L’ignavia di Steve Smith

Smith rilascia la prima intervista dopo un lungo silenzio

Se la situazione dell’ex-capitano australiano già non era rosea, le sue parole la rendono ancor peggiore

Steve Smith ha incontrato i giornalisti nella sua prima apparizione pubblica dal suo rientro in Australia a Marzo del 2018.

Rispondendo alle domande sul suo ruolo nell’ormai famosissimo fattaccio della cartavetro, Smith ha detto di aver notato che Warne e Bancroft stavano escogitando qualcosa ma non è intervenuto: “non voglio saperne niente” le sue parole prima di allontanarsi dalla coppia di compagni di squadra.

Un comportamento inaccettabile da parte del capitano della squadra, il non essere intervenuto per fermare uno degli atti più vili dello sport, le cui conseguenze hanno precipitato il cricket australiano nella crisi più buia della sua storia, è un atto deprecabile

«Fama di loro il mondo esser non lassa;
 misericordia e giustizia li sdegna:
 non ragioniam di lor, ma guarda e passa.»

Inferno, Canto III

Nella stessa intervista Smith ha espresso il suo desiderio di tornare un giorno a rappresentare l’Australia e di essere scelto per le prossime edizioni di Coppa del Mondo e Ashes.

Se da un lato il perdono va concesso a tutti, soprattutto a chi si pente, ci verrà molto difficile accettarne il ritorno in Nazionale, dovesse mai accadere.

Certo non potremmo accettare di rivederlo vestire il ruolo di capitano, dopo il suo clamoroso atto di viltà e la dimostrazione di non aver la capacità o peggio la volontà di imporsi sui compagni di squadra in procinto di commettere un atto scellerato come quello di Città del Capo.


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