Future Film Festival (Italy)

Bologna ha ospitato all’interno delle sue mura il rinomato Future Film Festival, giunto ormai alla sua 17^ edizione. É passato appena un mese dalla recente Children’s Book Fair, ed ecco che la città emiliana si è vista impegnata nell’organizzazione di un Festival completamente dedicato al cinema, con un occhio di riguardo alle varie tecniche d’animazione, ai videogame e ai new media.

Ancora una volta il Future Film si propone come una finestra aperta direttamente sul futuro, testimone di nuove personalità artistiche, sperimentazioni e innovazioni tecnologiche.

A concorrere fra loro sono opere inedite provenienti da tutto il mondo, il panorama culturale risulta quindi anno dopo anno sempre più ampio e diversificato sia rispetto ai contenuti che alla qualità dei lavori proposti.

Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Spagna, Finlandia, Corea del Sud, Giappone, Italia e molti altri hanno partecipato a questa 17^ edizione presentando anteprime e progetti finalizzati al Platinum Grand Prize o al premio Future Film Shorts.

Mai come quest’anno il tema della manifestazione è stato più azzeccato: Eat The Future inteso con una specifica domanda: cosa si mangerà nel futuro?

Il cibo sembra essere quindi il cardine fisso di un 2015 che utilizza ogni occasione per la promozione di un’alimentazione più sana, consapevole o, nel caso del FFF, diversificata. Durante le giornate di programmazione sono stati riproposti infatti alcuni rari capolavori appartenenti a un passato nemmeno troppo lontano, in cui la domanda è sempre la stessa: cosa di mangerà nel futuro?

Ecco allora i giganteschi animali mutati de Il cibo degli dei (Bert I. Gordon, 1976), gli allucinanti segreti alimentari del dispotico mondo di 2022: i sopravvissuti (Richard Fleischer, 1973), i deliranti mondi di Stuff — Il gelato che uccide (Larry Cohen, 1985), Horror in Bowery Street (J. Michael Muro, 1987) e Fuori di testa (Peter Jackson, 1987).

Fra gli ospiti speciali di quest’edizione uno tra i migliori animatori italiani: Mario Addis, autore de La gabbianella e il gatto (vincitore del Nastro d’argento speciale 1999) che al cinema Lumière ha raccontato la sua carriera commentando i celebri cortometraggi “vietati ai minori”: da Robin Hood a Pene e Cruditè.

Direttamente da Portland (USA), Laika, la casa di produzione diCoraline, ParaNorman e il recente Boxtrolls è stata protagonista di un interessante incontro sulla stop-motion. A rappresentare Laika al Future Film Festival, l’animatrice Georgina Hayns, la quale ha collaborato alla realizzazione della fortunata serie di Bob l’aggiustatutto, e film come Mars Attack! e La Sposa Cadavere.

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IN COMPETITION FILMS

Vediamo allora quali sono stati i film in gara per il Platinum Grand Prize.

Da una collaborazione fra Francia e Finlandia nasce Moomins on Riviera di Xavier Picard, tratto da una fortunatissima serie a fumetti dedicata a buffi personaggi chiamati appunto Mumin creata da Tove Jannsen nel 1974.

Vincitore di tre prestigiosi premi internazionali arriva anche in Italia l’originale film di Paolo Gaudio: Fantasticherie di un passeggiatore solitario, un misto di live action e animazione in stop-motion.

Ispirato alle leggende irlandesi è invece il candidato premio oscar come miglior film d’animazione Song of the sea, realizzato da Tomm Moore, pluripremiato regista di Secret of Kells.

Fra gli altri titoli in gara sono stati proiettati Rocks in My Pockets di Sihne Baumane (Usa-Lettonia), il nuovo poetico film diretto daMizuho Nishikubo e realizzato dal famoso studio Production I.G (conosciuto per capolavori come Ghost in The Shell e Una lettera per Momo).

E ancora Until sbornia do us part, del regista brasiliano Otto Guerra, Possesses, commedia satanica d’azione in stop-motion (Sam, Spagna), The Road called Life, opera seconda degli autori di Green Days e scenario per tre storie legate alla tradizione coreana patria degli stessi registi Ahn Jae-Hoon e Han Hye-Jin.

Ultimo ma non meno importante è Beyond Beyond (Esben Toft Jacobsen, Svezia/Danimarca), visionaria fiaba di formazione popolata da incredibili animali e conigli alla ricerca di risposte sull’aldilà.

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OUT OF COMPETITIONS FILMS

Non meno interessanti le proposte fuori concorso, dove il Giappone ha presentato lo spin-off della serie TV dedicata all’affascinante Fujiko Mine. Sembra che l’attesissimo nuovo film di Lupen ||| veda come protagonista Jigen, il taciturno e affascinante pistolero della banda di ladri.

L’Ungheria ha invece divertito gli spettatori con Manieggs — Revenge of the hard egg (Zoltàn Miklósy), un cinico ma assolutamente sarcastico cartoon d’azione che vede come protagonisti degli stilizzati personaggi a forma di uovo.

É il cibo a rappresentare anche gli irrazionali personaggi di Lisa Limone & Maroc Orange, a rapid love story 3D (Mait Laas, Estonia) in cui una società di dispotici limoni costringe dei buffi uomini arancia a lavorare nelle sue coltivazioni di pomodori.

In anteprima sugli schermi del Future Film Festival è stato portato il primo film di fantascienza italiano, un cupo e dispotico racconto intriso di “invisibili” effetti speciali: Index 0 (Lorenzo Sportiello, Italia).

Un favoloso mix di live action e animazione arriva invece da una collaborazione fra Paesi Bassi, Germania, Irlanda, Belgio e dalla supervisione del regista Pallotta, conosciuto come uno fra i maggiori sperimentatori nell’uso del rotoscopio (Waking Like e Scanner Darkly). Il film, Last Hijiak, è a tutti gli effetti un documentario sulla questione somala, nella quale molti pescatori sono costretti a diventare pirati per sopravvivere.

A chiudere la sezione Out Of Competitions è ancora una volta l’Italia con un lavoro di Marco Pavone: Burqua, un atto d’accusa contro la società italiana degli ultimi vent’anni, concentrati sul narcisismo e sull’ipocrisia della classe dirigente. Burqua è un thriller psicologico, indagatore e per certi versi psicotico.

FUTURE FILM SHORTS

Ma non sarebbe Future Film Festival senza una collezione inverosimile di multietnici cortometraggi selezionati dalle migliori opere internazionali degli ultimi due anni. Non sono imposti limiti alle creazioni, le quali vanno dal disegno animato alla stop-motion, dalla flash animation alla computer grafica 3D.

Come da tradizione la sezione “Shorts” ha visto l’assegnazione di due importanti riconoscimenti: il classico Premio del Pubblico che quest’anno si è diviso in due premiando La valigia di Pier Paolo Paganelli (Italia) eCycle di Seun-Yong (Corea del Sud).

La giuria del Future Film Shorts, composta da Michele Bernardi, Chiara Fiorentini e Marianna Panebarco, ha invece decretato all’unanimità la vittoria del francese Splintertime di Rosto, un sapiente mix di tecniche d’animazione finalizzate al racconto di un visionario e allucinante viaggio fra vita e morte.

Menzione speciale di quest’anno è Chicken Cube (Anna Penkner e Renate Pommerening, Spagna) cortometraggio paradossale e allo stesso tempo pulita pubblicità progresso sulla tematica dell’industrializzazione.

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A completare i programmi giornalieri sono state le sezioni FFF Kids, con un ricco programma di proiezioni dedicate ai più piccoli e laboratori a tema; Follie Notturne e una serie di Eventi (davvero) Speciali fra i quali la presentazione da parte dell’autrice Valeria Arnaldi del libro: Hayao Miyazaki. Un mondo incantato e un incontro con Paola Trisoglio eStefano Marinoni, responsabili degli effetti speciali del film di fanstascienza di Gabriele Salvadores Il ragazzo Invisibile.

A chiudere in bellezza il festival la proiezione di Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese, straordinaria pellicola giunta ormai al suo 25° anniversario e rimasterizata in digitale per l’occasione dallo stesso regista.

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THE WINNERS

I membri della giuria del Future Film Festival, composta dall’attore e regista Edoardo Gabriellini, dal giornalista Eric J. Lyman e dallo sceneggiatore Christian Poli, ha scelto di premiare con il Platinum Grand Prize il film d’animazione Giovanni’s Island del giapponese Mizuho Nishikubo, una storia sull’occupazione russa dell’isola di Shikotan raccontata attraverso gli occhi innocenti di due giovani fratelli.

Un riconoscimento questo che a detta degli stessi giudici premia «la qualità della scrittura cinematografica, l’intreccio dei sentimenti privati […] e la portata epica di un film capace di donare le medesime emozioni a grandi e bambini».

Una menzione speciale è andata invece alla sfrenata irriverenza di Possesses (Sam), commedia satanica in stop-motion appartenete alla tradizione horror del cinema spagnolo.

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Un altro anno è passato, un anno impegnato nella creazione di mondi perversi, buffi, ironici, irrazionali, cupi, drammatici ed estremamente dolci. Mondi allucinanti e magnetici, paralleli a quella realtà bolognese ai quali giorno dopo giorno gli spettatori hanno dovuto riadattarsi.

Costruire un ponte fra realtà e immaginazione attraverso una magia invadente e irriverente, è questa la grande abilità del Future Film Festival. Detto questo, la domanda rimane: come sarà davvero il cibo del futuro?


Originally published at barbarascalco.com.

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