Il cane dei vicini che abbaia. Il sole che trapassa i condomini davanti casa. L’acqua del rubinetto che scorre. Tu che ti lavi. Con un pensiero incastrato tra le ciglia. E un incubo lasciato nel letto a non attenderti. Io che scrivo. Il cane che abbaia. Il sole che trapassa. L’acqua che scorre. Tu che. Un pensiero incastrato. Un incubo abbandonato. Io che trapasso i condomini. Tu che il sole. E un pensiero che pare un incubo abbandonato. Un cane che abbaia come se attendesse l’apocalisse. E io che scrivo di incubi pensati e pensieri incrostati. Tu che ti lavi col sole e i condomini trapassano l’aria. Io che scrivo dell’apocalisse mentre dal rubinetto fai scorrere il filo dei tuoi incubi e ti fingi il sole per non dar credito ai pensieri accartocciati nel letto sfatto della stanchezza. Un cane che abbaia contro i condomini. E io. E tu. E il sole che trapassa tutto. Cemento aria vetro. Voci acqua guaiti. Pensieri incubi lenzuola. E noi. Immobili in un mattino come gli altri. Chiudendo fuori dalla porta; l’abbaiare dell’apocalisse.

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