La comunicazione del 1817 (conservata nell’ufficio del Sindaco) con la quale si registra lo stemma di Bergamo

Il nuovo stemma comunale per ‘Bergamo Città Regia’

In data 11 ottobre 1817, esattamente due secoli fa, l’Imperatore d’Austria, Francesco I°, emanava un Decreto con il quale concedeva, alla nostra Città di potersi dotare di un nuovo Stemma.

La storia di questo nuovo stemma, è molto lunga e vale (forse) la pena di conoscerla. Dal 7 aprile 1815, con una propria Patente, l’ Imperatore austriaco aveva elevato Bergamo al ‘sommo onore’ di Città Regia: questo nuovo e importante riconoscimento istituzionale della Città non poteva però ancora esprimersi con uno Stemma che ne rappresentasse simbolicamente l’importanza.

Questa situazione, era vissuta dal Consiglio comunale e dalla classe dirigente di allora come una ‘sottovalutazione’ , una ‘menomazione’ dell’importanza della Città e della sua storia.

Si pensi che la prima richiesta ufficiale, da parte del Consiglio, di poter disporre di una ‘propria arma’ (stemma) risale al 1812 ed era una richiesta precisa: il Consiglio chiedeva di poter disporre del proprio ‘Stemma antico’, cioè di quello in uso prima del 1796, di fatto lo stemma usato nel corso del dominio veneziano.

La risposta fu negativa; altre richieste vennero inoltrate, ma sempre le risposte furono negative.

Tutto parve arenarsi, ma con il cambio del regime politico, dal Regno d’Italia al Regno Lombardo-Veneto austriaco, nel 1814, e la successiva dichiarazione che fa di Bergamo una Città Regia, il Consiglio riprese a sperare e a inoltrare nuove richiesta per ottenere un nuovo stemma.

La condizione di Città Regia significava molto per l’orgoglio cittadino: innanzitutto la possibilità di poter inviare un proprio deputato alla ‘Congregazione Centrale’, cioè al Parlamento, ed essere riconosciuta come una città importante, anche dal punto di vista economico. Insomma essere riconosciuta come città di di ‘prima grandezza’.

Continuava però ad essere diffusa la sensazione che la mancanza di un apposito ‘stemma’ impoverisse questa nuova condizione per cui il Consiglio riprende ad inoltrare richieste.

Ecco dunque che, finalmente, l’11 ottobre di due secoli fa, l’Imperatore concede il nuovo Stemma: non era proprio quello che il Consiglio, per anni aveva richiesto, ma era comunque uno stemma carico di valori simbolici.

Sullo scudo ‘partito di oro e di rosso’ (colori storicamente tradizionali della nostra Città) vi è la corona ducale (in memoria del periodo longobardo nel corso del quale Bergamo fu un importante ducato); sopra la corona troneggia ‘l’aquila bicipite’ (simbolo dell’Impero).

Questa decisione fu accolta con entusiasmo in città. Lo Stemma rappresentò la Città sino alla fine Regno Lombardo Veneto: quando Bergamo entrò dapprima a far parte del Regno Sardo Piemontese e poi del Regno d’Italia, anche lo stemma cambiò, in particolare l’aquila bicipite prese ‘il volo’.

Questo stemma però è riapparso, aquila compresa, dopo la fine del regime fascista ed il ritorno della democrazia repubblicana quando la nuova Amministrazione, nel maggio del 1945, fece richiesta di poter utilizzare un nuovo stemma in sostituzione di quello usato nel periodo fascista.

La richiesta precisava che la città voleva utilizzare il ‘ vecchio ’ simbolo, intendendo con questa dizione che il simbolo avrebbe dovuto essere quello precedente il 1922, cioè precedente il regime fascista, senza altre particolari indicazioni: la richiesta, però, venne interpretata in un altro modo dal Ministero tanto che il Decreto relativo al nuovo Stemma, comunicato al Comune nel luglio del 1946, riproponeva proprio lo stemma del 1817!

Incredulità e sconcerto, ma l’Amministrazione ne prese atto ed il simbolo con l’aquila bicipite venne usato per oltre un anno, sino a poco prima delle elezioni politiche del 1948 quando lo stemma cambiò nuovamente e l’aquila prese definitivamente il volo.