Super Rugby 2017

Le nostre previsioni sul campionato Super Rugby 2017

Il secondo campionato del Super Rugby a 18 squadre partirà Giovedì da Melbourne con Rebels — Blues

La redazione rugby di Australia Sport analizza il campionato che verrà, tra il serio e il faceto.

Il formato:

Ricordando le famose parole del Conte Mascetti, più che formato, si tratta di uno sformato, e sformato è sformato!

sformato SANZAAR

I Dirigenti SANZAAR svelano il formato del Super Rugby

Per far contenti tutti, la SANZAAR ha messo su un campionato che sottopone i giocatori a ritmi massacranti con il risultato involuto di abbassare il livello tecnico e incentivare sempre più giocatori a cercar un po’ di pace in Europa.
 L’unica differenza rispetto al campionato d’esordio, le semifinali saranno definite in anticipo e non verranno più premiate le squadre dal miglior piazzamento in classifica come nel 2016. Un altro smacco alle squadre neozelandesi che già si sono lamentate del fatto che la qualificazione automatica e il diritto di ospitare i quarti dati alle vincitrici dei gironi le penalizza non poco.

Diego: il formato è una disgrazia, non rende giustizia alle squadre più forti e protegge troppo quelle sudafricane che non solo hanno gironi a quattro invece che a cinque, ma hanno due quarti casalinghi a prescindere dalla loro classifica generale.

Ila: Che dire, gli spostamenti delle squadre saranno incredibili, ma del resto non si può fare altrimenti! Sarebbe bello che ai playoff arrivasse chi ha fatto più punti, ma è anche vero che è in parte giusto coinvolgere i tifosi facendoli andare allo stadio in qualsiasi parte del mondo!

Teo: Senza dubbi il Super Rugby è un torneo estenuante per i giocatori, ma è uno spettacolo che ai tifosi piace e le TV pagano talmente bene che sarà difficile vedere un format differente per almeno un po’ di anni. E’ cambiato poco dall’anno scorso, purtroppo i playoff non si conquistano al 100% per merito proprio. Come dice Diego, le sudafricane avranno 2 quarti casalinghi a prescindere e ciò non mi pare giusto. NZRU, fai sentire la tua voce!

I gironi

I quattro gironi del Super Rugby sono immutati rispetto al 2016, nonostante i Southern Kings abbiano seriamente rischiato di fallire al termine della prima stagione per gravi problemi economici.

Andiamo a analizzare i quattro gironi uno a uno, partendo dal più forte, quello neozelandese

Il girone neozelandese

Diego: ovviamente il più forte e quello che a mio parere ci darà le maggiori soddisfazioni. Il rugby kiwi non smette mai di stupire per prolificità e qualità, sembra avere un infinito di talento di giocatori, nonostante una popolazione di soli 4 milioni di abitanti.
 Spero quest’anno di rivedere i Blues protagonisti, Tana Umaga è l’allenatore giusto e con un po’ di stabilità e l’innesto di Sonny Bill Williams deve essere l’anno giusto per arrivare ai play-off.

Ila: Grandi aspettative, naturalmente. Come ha detto Diego, i giocatori forti sembrano moltiplicarsi a non finire nella conference neozelandese, tanto che è difficile sentire davvero la mancanza di chi se ne va, se non a livello puramente “sentimentale”. Riflettori puntati su varie coppie, o addirittura terzetti, di fratelli nel pieno dell’attività: se fino a poco i campi del super rugby pullulavano di Whitelock e Franks, le luci della ribalta sono ora sulla famiglia Barrett (il fratello minore Jeordie, classe 1997, ha deciso di raggiungere Beauden, fratello più grande nonché apertura degli All Blacks, agli Hurricanes, in sfavore del fratello di mezzo Scott, seconda linea dei Crusaders). Spero che anche in casa McKenzie l’attenzione vada a spostarsi un po’ sul fratello meno conosciuto dei due, Marty, il quale aimé si è visto solo vagamente in campo coi Crusaders durante il 2016. Da tenere d’occhio anche Digby Ioane, 35 caps coi Wallabies, tornato nell’emisfero australe per le prossime due stagioni… ma nel paese “sbagliato”!

Teo: beh, che dire, se negli ultimi 10 anni il titolo è stato vinto per 6 volte da una squadra neozelandese, un motivo ci sarà. E’ difficile sulla carta trovare una squadra debole. Un tempo erano forse gli Highlanders, ma ora sono una delle squadre più accreditate ad uscire da questo girone della morte. Negli ultimi 2/3 anni sono stati i Blues ad arrivare ultimi nella conference, ma non si può mai sottovalutare la squadra guidata da Tana Umaga che in estate ha messo a segno colpi di mercato importanti. Gli Hurricanes sono i campioni uscenti, i Chiefs e i Crusaders sono sempre loro anche se hanno perso qualche giocatore di spicco..insomma, se ne vedranno delle belle!

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Tana Umaga è chiamato a risollevare i Blues

Il girone australiano

Diego: le voci di un ridimensionamento da cinque a quattro squadre, o addirittura a tre, non fanno bene al movimento australiano, che con l’NRC sta puntando molto sulla crescita. I Reds si sono rinforzati molto, non sono un fan di Quade Cooper e vedo troppi giocatori d’esperienza in rosa e pochi giovani di talento. Pericolosa l’involuzione dei Brumbies, la compagine australiana dalla rendimento costantemente a alto livello. Anno decisivo per i Force, se falliscono quest’anno potrebbero rischiare grosso, con i club di Sydney che vogliono una seconda squadra.

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Quade Cooper, l’Inutile
 Ila:Mi dispiacerebbe vedere i Force affondare, rendendo tutta l’Australia occidentale orfana di Super Rugby. Spero che facciano bene quest’anno, ma la pressione è tanta. Promettente, invece, la squadra di Melbourne, che è sembrata in forma sia durante il campionato dell’anno scorso, sia al Brisbane Global 10’s, giocato appena 10 giorni fa.

Teo: Rebels, se ci siete battete un colpo! La franchigia di Melbourne ha fatto acquisti interessanti in offseason (Koroibete, Garden-Bachop, Mafi, Maddocks), è ora di trasformare una squadra promettente in una vincente! I Reds sembrano essere tornati indietro nel tempo, sono sicuro che i tanti veterani firmati riporteranno un po’ di stabilita’ nello spogliatoio di Brisbane, anche se il 2011 (anno che li ha visti trionfare) sembra molto lontano. A guardare il roster di Brumbies e Waratahs ci si impressiona, se però le 2 squadre vogliono ambire a qualcosa dovranno far vedere molto di più in campo di quanto mostrato al Brisbane Global 10’s. Capitolo a parte sono i Western Force: la franchigia di Perth è da un po’ di tempo sull’orlo del baratro, il main sponsor è stato trovato poco meno di 1 mese fa, i discorsi che vedono la chiusura della franchigia sono tanti, per fortuna il rugby giocato ricomincia tra poco. Affidandosi al grande cuore di Matt Hodgson e al talento Wallaby di Coleman e Haylett-Petty (peraltro entrambi freschi di rinnovo), i Force devono convincere il pubblico mondiale che meritano questo palcoscenico. Un nome nuovo nell’Australia Occidentale? Curtis Rona, segnatevelo!

Il girone “Africa 1”

Diego: Il girone più imprevedibile, penso sia un peccato che una di queste i quattro squadre acceda ai playoff automaticamente. I Sunwolves devono fare meglio, altrimenti il loro futuro è a rischio, i Giapponesi devono portare qualità e talento nel Super Rugby, non solo Yen.

Ila: Non sono una grande fan del gioco sudafricano, ma vedo come favoriti gli Stormers per il primo posto nel girone. Nel primo turno Stormers e Bulls si affronteranno e potremo capire molto di più dell’andamento generale del girone. I Sunwolves mi stanno simpatici ma purtroppo sono ancora poco competitivi, speriamo in qualche loro bella vittoria!

Teo: Stormers e Bulls sono squadre toste e si daranno battaglia fino all’ultimo per accedere ai quarti di finale. La squadra di Pretoria si e’ rinforzata e sembra aver trovato un po’ di brio in piu’ rispetto agli ultimi anni. Gli Stormers sono una squadra competitiva, dovranno pero’ dimostrare di non sciogliersi come neve al sole quando incontreranno le neozelandesi (Playoff 2016 docet). I Cheetahs possono essere una incognita, ma non vadano troppo lontano, anche se le strategie sapienti dell’ex Benetton Franco Smith sono sicuramente un bonus aggiuntivo per la squadra di Bloemfontein. I Sunwolves hanno un compito difficilissimo, ovvero quello di combinare il rugby giocato con tutti gli spostamenti che dovranno sorbirsi. Saranno ben 130000 i kilometri che i giapponesi dovranno volare durante la stagione (per darvi un’idea, la circonferenza della Terra e’ 40075 km..). Proprio l’enorme numero di kilometri percorsi e’ uno dei grandi ostacoli della dirigenza nipponica, che fatica a firmare giocatori di alto livello proprio per questo motivo. Il cavallo di rientro Fumiaki Tanaka sara’ sicuramente una ispirazione per i Sunwolves, difficile pero’aspettarsi grandi cose dai giapponesi.

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L’ex allenatore di Treviso Franco Smith, alla seconda stagione a Bloemfontein

Il girone “Africa 2”

Diego: I Jaguares sono stati la delusione del 2016, puntavo molto su di loro. Hanno fatto molta fatica a adattarsi al Super Rugby, soprattutto disciplinarmente, ma penso quest’anno abbiano regolato il loro ingranaggi e si presentino con maggiori credenziali. I Lions sono chiamati alla prova del nove dopo la stagione sorprendente del 2016. I Kings rischiano invece di non vincere nemmeno una partita.

Ila: Spero vivamente che i Jaguares facciano vedere qualcosa di positivo nel 2017, sono rimasta perplessa dalla loro scorsa stagione. I Lions invece devono confermare i livelli del 2016 e la sfida non sarà facile. Gli Sharks sono destinati a fare bene, hanno molti giocatori giovani ma anche quel giusto pizzico di esperienza. Certo che le perdite di Marcell Coetzee e Willie Le Roux peseranno nell’economia della squadra.

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Il capitano dei Jaguares e dei Pumas Agustin Creevy
 Teo: I Lions devono dimostrare che la semifinale raggiunta nel 2016 non e’ stata un caso, il compito e’ veramente arduo. Gli Sharks sono una squadra sempre pericolosa, con giocatori di esperienza ma con anche giovani di talento. La partenza di Willie Le Roux per le sponde della perfida Albione e’ sicuramente una perdita importante, chissa’ che il buon vecchio Clement Poitrenaud non viva una seconda giovinezza in quel di Durban. Da Buenos Aires invece ci si aspetta tanto, lo scorso anno e’ stato una grande delusione e la “garra” argentina deve venire fuori nel 2017. Per quanto riguarda i Kings mi associo a Diego, rischiano seriamente di rimanere a bocca asciutta per tutto il torneo..

Le Previsioni

Vincente Sorpresa Delusione Giocatore del torneo Diego Chiefs Blues Brumbies Marty McKenzie Ila Hurricanes Rebels Reds Nehe Milner-Skudder Teo Hurricanes Reds Brumbies Liam Messam

Teo: Ma il tuo giocatore del torneo è davvero Marty McKenzie dei Crusaders o intendi Damien dei Chiefs?

Diego: sì, sì, proprio quello dei Crusaders! Eh tu poi per Messam hai proprio un punto debole…

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Liam Messam a Brisbane durante il torneo 10s


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