All’Agnoletti voglio bene. Ma così non serve. A nessuno.

Un vecchio sindaco di un comune non lontano da Firenze parlava sempre della maledizione del 50010. Era quella di cui soffriva il suo comune ogni volta che tentava di inserirsi nel dibattito sul nuovo stadio della Fiorentina. Che no, fuori da Firenze non si poteva fare. Il risultato è che, dieci anni dopo, lo stadio non c’è e tutti sono a grattarsi il capo su come incastrarlo a Novoli, CAP rigorosamente 50100.

Ma la maledizione del CAP non riguarda solo lo stadio e il capoluogo. La maledizione del CAP, da qualche tempo, sembra aver preso a riguardare anche le scuole superiori. Così capita di trovarsi di fronte agli stessi che, biasimando da osservatori i maniaci del cap 50100 per il nuovo stadio, oggi s’impuntano affinché l’Agnoletti non perda il 50013, non perda la sua sede a Campi Bisenzio dove arrivò nel 2001.

Chi scrive non lo fa per appartenenza o lotta politica, ma perché a quella scuola ha dato qualcosa. Chi scrive lo fa perché al Liceo Agnoletti ha voluto e vuole bene; lo fa perché di quella scuola è stato il Rappresentante interno ed anche in altre sedi, lo fa perché gli fa male vedere che chi oggi ne parla, all’Agnoletti c’è stato solo all’inaugurazione o non c’è neanche mai.

Il Liceo Scientifico A.M.E Agnoletti è stato e continua ad essere un punto d’appoggio per Campi Bisenzio, perché diciamolo chiaro e tondo, molti, me incluso, scelgono quella scuola per vicinanza e non per quanto offre. Quindi è bene fare chiarezza su cosa è l’Agnoletti e non cosa qualcuno vuol far credere. Così l’Agnoletti non serve.

1. Ad oggi la struttura che ospita il Liceo risulta piccola poiché la Scuola Media Garibaldi è in continua espansione. Da questo il Liceo viene privato della Palestra adiacente perché non ci sono spazi per tutti e quindi gli studenti sono costretti a recarsi altrove, comportando una spesa di tempo e soldi, per svolgere Educazione Fisica oppure a restare in classe.

2. Chi parla di “Laboratori all’avanguardia” deve essere rimasto all’inaugurazione visto che ad oggi, la scuola possiede si dei laboratori, ma senza i giusti materiali. Uno di scienze e chimica, che è completamente nuovo ma poco utilizzato vista la carenza di risorse. Uno di fisica, utilizzato come sala ricevimenti. Uno di informatica, con computer fermi a sistemi operativi passati e obsoleti.

3. Il Liceo possiede una “biblioteca” che è un’offesa per le Biblioteche. I libri contenuti sono pochi e totalmente “a caso”, quindi non è utilizzabile per le sue funzioni.

Fermo restando che le dichiarazioni dell’attuale Amministrazione Comunale siano state attempate e fuori luogo visti gli sviluppi, le azioni portate avanti dalle forze politiche d’opposizione risultano obsolete e sono dimostrazione della mancata conoscenza della vera realtà dell’Agnoletti di Campi.

E’ vero, Campi Bisenzio sarà l’unico comune della zona con più di 40.000 abitanti a non avere una sua scuola, ma a cosa e a chi giova il Liceo Agnoletti in queste condizioni? I comuni a noi vicini hanno zone predisposte ad ospitare una scuola superiore, si guardi lo stesso Agnoletti di Sesto con la zona sopra la Ely Lilly oppure il Russel Newton a Scandicci non sono un tappabuchi.

Così l’Agnoletti non serve. A nessuno. Ad uno scientifico serve andare nei laboratori, serve “toccare con mano” cosa si studia, non si può limitare lo studio ad un libro. Per questo il Polo Scientifico rappresenta una risorsa per il futuro. E’ vero Campi perderà la sua scuola, ma l’avrà comunque a due chilometri neanche dai suoi confini. Finalmente non esisteranno più distinzioni tra sede e succursale, cosa che ha dato e continua a dare noia a chi ci studia perché la succursale a Sesto Fiorentino è veramente poco considerata. Finalmente potranno nascere dei piani di trasporto pubblico tra Sesto e Campi perché ad oggi si fa prima ad andare su Marte che ad andare al Polo Scientifico con i mezzi pubblici. Finalmente gli studenti campigiani potranno avere uno Scientifico.

Prima di parlare bisogna conoscere. Ma questo qualcuno sembra non capirlo.

Un ex studente che vuole bene all’Agnoletti.

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