Ragazze L/XL

Non mi sento brutta, anzi. / Quando guardo il mio viso allo specchio vedo luce, un mix di colori e geometrie che non si incontra ovunque. / Trovo bello ogni taglio di capelli. / Mi preferisco senza trucco, sì, mi vedo più onesta, mi sento meglio. / Mi muovo senza intralci, con le scarpe basse, che mi fanno andare dove voglio.//

La mia figura è qualcosa di armonico, particolare: apprezzo i miei arti lunghi, gli slarghi e le rotonde, che se salgo dai piedi o se scendo dalle spalle posso osservare./ Il mio sguardo si dirige subito al baricentro, ombelico, fianchi — sì, il centro — ed è ben piantato, non trovo squilibri.//

Forse ho in casa gli specchi di Alice, magici, che portano alla radice.

Mi fanno piombare, senza fatica e senza dormire, laddove la mia incrollabile saggezza non devo ammainare.

Dove i nastri con le altrui opinioni non durano eoni,

dove ciò che fuori si dice e si fa incontra solo ciò che apprezza la mia unicità.

Dove taglie, misura, grandezze, proporzione, non sono in discussione perché non ha senso modificare ciò che natura impone.

Sono mezzi di superficie tuttavia mi fanno ripiombare là dentro, dove esiste qualche inviolabile comandamento.

Art by Miss Van

Eppure.

C’è ancora un meccanismo che devo disattivare

ed è quello di ragionare

con la voce di chi mi vuole male.

Ché la vita non è solo spazio sacro, ma un viale affollato.

Una relazione continua, anche con chi non ti ama, non sa amarti e non ti ha mai amato.

Con le parti di te che lo ricordano troppo bene

e ancora non trovano un modo organico

di accompagnarsi insieme.

È persino di chi sa ciò che bello e ciò che va,

di chi pone veti per mantenere i suoi demoni quieti.

Dentro il circo di ciò che s’accetta basta uno sguardo per trasformarti in inetta

e dell’istinto sacro dubitare

mentre l’ascia del giudizio inizia a vorticare.

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