Il secondo test all’Australia

Tanto tuonò che non piovve

Dopo due giorni a temere il ritorno dell’Inghilterra, l’Australia chiude i conti e si porta sul 2–0 nelle Ashes

La predetta crocifissione in sala mensa di Steve Smith è rimandata a data da destinarsi, così come quella di Joe Root. Entrambi i capitani hanno subito le loro buone dosi di critiche.

Prima Root è stato messo sul banco degli accusati per aver scelto di mandare in battuta l’Australia nonostante aver vinto il sorteggio. La rimonta, o presunta tale, dell’Inghilterra negli ultimi due giorni, ha redento parzialmente Root.

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L’espressione di Joe Root la dice tutta

Smith è subentrato a Root sulla graticola, dopo aver dichiarato per 442 e aver eliminato l’Inghilterra per 227, l’Australia avrebbe potuto, dovuto?, imporre il follow through e mandare gli ospiti in battuta per una seconda volta. Invece Smith ha preferito seguire il normale andamento del gioco.
 L’Australia ha subito clamorosamente l’Inghilterra nel proprio secondo innings. Smith è uscito per 6 punti, il resto della squadra ne aggiunti solo 132.

Quando ieri l’Australia ha faticato a trovare i wicket necessari per riprendere in mano la partita, tutti gli occhi erano sul capitano. Smith non solo ha mancato un paio di facili prese, ma ha anche sprecato le due possibilità di ricorrere alla moviola.

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Smith in confusione durante il secondo innings inglese

A salvarlo sono arrivati oggi Starc e Hazelwood. Il primo ha conquistato cinque wicket, il secondo due, uno dei quali importantissimo , quello del capitano avversario, Joe Root.

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Hazelwood festeggia il wicket di Root

Ora la serie delle Ashes si sposta a Perth, dove l’Australia potrebbe già chiudere il conto prima ancora dei tradizionali test di Santo Stefano a Melbourne e di Capodanno a Sydney.

Il tabellino completo su ESPN Cricket


Originally published at Australia Sport.

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