Torna a scuola, Alex

Vorrei dirmi indifferente alla notizia della squalifica di otto anni decretata dal Tas per Alex Schwazer. Invece si tratta di una sentenza che apre in me molte riflessioni. E più lui protesta gridando al complotto, più le mie riflessioni si fanno severe. In fondo, è la Nemesi che anche stavolta ripristina ordine ed equilibrio. "Fidati, sono altoatesino, non sono napoletano.", così aveva dichiarato nel 2013 non sapendo più a quale appiglio aggrapparsi per venire fuori da una bruttissima storia di doping. Pur di salvarsi, passò come un rullo compressore sull’identità di un intero popolo. Adesso, avuta la condanna, dovrà anche lui fare i conti con l’ingiustizia e assaporare la discriminazione, l’ostilità preconcetta. Del resto, considerata la sua pochezza di uomo, Alex alle Olimpiadi sarebbe stato davvero fuori luogo. Che torni a casa, anzi a scuola, tra i banchi, a imparare umilmente il senso dello sport, il significato dei cinque cerchi olimpici, il rispetto che si deve a un popolo, a tutti i popoli.