail in risposta alla loro ultima comunicazione, informando il lettore del fatto che non avevo smesso di utilizzare la moka, nonostante il raccoglitore, che sembrava corroso, continuasse a disperdere dell’alluminio nel caffè, e avanzando dei dubbi sul rispetto delle -a me sconosciute- normative vigenti sugli utensili per alimenti. Aggiunsi anche una piccola frase in cui anticipavo la stesura di questo articolo, ma per tutta risposta il giorno dopo ricevetti un Out-of-office-reply che mi avvisava che l’intero Servizio Clienti aveva già cominciato le meritate festività natalizie, per cui la mia richiesta sarebbe stata gestita “a partire dal 9 gennaio”. Buon Natale!
Il 7 Febbraio fu un giorno storico, in cui la mia gioia toccò picchi alti quasi quanto quelli di Biascica per gli straordinari di Aprile, in cui commozione e felicità si mescolarono indissolubilmente in una danza di gioia e soddisfazione: l’Azienda Bialetti mi confermava per e-mail “la spedizione di una Moka Induction 3 tazze” all’indirizzo indicato, scusandosi per il disagio. Non mi inviavano soltanto un nuovo raccoglitore, ma un’intera caffettiera nuova! Cos’era questo se non un lieto fine? La pazienza premia sempre, lo diceva anche una famosa marca di the. Avevano recuperato credibilità ai miei occhi, non era successo niente, li amavo di nuovo come prima.
Il 15 Luglio decisi di sentire i miei cari vecchi amici del Servizio Clienti Bialetti, per far loro sapere che purtroppo la nuova splendente Moka Induction 3 tazze non era mai arrivata a destinazione e ricordavo loro che la nostra travagliata storia d’amore durava ormai da 10 lunghissimi mesi. Tre giorni fa si scusavano per la mancata consegna e mi informavano di aver provveduto a fare una nuova spedizione. Che gentili, sono stati davvero rapidi questa volta! Nel ringraziarli gli chiesi di ricevere il codice spedizione e il nome della compagnia, così da poter, questa volta, localizzare il pacco ed evitare di perdermelo. Non vorrei mai obbligare l’Azienda ad inviare schiere di caffettiere Moka Induction 3 tazze dall’Italia solo perché io non le ricevo!
Tre ore fa nell’ultima risposta mi veniva indicato un numero di spedizione privo di qualsivoglia informazione su dove avrei dovuto inserirlo. Ingenuamente ho tentato sul sito dell’Azienda, ma ho solo ricevuto messaggi di errore. Ho pensato allora che questa volta, così vicina alla fine, avrei contattato il mio amico Servizio Clienti per telefono, anche al costo di una chiamata internazionale: sono a due passi dalla soluzione di un disguido lungo 10 mesi, l’impazienza mi divora.
Clicco sul tasto 2, una voce registrata mi ricorda i miei diritti sulla privacy, e subito dopo risponde una voce femminile, che mi dà il benvenuto al Servizio Clienti Bialetti, ma non si presenta. Le chiedo il suo nome, si chiama Silvia. Dico Ciao Silvia, chiamo per un problema che ho avuto, ti do il numero della mia pratica, e Silvia e i rumori attorno scompaiono, non si sente più nulla, solo la mia voce, ed un silenzio anormale per un call center. Chiedo a Silvia se mi ha messo in muto e Silvia muta, non mi risponde. Dopo un minuto, desolata, riattacco. La connessione Barcelona — Brescia deve avere qualche problema.
Richiamo, tasto numero 2, vocina sui diritti, musichina, qualcuno risponde e riaggancia.
Richiamo, tasto 2, diritti, tatata, rispondono e riattaccano.
Comincio a concentrarmi sui respiri, li conto uno ad uno, inspiro ed espiro rumorosamente.
Richiamo, 2, diritti, musichina lunga, una ragazza risponde, faccio in tempo a dire che chiamo per “un problema” e la comunicazione si interrompe.
Ciò che segue è questo articolo.
Aggiornamento del 26 Luglio: un corrierecicogna ha portato una scintillante caffettiera dal raccoglitore dorato nel suo nuovo focolare spagnolo.
