Perché non si è dato ascolto alla gente?
Molta carne al fuoco, non c’è che dire.
@AndreaTorti90
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Non è una domanda semplice da rispondere. Ci provo .

Secondo me perché nella sinistra non esiste una formula giusta da applicare a tutti. Mi spiego meglio.

La democrazia esiste se ci sono tensioni tra destra e sinistra. Se i 2 fronti, a livello dialettico ovviamente, (la democrazia in realtà è compromesso tra maggioranza ed opposizione) hanno un sistema valoriale, interessi divergenti e identità proprie. Il tema identitario è essenziale.

Il punto è che la sinistra è composta da 2 anime: una riformista che tende al centro e una anti-capitalista che tende alla sinistra.

La prima è nata per una logica funzionale: per ottenere i numeri e governare (e quindi rappresentare al meglio i propri elettori) hanno abbandonato il pensiero socialista reale (marxista).

Questo perché sia è inapplicabile il socialismo in un paese dove la politica estera ed interna è basata su un internazionalismo liberale europeo ed occidentale (il cosiddetto “mondo libero” antagonista al comunismo), sia perché si proponevano soluzioni che fattualmente erano impossibili da raggiungere.

Questo è avvenuto ad esempio in Germania nel 1959 con il programma di Bad Godesberg, in Italia con la caduta del muro di Berlino e ufficialmente nel 1997 con il governo di D’Alema come indico nel link nel mio precedente post .

In Italia, dove c’è stata l’influenza del comunismo (tra l’altro limitato in parlamento), ci sono stati tanti esperimenti di coalizioni che poi sono morti e sepolti proprio per questo problema. E quindi tantissime scissioni.

La sinistra quindi è qualcosa che oscilla tra Scilla e Cariddi e la crisi economica ha esasperato questa crisi interna. La crisi ha creato grandissimi danni economici e sociali.

Da una parte l’anima riformista si è spostata per motivi più che rappresentativi di gestione verso il centro (da Bersani a Renzi) dall'altra si sono esasperati i dissapori.

La democrazia, essendo un compromesso, ha stabilito quindi un accordo ma questo accordo è stato al ribasso agli occhi di alcuni elettori.

La sinistra riformista coalizzata in tanti partiti o in un unico blocco (a seconda del paese europeo) ha approvato quindi tagli alla spesa pubblica, alle pensioni, allo stato sociale,un graduale svuotamento di alcune tutele e questo agli gli occhi dei suoi potenziali elettori dei ceti mediobassi (la sinistra radicale)è apparso del tutto connivente con un capitalismo che funziona solo per gli interessi dei più ricchi.

Lo scontro capitale vs lavoro.

Mettiamoci anche gli scandali politici vista da molti come una prova e l’immagine di una mancanza di differenza tra sinistra e destra si è definita.

Pensiero giusto o sbagliato (ho il mio pensiero a riguardo) questo ha portato alcuni degli elettori della classe lavoratrice ad affluire a partiti di destra radicale o antisistema. “Partiti” che hanno recuperato alcuni dei temi storici della sinistra: tutela del lavoro, lotta alla liberalizzazione dei capitali e alla concorrenza salariale al ribasso, soprattutto da parte degli stranieri.

Questi movimenti quindi sono sorti come catalizzatori di una protesta contro le politiche intraviste come TINA, di ascendenza thatcheriana, che affermano nel loro acronimo: There is no alternative.

Il popolo degli abissi, danneggiato ed offeso, non solo, non ne vuol più sapere di formazioni politiche di centro-destra o centro-sinistra, ormai indistinguibili, che non fanno che adottare cieche politiche di austerità per smantellare mattone dopo mattone quel che resta del welfare state e i partiti di sinistra che nascono dalle scissioni sono riconosciuti ancora come conniventi nonchè incapaci di comprendere a loro modo un problema, narrato dai nazionalisti, e cioè l’immigrazione.

Quindi, ciò che spaventa è che questi movimenti mostrano l’incapacità dei partiti tradizionali a registrare la ‘volontà del popolo’ e cioè di offrire un alternativa e non un TINA.