Questo terrorismo ci spiega la Democrazia

Liberi cittadini decidono, senza comune accordo, di recare danno a loro pari. Dallo sgozzapreti di Ruen a Grand Theft Auto sulla Promenade des Anglais, la gamma di scenari è imprevedibile come l’animo umano. Nè, come la forza di volontà, si riesce a fermare. Nell’impotenza collettiva, la Democrazia resta spettatrice impassibile di fronte a un’escalation di gesti isolati, che nemmeno troppo in filigrana assumono i contorni di veri e propri attentati terroristici.

La filigrana sembra farsi arabesco — la matrice degli attentati, islamista. La stessa che, certamente, aveva a che fare con Charlie Hebdo, Bruxelles e Parigi. Quella parte del mondo è in subbuglio. Sente la necessità di autodeterminarsi per superare la sottomissione economica e culturale dell’ultimo secolo, rispetto alla quale non è esente da colpe, forse, la nostra Democrazia. Quale ruolo per l’Islam? Una domanda che supera i confini dei continenti, alla quale non sanno dare una risposta i farraginosi processi d’integrazione disegnati dagli Stati Europei.

Avremo pure dei complessi di colpa che ci fanno guardare il dito (l’ISIS) e non la luna (l’esistenza di una questione islamica all’interno della Democrazia europea, nonchè le sue ragioni storiche), ma l’ultima scia di sangue rappresenta un salto di qualità, tremendamente contemporaneo, dell’azione terroristica. Gli attentatori, cautamente e forse saggiamente, vengono definiti “lupi solitari”. Oltre ad un’ispirazione religioso-ideologica, che esiste a prescindere della reale affiliazione, agiscono spinti da una personale genuina follia. La stessa del pilota del volo German Wings 9525, per capirsi. D’altronde “siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia”.

Uno vale Uno. Quanti vivono la globalizzazione un infinitesimo ciascuno, senza ideali a cui aggrapparsi, spesso senza neanche credere al futuro, oramai ostaggio delle vecchie generazioni e dei loro paradigmi? Questo terrorismo è pericoloso perchè giustifica la negazione di uno dei principi fondamentali della Democrazia, quello di dover ciascuno rispondere delle proprie azioni, come atto di redenzione verso i tempi che corrono. Più pericoloso di quanto visto finora perchè il messaggio può raggiunge tutti, potenzialmente. Rimbalza sui social e arrivano i like, poi l’emulazione. L’escalation di questi giorni lo dimostra. Questo terrorismo pretende di esercitare uno dei pochi diritti che la nostra Democrazia non prevede: quello di poter essere chiunque per contare davvero qualcosa. E siccome siamo tanti, siamo troppi, e uno vale uno, non si sa chi nè dove sia il prossimo a voler credere di rivoluzionare il mondo con la follia del proprio gesto. Se i fatti di Turchia si stanno incaricando di definire la Democrazia per esclusione di significato, questo terrorismo mette a nudo la sua fragiltà nella contemporaneità del secolo XXI. Quali idee ci salveranno?

P.S.: i rivoluzionari autoproclamati ammazzano preti in Francia da quel della Vandea.

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