IL GIRO è IL GIRO

Maggio è il mese che preferisco nell'arco dell’anno. Forse perché i fiori iniziano a sbocciare, l’aria di Primavera si sente di più, il sole torna a farsi più insistente e la bella stagione riappare dopo le piogge di un pazzo Aprile. Maggio però è un mese importante, non solo per questi motivi climatici o per quelli prettamente religiosi, ma è il mese in cui la competizione ciclistica per eccellenza prende l’avvio: Il Giro d’Italia.

C’è un modo di dire, legato alla competizione sportiva più sentita in tutta Italia, che più o meno recita così “In Italia le strade si rifanno per due motivi. Uno quando passa il Pappa e il secondo è quando passa il Giro”. Ebbene non è solo un modo di dire, perché effettivamente le strade che coinvolgo le tappe della corsa vengo rimesse a nuovo. E La corsa, o meglio, la battaglia per la maglia rosa è davvero la competizione sportiva più sentita in tutta la nazione, perché è della gente di tutt’Italia. Quella gente che si mette fuori per strada, che affolla partenze ed arrivi, solo per un applauso o vedere i corridori scattare.

Il Giro ormai è vecchio, compie 99 anni, ma nella sua longevità non perde il suo fascino. La storia di questo compleanno, lunga 3643 kilometri e che si andrà a concludere il 29 Maggio a Torino, sarà una storia ricca di emozioni come solo il ciclismo ci saprà dare. 21 tappe e un solo campione. Tra i favoriti spiccano diversi nomi, il primo è il nome di Alejandro Valverde, ciclista di 36 anni che sembra non voler scendere da quei pedali e che vuole a tutti i costi arrivare alla fine con il rosa addosso. Esteban Chavez dell’Orica Greenedge è stato segnalato da tenere d’occhio. Mikel Landa, primo anno come capitano del team SKY, torna al giro con voglia di vendetta e riscatto, nel precedente infatti era un gregario non troppo accondiscendente di Fabio Aru.

In ultima battuta c’è sempre lui. Lo squalo dello Stretto. L’azzurro dell’Astana gli dona come se fosse il suo colore naturale (e vorrei ben vedere se non lo è per uno abituato al mare siciliano). Vincenzo Nibali ritorna al Giro dopo una pausa lunga due anni, l’ultima volta nel 2013 il trofeo senza fine se l’era preso e meritato. Successivamente nel 2014 si è preso il trono francese e l’anno scorso sembra arrendersi sempre sui campi francofoni allo strapotere di Chris Froome. Nel 2016 ha affilato i denti (Vincitore del Tour of Oman) vorrà riprendere quel titolo nazionale che gli calza così a pennello.


Tralasciando le polemiche sul perché non si sia voluto correre in Sicilia, o il libro di Di Luca propinato al pubblico proprio in vista della partenza (si sputa sempre sul piatto dove si mangia), quest’oggi si vola in Olanda e precisamente ad Apeldoorn. I corridori dovranno affrontare 9,8km di Crono individuale all’interno della città Olandese. Occhi puntati su tutti velocisti e a chi indosserà per la prima volta l’agognata maglia rosa.

https://www.youtube.com/watch?v=Xh0KTy3Yoos