Grazie per gli auguri
Grazie per gli auguri fatti di prima mattina e per quelli che arriveranno, forse, a tarda notte.
Grazie per quelli meccanici, senza cuore, senza memoria, perché un algoritmo ve lo ha ricordato, e per quelli più lavorati, studiati, ricchi di riferimenti a chi sono e al perché mi state facendo gli auguri.
Grazie a quelli attesi e a quelli proprio desiderati.
Grazie a quelli arrivati per telefono, anche se potevano risolversi nella pratica di una bacheca.
Grazie a quelli pieni di sentimento e di compiacimento e a quelli pronunciati con una punta di recriminazione, amaro, rodimento o vattelappesca.
Grazie a quelli con le faccine e le torte scoppiettanti e a quelli secchi, normali, professionali, firmati cognome e nome.
Grazie ai pipponi e alle didascalie.
Grazie per quelli non ricevuti o, quantomeno, non ricevuti più.
Anche questa è una lezione importante che ho dovuto imparare nei miei primi 41 anni.