Fare quello che si è, non quello che funziona

Il mio lavoro di consulente d’immagine funziona.

Lavoro tantissimo.

Mi faccio “il mazzo” davvero.

Ho preso pure una assistente.

Guadagno (il giusto).

Pago le tasse (sempre troppe).

Amo il mio lavoro.

Sono fortunata?

Certo che sono fortunata.

Sono fortunata quando la sera, invece di piallarmi sul divano o aprire Netflix, completo un documento di consulenza per un cliente.

Sono fortunata quando gli occhi mi fanno male ma non smetto e scrivo, cerco foto e preparo proposte di look.

Perché se mi fermo poi finisce che affogo nella to do list.

Sono fortunata quando lavoro di sabato o di domenica, in scadenza di una consegna o perchè sono venuta incontro agli orari di un cliente.

Sono fortunata quando non smetto mai di studiare e, con perfezionismo quasi maniacale, sistemo slide e metto in ordine gli argomenti per un corso.

Sono fortunata perché il mio lavoro funziona.

Ma io non faccio il mio lavoro perché è un mestiere che funziona.

Lo faccio perché mi corrisponde.

Perché tira fuori il meglio di me.

Perché mi permette di stare a contatto con le storie delle persone.

Di entrare nella loro vita e di accompagnarle per un pezzetto.

Di aiutarle a raccontarsi con unicità, coerenza e verità fin dalla prima impressione.

Nella vita non ho mai scelto sulla base di calcoli, di funzioni e di probabilità.

Ho fatto il liceo Classico perché amavo i miti greci.

Ho studiato Scienze della Comunicazione perché mi appassionava tutto quello che permetteva di esprimersi e di contaminarsi a vicenda.

In azienda quando mi è stato chiesto di scegliere tra l’Ufficio Marketing e l’Ufficio Acquisti ho scelto la strada che mi dava meno certezze ma che mi stimolava di più (l’Ufficio Acquisti).

E mi permetteva di crescere.

Quando ho deciso di lasciare l’azienda e di mettermi in proprio, non ho mai avuto dubbi sulla nuova professione da intraprendere.

Non mi sono messa a tavolino pensando al lavoro che in quel momento “funzionava di più”.

Ma sono andata di cuore e di intuito.

E come sempre, quando seguo cuore e intuito, non mi sono mai pentita.

Quando mi fido di me.

Così, se un giorno dovessi decidere di cambiare lavoro andrò sempre e solo dove mi porterà il cuore, senza fare conti.

Anche perché, proprio come succede con la propria immagine, funziona veramente quello che parla di te.

Solo quello non ti tradisce mai.

Non ti stanca.

E non fa mai sembrare che tu stia indossando male i panni di qualcun altro.

Di recente una ragazza, appena uscita dall’Università, durante una intervista mi ha chiesto quali sono le professioni su cui puntare per i giovani.

Quelle che funzionano.

Se sceglierai una professione solo perché funziona è molto facile che per te non funzionerà.

“Non basta vivere di sogni, bisogna pagare le bollette”

Vero.

Così come è vero che se la tua passione sono le stelle e vuoi fare l’astronomo, la tua vita sarà costellata di difficoltà economiche.

Specialmente in Italia.

Meglio allora fare il blogger perché funziona?

No, a meno che tu non scriva di stelle.