Motivazioni per un NO al Referendum Costituzionale 2016

Dopo una lunga analisi e riflessione sui pro e i contro di questo referendum, pur non essendo felice di come funzionano le cose in Italia e concordando con l’idea che il sistema di gestione del paese ha bisogno di cambiamenti radicali, a malincuore ho deciso di votare NO.

Cerco di spiegare la mia motivazione e invito gli altri ad esporre la propria, in modo da aiutarci a vicenda ad approfondire la questione. Alla fine é una scelta difficile per chiunque, con risultati non favorevoli in entrambi i casi. Nessuno di noi dovrebbe essere troppo felice della propria scelta e ancor meno giudicare come votano gli altri. Anzi, chi é troppo assolutista e convinto della propria scelta senza sentire un forte conflitto interiore, credo non abbia approfondito abbastanza la questione. Alla fine non c’é una scelta ideale, si parla del votare per il ‘male minore’. Secondo me, l’unica cosa buona che può venire fuori dal tutto é che gli Italiani colgano l’occasione per informarsi e discutere in maniere approfondita di certe tematiche delle quali, troppo spesso, il cittadino comune (me compreso) non dá abbastanza importanza.

Scrivo quindi questa analisi con l’intenzione di stimolare una conversazione civile ed educata (spero!) ma soprattutto come esercizio mentale, e riflessione personale, per cercare di capire meglio la mia posizione sulla questione. Se ho mal interpretato certi fatti, vi invito a farmelo notare, sono più che disposto a cambiare la mia posizione in luce di un’analisi più complete e informata. Scusate se la forma o la grammatica lasciano a desiderare, non considero l’Italiano la mia prima lingua ed e’ molto difficile per me utilizzarla, specialmente in argomenti abbastanza complessi.

Innanzitutto, per chi sia ancora indeciso, invito a guardare questa interessante conversazione tra Renzi e il professore Gutavo Zagrebelsky

Tra i vari dibattiti che ho seguito e gli articoli letti, questo mi é sembrato tra i più rilevanti, ha un buon format che va avanti per oltre 2 ore, interrompendo per pubblicità solo 3 volte. Il mediatore fa più o meno un buon lavoro, si affrontano (o almeno ci si prova) argomenti chiave e le varie proposte della riforma. Il comportamento di Renzi in sé é molto rivelatore, ed é interessante vederlo confrontarsi con qualcuno che, pur essendone sfinito, non si fa incantare o ingannare dalla sua parlantina politica….

Tornando al dunque. L’assunzione principale su cui si basa la proposta di riforma costituzionale é che l’Italia sarebbe un paese ‘ingovernabile’, nel quale é difficile passare qualsiasi tipo di legge o riforma. La colpa di questo viene attribuita alla struttura del bicameralismo perfetto, dove la camera dei deputati ed il senato, con le stesse funzioni legislative e gli stessi poteri, si tengono spesso in un contenzioso stato di stallo. Ci viene presentato come inutile il fatto che questi due organi compiano le stesse funzioni e si propone una soluzione che andrebbe a cambiare questa struttura, diminuendo sostanzialmente la dimensione e lo scopo del senato, dando più potere legislativo alla camera dei deputati. Questo però toglierebbe ai cittadini il potere di voto diretto sui senatori, che in combinazione con l’italicum, e vari altri punti della riforma, creerebbe una situazione dove, per aumentare l’efficienza della macchina del governo, i cittadini perderebbero un po’ del loro potere democratico.

Le opinioni su questa dinamica variano e ci sono molti dettagli nei quali non mi avventuro, perché il mio scopo qui non é spiegare in cosa consiste la riforma. Per questo ci sono molte altre risorse online

(tipo questa)

http://ilpiccolo.gelocal.it/italia-mondo/2016/11/21/news/referendum-costituzionale-istruzioni-per-l-uso-le-videoschede-1.14446819?fsp=2.7099

(o in forma più sintetica)

La mia riflessione presume che vi siete già informati a riguardo.

Inizierei dunque con il chiedermi se questa assunzione alla base della proposta di riforma sia corretta e quindi se il problema del malfunzionamento del governo e dei vari organi che lo compongono, debba per forza essere attribuito alla sua struttura (come il SI cerca di farci credere senza ombra di dubbio). O se piuttosto, i problemi di stallo, derivano principalmente dagli individui che ne fanno parte, e dagli interessi che questi rappresentano. Se veramente nelle proposte di legge, fosse priorità la salvaguardia dei diritti dei cittadini, o quella dell’ambiente e del territorio, e se questi fossero i criteri di importanza prioritaria per tutti i deputati o i senatori, le leggi non sarebbero difficili da passare. Anzi, in gran parte dei casi l’approvazione potrebbe essere abbastanza veloce.

Il problema é che non sono queste le priorità. Per una gran parte dei rappresentanti del popolo incaricati nelle camere, le priorità legislative vengono da interessi propri o del propio partito, influenzate da motivazioni legate a manovre politiche, a volte corrotte da motivazioni economiche, nell’interesse delle grandi istituzioni politiche e finanziarie, che alla fine, sono ormai diventate tutt’una nella maggior parte del mondo.

Per fare un esempio, prendiamo la legge sul fumo nei luoghi comuni. Se il criterio di base fosse stato quello del benessere dei cittadini, allora la scelta, basata sui dati scientifici, sarebbe potuta passare appena proposta nel 2002 (che già sarebbe stata circa 30anni in ritardo…) invece non é entrata in vigore fino al 2005. Questo non per via della struttura bicamerale (che comunque passa leggi anche nel giro di pochi giorni se vuole)

ma per via dei vari interessi economici, delle lobby delle industrie del tabacco etc… la solita storia che si ripete in tutto il mondo, ormai evidente a tutti, dove la legislatura viene fatta per proteggere i profitti e i diritti delle grandi aziende, e dei loro investitori, alle spese del benessere del popolo, o dell’ambiente. Praticamente il contrario di quello, che mi pare tutti concordiamo, dovrebbe essere lo scopo legislativo.

Detto questo, vorrei proporre l’idea, che forse, in questo tipo di ecosistema politico tossico, corrotto, e di parte, che possiamo definire Plutocrazia, più che Democrazia… il fatto che certe leggi non vengano passate in tempi brevi, é forse un indicazione non del fatto che il sistema sia arrugginito o antiquato, ma piuttosto che i sistemi di difesa e di controllo presenti nella costituzione funzionano. Fanno si, che quando le varie fazioni fanno delle proposte di legge, basate sui propio interessi, e non su quelli del bene comune, queste non passano facilmente, piuttosto entrano in questo meccanismo descritto come ‘ping-pong’, dove vengono passate avanti indietro tra camera e senato.

Ma questo non é un processo di stallo, é un processo di miglioramento delle proposte, nella forma di un sistema di controllo, che fa si che queste proposte rappresentino gli interessi di vari gruppi, incluse le minoranze, che, come la costituzione chiaramente precisa, vanno tutelate. Questo é importante, la storia insegna che la maggior parte dei movimenti progressisti e riformisti, iniziarono come una minoranza.

Come dice giustamente Zagrebelsky, é sbagliato semplificare l’idea del senato e della camera, dicendo che compiono la stessa funzione a doppione e che questo non ha senso. Il fatto che compiano gli stessi esercizi, é solo un risultato di quella che é veramente la loro funzione, ovvero il compito di tenersi controllati a vicenda. Il fatto che tra le fazioni politiche italiane, ci siano talmente tanti interessi contraddittori, che le due camere si trovano spesso in stallo, invece di passare tranquillamente leggi che tutelano il bene del paese, del cittadino e dell’ambiente, é per me segno che bisogna fare piazza pulita dei partecipanti, non dare a uno dei due gruppi, il potere assoluto di fare come vuole!

Dunque, togliere questo meccanismo per far si che uno di questi gruppi possa avere libero arbitrio, non é secondo me, una decisione favorevole, anzi, é una proposizione molto pericolosa. Qui non stiamo parlando di un gruppo di gente onesta e benevola che sta cercando di passare leggi che risolverebbero i problemi del paese e che non riesce a fare questo perché la struttura del bicameralismo non lo permette (si ci sono anche quelli ovviamente, pare siano una minoranza visti i risultati). Bensì stiamo parlando di gente che in molti casi, cerca di passare leggi che vanno contro gli interessi dei cittadini, e dell’ambiente e che di solito vanno a giovare le grandi industrie o istituzioni finanziare. Ben venga il fatto che sia difficile passarle!

Poi bisogna vedere quanto in effetti sia vero che queste leggi sono così in stallo e capirne i singoli motivi, non si possono generalizzare le ragioni. Ecco qui dei dati a riguardo

Come vediamo certe leggi passano molto velocemente e nel 2013, sotto il governo Letta, quasi tutte le leggi sono passate in tempi accettabili, ed era pur sempre in vigore il bicameralismo perfetto. Poi é normale che certe leggi siano più contenziose di altre, ma questo é forse più per il fatto che le proposte in questione vadano a disturbare certi interessi privati e politici (o anche morali, andando contro la chiesa per esempio) e non per colpa della struttura del meccanismo legislativo. Se le persone e i poteri che rappresentano quegli interessi fossero rimosse dal sistema, allora forse queste leggi passerebbero più facilmente.

Snellire il sistema, eliminando certi sistemi di salvaguardia e controllo, togliendo sempre più diritti di voto e influenza sul processo legislativo al cittadino e dando un via libera a un governo ‘dominante’ (che grazie a l’italicum non dovrà neanche essere eletto da una grande maggioranza) é secondo me un grande errore che mette il futuro del paese a rischio, specialmente nel periodo storico in cui ci troviamo.

Come dice bene Zagrebelsky, bisogna sempre analizzare le proposte entro il contesto in cui ci si trova. Al momento, la situazione globale é allarmante, ci troviamo di fronte a seri problemi di enorme magnitudine. Facendo una top 3 grossolana troveremmo:

1- La Crisi Ambientale, problema maximus, e chi questo ancora non l’ha capito, deve forse informarsi in maniere più accurata…

2- L’economia instabile, che concentra sempre di più il potere e la ricchezza nelle mani dei pochi, indebolendo e impoverendo la gran maggioranza del resto della società.

3- Guerra / Terrorismo e quindi una crescita dell’ integralismo, bigottismo e persecuzione delle minoranze. Problemi collegati anche ai temi dell’erosione dei diritti umani e alla de-evoluzione dell’educazione culturale e morale dei popoli.

Per quanto siano enormi, alla fine questi non sono problemi insormontabili, non mancano ne i mezzi (tecnologia, soldi, o risorse), ne le idee di come si potrebbero affrontare. La cosa che manca é la volontà politica di risolverli e le ragioni per la quale manca questa, sono le stesse ragioni per le quali si sono creati gli stessi problemi in primo luogo. Ovvero una volontà politica che serve principalmente i forti poteri finanziari di piccole elite, alle spese del benessere dei cittadini, dell’ambiente, e di un certo equilibrio globale. Basta pensare alle grandi lobby che ancora si ostinano a spingere il mondo verso il nonsensato incremento dell’uso dei carburanti fossili, invece che a quello delle energie rinnovabili, anche contro un consenso scientifico ormai indiscutibile.

Cambiare l’infrastruttura del sistema, per dare più potere a questa classe governante, in questo corrente contesto o paradigma politico e sociale in cui ci troviamo nel 2016, é secondo me, un pericoloso suicidio democratico, sociale, e ambientale. (mi ripeto lo so, ma a volte serve…)

Come dice giustamente Zagreblsky, anche se si é propensi a supportare il governo corrente, bisogna cercare di vedere le ramificazioni delle nostre scelte a lungo termine. Il PD non governerà per sempre, anzi, sembra che abbia i giorni contanti. Quali sono le alternative? e soprattutto, quali sono i trend che vediamo succedere globalmente? Prendiamo la più forte potenza globale del momento come esempio, l’America. Dopo l’11 settembre, con la scusa del terrorismo e poi con quella del crollo finanziario, Bush e Obama hanno gradualmente incrementato i poteri del governo, passandoseli a scaletta, erodendo sempre di più i diritti dei cittadini. Nel giro di un paio di riforme, sono arrivati al punto dove ormai, quella che era considerata la terra della ‘libertà’, é diventata quasi una tirannia autoritaria.

Questa non é un’esagerazione o teoria di cospirazione, grazie alle leggi anti-terrorismo di questi tempi, un cittadino Americano, o straniero (su suolo americano) può essere letteralmente ‘rapito’ direttamente in casa sua e tenuto in detenzione a tempo indefinito, SENZA essere stato giudicato colpevole di un crimine da una giuria di cittadini… Basta, un ’sospetto’ da parte di un’agenzia del governo, di affiliazione o pensiero ’terroristico’, causa che può rimanere segreta e non rilevata né al detenuto in questione, né alla sua famiglia, o una difesa legale etc…

Questo non é molto distante da come funzionava la Gestapo nella Germania Nazista, o come funzionano la maggior parte delle dittature tiranniche. Il passaggio di queste leggi é stato un gravissimo affronto alla democrazia, come la storia ci insegna. Spesso le minoranze rivoluzionarie (adesso considerate ‘benevoli’) che si scagliarono contro i poteri dello stato, a difesa dei diritti del popolo, (per esempio i gruppi di donne che domandavano il voto equo), venivano spesso inizialmente considerati come terroristi.

Sono stati poi erosi vari altri diritti dei cittadini con la scusa della sicurezza nazionale, per esempio la privacy. Come abbiamo capito dopo le rivelazioni di Snowden, al giorno d’oggi, i governi hanno a disposizione metodi di controllo che fanno sembrare il programma di spionaggio della Gestapo innocuo. Senza il diritto di privacy, scompare anche il diritti di pensiero libero. Siamo ormai al punto che, basta cercare qualcosa contro tendenza su google o esprimere certe opinioni politiche su facebook, per fare scattare un sistema di identificazione automatic che ci ‘tagga’ come ‘potenziale terrorista’. Questa non é fantascienza, é la seria realtà con la quale tutti noi cittadini dobbiamo confrontarci.

Questi sono solo due esempi, ma la lista continua in un trend dove, dopo grandi sacrifici dei nostri antenati per togliere il potere a forti monarchie, dittature, o oligarchie e darlo ai cittadini attraverso leggi come le costituzioni, i governi adesso stanno facendo il retrofront, erodendo sempre di più i diritti del popolo, e affidandosi sempre più poteri e libero arbitrio. Certo il tutto rende la funzione del governo più semplice, immediata, ed efficiente da un punto di vista operazionale. Ciò non vuol dire che questa efficienza vada a favore del cittadino o dell’ecosistema. Una governo Nazista che funziona in maniera veloce ed efficace, non fa altro che spargere persecuzione, morte e distruzione in maniere più rapida ed efficace…

Tornando all’esempio dell’America, questi ulteriori poteri esecutivi appropriati dai recenti presidenti, che magari parte del popolo non aveva grande opposizioni a dare ad Obama, adesso si trovano in mano un pericoloso bigotto imbecille come Trump…

Trump adesso ha deciso che l’ambiente non é un problema, si toglierà dal trattato di Parigi, taglierà gli incentivi alle energie rinnovabili e aiuterà le grandi corporazioni delle energie inquinanti. Invece di risolvere la crisi economica liberandosi dalle lobby e creare un’economia che funziona per il popolo, le piccole imprese e i lavoratori medi, taglierà le tasse alle grandi corporazioni. Sta nominando a controllo dell’economia, gli stessi lobbisti e banchieri che hanno causato la crisi economica in primo luogo, arricchendosi sulla miseria dei cittadini. E infine, le sue retoriche e iniziative vanno soltanto ad aumentare il problema del terrorismo, bigottismo, e l’erosione dei diritti umani, creando ancora più sentimenti e pensieri razzisti, xenofobici, e radicali che dividono, invece di unire i popoli e le persone.

Quindi su tutti e 3 i grandi e principali problemi globali esposti prima, Trump va a peggiorare le cose, e adesso, quella che é considerata da molti come la peggior persona mai eletta come presidente in tutta la storia Americana, si ritrova con poteri più estesi di qualsiasi suo predecessore.

La salita del potere di Trump non é purtroppo un episodio isolato. Stiamo vedendo in tutta Europa una crescita di movimenti estremisti, specialmente di estrema destra, con tendenze fasciste e neo naziste. In più vediamo che ormai, nelle grandi potenze del mondo, America, Cina, e Russia, il governo ha ormai molto, troppo, potere sul popolo e lo usa in maniera draconiana. Il trend é quello di sempre più controllo nelle mani di elite politiche e finanziare, combinato con un’erosione dei diritti di pensiero libero, privacy, benessere e sovranità dei cittadini. In un momento storico critico come quello in cui ci troviamo, questo é un trend molto spaventoso e pericoloso. Anche noi italiani dobbiamo riflettere su questo ora che siamo chiamati a delle scelte costituzionali che andranno direttamente a influire sui nostri diritti democratici e sui poteri di chi ci governa adesso, e a chi potrebbe governarci in futuro.

In Italia la lista dei potenziali governi non é molto allettante. Propio per questo varie persone che stimo e rispetto voteranno SI, con l’intento di non creare una instabilità politica per il paese, nella quale potrebbero salire al potere altri partiti, più estremi, e meno favorevoli del presente. Questo pensiero ha di sicuro il suo merito, però a me viene da pensare che se questi partiti hanno abbastanza supporto per salire al potere adesso, allora molto probabilmente lo avranno anche alle elezioni del 2018. Se si vota SI, certo si evita instabilità adesso, però tra due anni, se uno di questi partiti andrá al governo, si ritroverà con ancora più poteri per fare quello che vuole. Così, anche l’Italia si troverà con il suo Trump.

L’Italia, per quanto possa sembrare un chaos con tutti i vari partiti contendenti e la sua complicata burocrazia, comunque rimane una democrazia ricca e variata. Se si hanno a cuore i diritti del popolo e dell’ambiente, é molto più favorevole avere un’ampio spettro di proposte e iniziative dal quale poter scegliere, piuttosto che un potere assoluto di 1 o due partiti come per esempio quello che si é consolidato in America. Il risultato, come si é visto alle ultime elezioni, é che il popolo non ha avuto un gran che di scelta…

L’omogeneità, nel pensiero politico e sociale, come nell’evoluzione biologica delle specie, non é una qualità favorevole. Anzi, é propio la diversità di un eco sistema che ne rappresenta la forza, ed é un’ indicazione del suo potenziale di sopravvivenza ed evoluzione a lungo termine. Ma per poter gestire un ecosistema variato, ci vogliono anche dei complicati sistemi di controllo, ed é inevitabile che questi rendano le cose più lente e complicate.

Questo non vuol dire che il sistema attuale é ottimale e non può essere migliorato. Ci sono di sicuro grandi problemi da risolvere, e ci sarebbero tante riforme da fare, anche in forma di emendamenti costituzionali. Ma quelli proposti in questa riforma, secondo me non sono quelli giusti. O meglio, certi lo sono e altri no; questo mi porta al prossimo punto.

Non solo certe iniziative della riforma non sono favorevoli alla democrazia, ma il modo in cui il governo sta cercando di proporle e’ anche esso deplorabile e secondo me non congruente con valori democratici. Prima di tutto, perché porre al popolo una riforma cosí complessa, con tanti cambiamenti impacchettati in un unico voto. Quando si sa benissimo che il cittadino medio no ha, specialmente in un periodo di recessione economica, né il tempo, né le competenze, per poter fare una scelta veramente informata. Gia’ questo lo trovo ingannevole e strategico e soprattuto contro gli interessi del cittadino.

Io per esempio voterei SI per la maggior parte delle riforme proposte. Purtroppo quelle per le quali voterei NO sono troppo importanti, quindi mi tocca votare NO per tutto, non ho scelta. Certo, vorrei la garanzia di equità per entrambi i sessi nella rappresentanza, anzi, preferirei avere più donne che uomini in parlamento! E vorrei i referendum ‘propositivi’, leggi di iniziativa popolare, il voto a data certa. Ma non mi pare giusto che avere queste riforme, e ricevere quindi questi diritti aggiunti, debba comportare il sacrificio di altri miei diritti, come il voto sui membri del senato.

Tra l’atro, la maggior parte di queste proposte, non hanno connessione logica tra di loro, che necessiti il bisogno di essere approvate, o bocciate collettivamente. Si potrebbe benissimo avere una situazione dove ognuno vota SI o NO per ogni proposta. E alla fine si fa la somma dei voti per ognuna in maniera individuale. Impacchettarle così é ovviamente un modo di poter usare degli slogan che promuovono i principi di certe buone riforme (come l’equità dei sessi) per mascherare i problemi di quelle più controverse (la perdita del voto verso il senato).

Poi c’é la ingannevole e insensata retorica, che chi vota SI, vuole vedere l’Italia progredire, e chi vota NO invece pensa che le cose vadano bene così. Questa é una grave semplificazione senza base logica, mirata a forzare la gente a pensare che la scelta sia semplicemente bianca o nera, o progresso o status quo. Invece molti di noi che votiamo NO, non lo facciamo perché siamo contenti del presente stato delle cose. Vogliamo anche noi una riforma, ma una che migliori la costituzione non che la renda peggiore. Votare SI, senza analizzare bene le ripercussioni, solo per soddisfare un desiderio di cambiamento, o un sentimento di progressismo, oppure solo perché si pensa che: ‘tanto peggio di così non può andare…’; é nella mia opinione, un approccio superficiale alla questione.

É propio questa perpetua tendenza alla over semplificazione dei fatti che noto in Renzi, che mi rende molto diffidente. Zagrebelsky dice giustamente, ‘voi lanciate slogan, noi esponiamo argomenti’. Se si osservano in dettaglio gli scambi tra Renzi e Zagrebelsky, o Renzi e Travaglio, o altri proponenti del NO. Si nota una dinamica molto appariscente. Renzi cerca in ogni modo possibile di ‘ridurre’ la questione e le tematiche, in slogan da due linee; ‘volete abbattere i costi del governo? allora votate si’, ‘volete meno burocrazia e politici? allora votate si’. Mentre gli esponenti del NO, cercano di approfondire la questione. La retorica é più sulle linee del ‘vediamo nel dettaglio, cosa comporta veramente il cambiamento in questione, analizziamolo in maniera estesa, punto per punto, considerando come i vari cambiamenti vanno ad influenzare altri fattori importanti ad effetto domino e in maniera ramificata…’ A questo, la risposta di Renzi, é di solito sempre quella di sviare tornando a semplificare con uno slogan. Basta vedere questi dibattiti, a me pare molto ovvio.

Personalmente, tra i due io tendo a fidarmi di più di quelli che vogliono, con calma, andare nei dettagli delle cose e vedere, come fanno i grandi maestri di scacchi, i risultati e le ripercussioni a catena di certe strategie vari turni più in avanti, non analizzano solo la prima mossa. Diffido invece di quelli che cercano di vendere qualcosa, frettolosamente, semplificando la questione, ponendola in maniera ridotta e assolutista. Così fanno i ciarlatani, quelli che voglio venderci quel magnifico nuovo contratto internet, senza farci leggere bene i termini… Non so a voi, ma a me capita spesso nella vita e nel lavoro, di trovarmi davanti a persone del genere. Avendone smascherate molte, noto che di solito quelli che adottano questo comportamento hanno: A) qualcosa da nascondere, o B) qualche interesse personale, o C) una competenza e conoscenza superficiale della questione che vogliono mascherare, o D) un misto di A-B e C.

Quello che vedo in questo dibattito e che Zagrebelsky continua a far scuola a Renzi, facendogli notare che deve smetterla di usare tutti questi decori o giochetti di parole da politico, mirate a stimolare certe idee favorevoli nei suoi confronti negli ascoltatori che mascherano le vere questioni e sviano dall’affrontarle in maniera dettagliata. Io non ho niente di per se contro Renzi, anzi sono felice di essere stato lontano dalla politica Italiana per molto tempo per non avere troppi pregiudizi. Mi pare una persona molto preparata e intelligente, soprattutto credo che in fondo abbia un forte sentimento patriota per quello che lui pensi sia il meglio per l’Italia.

Ma ciò non toglie che purtroppo, in questo caso, il suo é un pensiero che da come é esposto, appare superficiale, idealista, arrogante, non critico e forse anche un po ingenuo. Tipico di una coscienza giovane, passionale, troppo sicura di se, succube del propio ego, con tanto da provare al mondo, che vuole muoversi velocemente al 200%… Questo é ancora più apparente quando messo a confronto con invece pensatori molto più esperti, profondi, composti e saggi, come appare essere Zagrebelsky.

Poi, sempre per quanto riguarda la condotta del governo nell’esporre il caso per il SI, c’é anche questa ingannevole retorica allarmista, che cerca di spaventare le persone dicendo che se non si vota SI adesso, allora si perderà l’unica opportunità di cambiare le cose. Che non ci saranno altri referendum, e se si vota NO bisogna accettare che le cose rimarranno così come sono per altri 30 anni… Ma questo non ha senso, perché non dovrebbero esserci altri proposte di riforme? Anzi, quello dovrebbe essere propio uno dei ruoli del governo, continuare a proporre riforme per migliorare il sistema. Se questa non passa, allora sarà soggetta ad un processo di miglioramento, e ne dovrebbe venire proposta un’altra il prima possibile. Come ce ne sono state tante in passato, ce ne saranno altre in futuro.

Anche se tanti di noi sono contro la riforma, una cosa é certa, é difficile trovare un’italiano che dica “tutto va bene com’é”, tutti vogliamo un cambiamento, su questo mi pare siamo d’accordo, quindi non credo che mancherà la volontà, sia popolare, che politica, per altre riforme. Anzi, uno dei dati più interessanti di questo referendum é quante persone sono (giustamente) indecise. Ma questo ha voluto dire che, non tutti, ma gran parte del popolo (io compreso), si sono impegnati a capire meglio certe questioni, quindi siamo tutti meglio equipaggiati per potere valutare altre proposte di riforme future. Proposte che il governo dovrebbe continuare a impegnarsi a proporre, finché il popolo non ne reputerà’ una valida, invece di cercare di forzarci a questa con il ricatto.

Infine, parlando di ricatto, una delle azioni più deplorevoli di Renzi é stata propio quella di cercare di forzare il popolo a votare SI, con il ricatto che se vince il NO, lui se ne va. Praticamente o facciamo come vogliono loro, o minacciano di fare cadere il governo, creando quindi quell’instabilità politica, che potrebbe, (specialmente per via dell’Italicum di loro creazione!) dare le chiavi dello stato a quegli altri gruppi politici più radicali, dei quali molti di Italiani hanno giustamente timore. Questo strategia, per quanto da un lato gli si sia ritorta contro, da un’altro lato ha funzionato. Infatti, come dicevo prima, varie persone che conoscono voteranno SI propio in base a questa paura.

Quindi sommando le cose, io vedo un governo che sta cercando di:

A) Darsi più poteri

B) Semplificare i fatti, e non affrontare i dettagli in modo che i cittadini capiscano bene per cosa stanno votando

C) Forzare una scelta a pacchetto con tanti cambiamenti importanti e complicati, sempre per confondere le idee

D) Impaurire, pressare e allarmare il popolo, facendogli credere di dover scegliere adesso o mai più, come se non ci fossero alternative

E) Minacciare e ricattare il popolo con instabilità politica nel caso di un voto contrario.

Sommate le cose, questa é una strategia che non trovo ne onesta, ne corretta, anzi la considero indegna, criminale e molto rivelatoria del carattere morale di questo governo.

Questo tipo di condotta, combinata con l’inadeguatezza di alcune delle riforme proposte, mi fa pensare che sia i cambiamenti costituzionali offerti, che gli ideali e le motivazioni del gruppo di persone che l’ha progettata e che la promuove, fanno parte di un’ideologia politica e morale che non condivido e che quindi non posso, in buona coscienza, supportare. Anche se questo porterà il paese in un temporaneo stato di insicurezza politica ed economica, per lo meno, so che avremmo ancora i mezzi e le garanzie costituzionali per affrontarlo e superarlo, anche se lentamente e “all’italiana”, ma in un modo democratico che salvaguarderà gli interessi di tutti e non solo quelli di una ‘maggioranza’ relativa.

Quindi voto NO di coscienza, invece che SI, per paura.

Grazie di avermi ascoltato, vi lascio la parola :-)

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