Come fai a dire di conoscere qualcuno se non gli ha mai chiesto quand’è che ama essere sè stesso?

Come fai a dire di conoscere qualcuno se non gli hai mai chiesto quand’è che ama essere sé stesso?
Di cosa farebbe indigestione. Chi ha votato le ultime 4 volte. Su quale scena di quale specifico film si sente morire. Quale musica mette su quando il cielo si fa mezzo verde e mezzo giallo, o quale quando diventa blu e arancio. Perché continua a indossare quella maglia col bottone scheggiato o a chi ha dato il primo bacio, ingarbugliandosi con la lingua. Quand’è che ha fatto l’amore davvero, sanguinando e vergognandosi. Se suo padre l’ha picchiato o deluso. Se sua madre si è mai scordata il suo compleanno o gli ha ristretto i jeans preferiti. Quali macchine ha avuto e se sa parcheggiare da Dio o è il solito pirla come tanti. Quali insetti o frasi dei libri lo spaventano. Se ha mai odiato e perché. Se è mai scampato alla morte, se l’ha mai sognata, se l’ha mai desiderata. Dove vorrebbe essere a metà mattina e dove a notte fonda. Che scuse usa quando si sente in difetto. Cosa lo fa piangere di ridere e ridere dal pianto. Perché diventa silenzioso e perché non smette di tremare. Quand’è stato che si è sentito fiero e quando ha vinto il trofeo del più idiota. Come guarda un lago e se gli mette ansia o pace. Se sente l’irrefrenabile impulso di scrivere sulle tovagliette di carta dei ristoranti. Se ha provato a dipingere, ma poi ha lasciato perdere. Dov’era quando hanno sparato al Papa o sono crollate le torri gemelle. Cosa farebbe se il sole dovesse spegnersi. Cosa direbbe a qualcuno che sta per sparargli. Se prenderebbe la pillola rossa o quella blu. Quanto ci mette a prepararsi la mattina. Quanto ci mette a prepararsi un discorso. Quanto ci mette a prepararsi a un addio. Se è stato mai abbandonato, o meglio, quante volte è stato abbandonato. Se ha scritto sui muri o rubato qualcosa al supermercato. Se ha tirato cocaina ad Amsterdam (sei mai stato ad Amsterdam? Verrebbe prima). Perché costruisce una frase così e non cosà. Perché si regge spesso il petto. Cosa pensa della montagna e del suo corpo. Quand’è che ce l’ha messa tutta e quando ha mollato a metà. Come si sente quando va via la luce. Perché non appende nulla alle pareti di casa sua. Come ha chiamato il suo computer e i suoi cuscini. A che pensa quando corre e a cosa quando rallenta e a cosa quando ritorna a correre più forte.
Perché l’amore è fatto di domande continue e semplici, su passato, presente e futuro, ma, soprattutto, del superare la paura di ricevere le risposte che non vorremmo.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.