Assicurazione a 5 stelle

Il Movimento 5 Stelle sta provando a cambiare l’Italia: sarebbe opportuno pensare di cambiarla in meglio. Uno vale Uno, certamente, ma per governare un paese serve anche un minimo di competenza — un pizzico eh, non strafare. Siccome l’ignoranza si combatte con cognizione di causa, analizziamo il disegno di legge M5S, presentato in Senato e in parte già approvato dalla Camera, per istituire un’assicurazione pubblica RC Auto. Un mix di schiocchezze e/o falsità evidenti.

“Fine all’ingiustizia di far pagare ai cittadini virtuosi il peso della sinistrosità e della disonestà altrui, riconoscendo ai cittadini che non fanno incidenti da 5 o 8 anni le tariffe più basse dell’intero territorio nazionale”, Assicurazione a ☆☆☆☆☆. Il sistema bonus-malus già funziona così, Realtà. Se non si fanno incidenti si sale di classe, pagando un premio coerente con il proprio profilo di rischio.

“Vietando alle assicurazioni di imporre la durata dei contratti, o di forzare i cittadini all’acquisto di altri prodotti assicurativi insieme all’RC Auto”, Assicurazione a ☆☆☆☆☆. Mai e poi mai le assicurazioni possono permettersi di imporre la durata dei contratti, né far acquistare altri prodotti obbligatoriamente, Realtà. Basta provare a comprare una polizza online, acquisti quello che ti pare per quanto ti pare.

“Risponde subito con tariffe agevolate alle difficoltà dei cittadini vessati dal caro-tariffe, in un momento particolarmente pesante per la nostra economia”, Assicurazione a ☆☆☆☆☆. Questo è il punto, tecnicamente, più assurdo di tutti. Realtà: le tariffe RC Auto si basano su un equilibrio tecnico tra premio pagato e rischio effettivo di fare incidenti, calcolato naturalmente sulla base dei dati storici, per ciascuna classe di rischio (trascurando in questa fase i caricamenti di gestione, che non cambiano il senso del discorso). Falsare questo equilibrio, proponendo tariffe agevolate, invaliderebbe tutto il sistema, portando necessariamente all’impossibilità per una compagnia di far fronte ai sinistri che si verificheranno.

Si tratta di non imparare la lezione. Per ripianare le perdite subite, le compagnie di assicurazione hanno già dovuto alzare i prezzi a tutti. Le liberalizzazioni di Bersani, permettendo a qualsiasi componente del nucleo familiare di entrare nella classe di merito del capofamiglia, hanno infatti alterato l’equilibrio premio-rischio. Per dirne una, il 18enne ha un profilo di rischio nettamente superiore a quello del padre, che sta in prima classe da anni. Come trattare poi i neopatentati nella provincia di Napoli, e con quali agevolazioni, dato che le compagnie di assicurazione hanno una probabilità di ripagare molto prossima al 100%, tra reali rischi e frodi? Il premio da pagare per assicurarsi va valutato ex-ante, oltre che corretto anno per anno in base all’effettiva sinistrosità, perchè le assicurazioni si basano su un introito del premio antecedente al rischio assicurato (cosiddetta “inversione del ciclo produttivo”). Difficile determinare a priori se un individuo sia onesto, calcolando la sua reale probabilità di fare sinistri — anche se i grillini, si sa, di onestà si intendono.

Me ne frego. Il M5S sembra poi ignorare l’esistenza della normativa europea di libero scambio, che non permette a un paese membro di rendere pubblica l’RC Auto. Al massimo si può creare una compagnia pubblica che operi in regime di libera concorrenza con quelle private, senza però prendere i soldi di eventuali disavanzi dai cittadini, cosa che l’Unione Europea configura come aiuto di stato. Il credo grillino vuole però che l’Europa si faccia da parte — ho quel che piace a me. Sanzioni pesantissime acompagnerebbero una simile rivendicazione, nazionalista invece che di interesse nazionale. Si fa notare che le assicurazioni RC Auto hanno avuto, dal 1969 (quando sono diventate obbligatorie) al 1993, prezzi fissati da un’agenzia pubblica nonostante fossero compagnie private, ma si è dovuto abbandonare tale approccio perché tutto il sistema stava collassando in quanto assolutamente non efficiente. Non trovo un solo motivo per il quale dovremmo tornare indietro sapendo che questo sistema è già storicamente fallito.

L’italiano è storicamente un individuo che vuole individualizzare le cose positive e socializzare quelle avverse. Non solo, vuole socializzarle guadagnandoci — come il disegno di legge conferma. Un disegno di legge del genere non può che essere pensato da un tecnico che lavora nel campo assicurativo, ma i grillini se ne fregano. Strumentalizzano la presenza delle compagnie di assicurazione tra i clienti di qualsivoglia tecnico, che è anche professionista. Tutti collusi con le compagnie ladrone, menano sui social. Screditano a priori chi ne capisce qualcosa e fanno passare il messaggio che una lobby impedisca di rivoluzionare questo paese. Lavorando molto con la statistica, mi piacerebbe analizzare dei dati (ahimè impossibili da ottenere) sulla distribuzione dei voti ai diversi partiti per fasce di reddito e livello di istruzione. Chi può credere a un linguaggio e a dei contenuti che non spiegano le reali dinamiche dei problemi?

I cinque stelle non vogliono che la competenza sia un criterio di selezione della classe dirigente. Al contrario, ti invitano a migliorare un disegno di legge “se hai idee per disciplinare il settore RCauto, che ti sembrano sufficientemente rappresentate dal nostro progetto”. La fanno facile come andare all’IKEA la domenica pomeriggio. Mentono dicendo che Uno vale Uno, che tutti possono fare tutto senza neanche sapere di cosa si stia parlando. Perchè vogliono che poi alla fine a sistemare tutto ci pensi un organismo come il Direttorio, come qualche Ventennio fa.

Z + M