Wallabies ancora deludenti

Anche a Auckland i Wallabies deludono, è ora di cambiare

La seconda sconfitta contro gli All Blacks mostra gli stessi segnali preoccupanti, solo l’esonero di Michael Cheika può dare il segnale del cambiamento.

Premettendo che la qualità e il talento di un giocatore come Beauden Barrett è la ciliegina sulla torta di una squadra già fortissima, la sconfitta di Auckland non si può assolutamente ascrivere solo al poker del Numero 10 in maglia nera.

I Wallabies hanno ancora una volta mostrato i propri limiti a livello mentale.
 Dal punto di vista tecnico si sono visti alcuni miglioramenti, mischia e touch hanno fatto molto meglio rispetto a Sydney, ma il calo mentale al termine del primo tempo e a inizio ripresa è stato la causa di una sconfitta che sarebbe stata ancor più pesante se agli All Blacks non fossero state annullate due mete.

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I Wallabies non sanno mantenere la concentrazione necessaria nei momenti salienti e commettono errori banali che gli avversari sfruttano a dovere e soprattutto una squadra cinica come quella neozelandese non ha lasciato loro scampo.

Come a Sydney nella prima partita dell’ennesima edizione della Bledisloe Cup vinta dalla Nuova Zelanda, i Wallabies hanno tenuto bene solo per i primi 35 minuti di gioco.
 L’Australia ha concesso una meta nei minuti finali del primo tempo che ha dato ancora una volta agli avversari l’inerzia della gara e hanno poi iniziato la ripresa in balia degli avversari.

La causa di tale situazione è dell’allenatore: Michael Cheika.
 Un allenatore che non sa preparare mentalmente i propri giocatori, che è sempre pronto a cercare scuse per ogni sconfitta e che tatticamente non sa innovare.

Cheika, il cincinnato del rugby australiano ha fatto cose egregie quando è stato chiamato a sostituire McKenzie, ma dopo l’effetto iniziale, il suo ascendente è stato in costante declino, tra una scusa e l’altra per l’ennesima sconfitta.

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Rugby Australia deve correre ai ripari al più presto e per risolvere la situazione ha già in casa l’uomo giusto, l’allenatore dei Melbourne Rebels: Dave Wessels.

Il giovane sudafricano è rispettato nell’ambiente al punto che sono diversi i giocatori che hanno rifiutato offerte da squadre ben più titolate pur di accasarsi alla sua corte ai Rebels.

Wessels ha trasformato una squadra in grado di vincere due sole partite nel 2017 in una contendente ai play off, ha scoperto e fatto crescere talenti in ogni squadra dove è stato e ha un’impeccabile aplomb quando si confronta con avversari e stampa.

Sebbene Rugby Australia dopo l’esperienza con Robbie Dean sia riluttante a affidarsi a allenatori stranieri, sotto la guida di Wessels i Wallabies raggiungerebbero nuovamente il posto in classifica mondiale che compete loro.


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