Una storia breve

Di inizi, speranze, sconforti, dolori e riflessioni sull’ispirazione

Inizio

Quattro settimane fa ho cominciato a fare esercizio fisico con una certa regolarità.

Svolgimento

Dopo una breve riflessione, ho dato il merito di tale voglia di benessere alle Olimpiadi di Rio, o meglio, alla dedizione e all’impegno degli atleti in gara, che hanno ispirato in me sentimenti positivi e promettenti.

Una riflessione più accurata mi ha fatto capire, con un po’ di sconforto, quanto facilmente sono influenzabile da variabili fattori esterni.

Uno slancio di ribellione istintivo mi ha fatto riflettere sull’eventualità di smettere. Basta assecondare continui stimoli superflui! La voglia di impegnarmi in qualcosa di particolare dovrebbe nascere da un’esigenza personale.

Riflettendoci ancora un po’ mi sono resa conto che in questo caso non è poi un grosso problema. Anzi, non potrà che farmi bene. Quando potrò ricominciare a sedermi di nuovo senza sentire delle fitte a gambe e schiena.

Conclusioni

Se non mi facessi ispirare da persone che si impegnano nel realizzare tutorial di cucina, mangerei ancora tonno e pomodori per pranzo e yogurt con i cereali per cena.

Se non rimanessi incantata da momenti immortalati dalle foto scattate da chissà chi chissà dove, non godrei del tempo che passo a fotografare la vita che scorre.

Se non spendessi del tempo a leggere articoli redatti da qualche viaggiatore nel bel mezzo della sua scoperta, mai sognerei di alzarmi dal mio comodo divano.

Conclusioni .2

Se delle persone esperte nel gettarsi da un trampolino volteggiando nell’aria fanno sì che a qualcuno nel mondo venga voglia di fare qualcosa (non per forza dei tuffi, va bene anche un’interpretazione figurata di questa attività), allora è evidente la possibilità di raggiungere la soddisfazione compiendo allo stesso tempo un gesto meraviglioso per gli altri.

Conclusione .3

Lasciamoci ispirare, e sforziamoci di ispirare. Positivamente.