… la volta in cui andammo a Cracovia per le Mura di Bergamo

Diario di viaggio della delegazione del Comune di Bergamo verso la città in cui il Comitato dell’UNESCO ha discusso le candidature 2017 a patrimonio mondiale dell’Umanità.


Innanzitutto perché Cracovia

Ogni anno una città del mondo si candida ad ospitare la sessione UNESCO per la discussione della conservazione del patrimonio mondiale e delle nuove candidature. Negli ultimi anni sono stati il Qatar, la Turchia, la Russia ad ospitare questo evento, nazioni che ambiscono a entrare nel comitato dell’UNESCO e che vedono scadere il proprio mandato all’interno del comitato. L’organizzazione di questo genere di eventi implica una spesa importante per la nazione ospitante.

Nel 2017, in occasione della 41ma sessione, UNESCO ha scelto Cracovia, città polacca di quasi 800mila abitanti sul fiume Vistola. I lavori si tengono nel grande e moderno Centro Congressi che si affaccia sul fiume, a pochi passi dal castello che è uno dei monumenti più noti della città.


La delegazione del Comune di Bergamo

Da Bergamo partono il Sindaco Giorgio Gori, il Consigliere delegato al progetto UNESCO Robi Amaddeo, il dirigente del progetto Giovanni Cappelluzzo e Luciana Frosio Roncalli, che rappresenta l’Associazione Terra di San Marco, nata per sostenere la candidatura delle Mura di Bergamo qualche anno fa. Sarà un fine settimana impegnativo e importante.

A Cracovia si incontrano i rappresentanti delle altre città della candidatura, Peschiera del Garda e Palmanova per l’Italia, Sebenico e Zara per la Croazia e Cattaro per il Montenegro. Ci sono anche i consulenti tecnici del SITI di Torino, che hanno lavorato alla stesura del dossier di candidatura e al piano di gestione.

Il dossier di candidatura presentato nel 2016 a UNESCO

Venerdì: primo giorno di lavori sulle nuove candidature

Nel fine settimana si discutono 35 candidature provenienti da tutto il mondo. La candidatura delle Opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo sarà la 21ma ad essere discussa: l’ipotesi è quella di avere novità e notizie nella giornata del sabato.

L’inizio è particolarmente complicato: i lavori iniziano con ben 45 min di discussione su questioni procedurali, con momenti di confronto anche particolarmente acceso.

La prima candidatura è quella che riguarda il centro storico di Hebron, piccolo centro candidato dalla Palestina perché a “rischio distruzione”: ne nasce una questione politica davvero accesa, che si conclude con l’iscrizione del sito nel Patrimonio dell’UNESCO dopo quasi 3 ore di discussione, con l’ambasciatore israeliano inviperito che prima lancia i suoi strali contro l’organizzazione, Palestina, Cuba, Germania, poi lascia la sala perché chiamato dall’idraulico per un problema con il bagno di casa sua (!).

I lavori continuano fino alle 19.30: vengono discusse le poche candidature naturali (ovvero luoghi senza opere dell’uomo) e solo due opere culturali. Si parlerà della candidatura delle Opere di difesa veneziane almeno del tardo pomeriggio dell’indomani.

Giovanni Cappelluzzo commenta il primo giorno di lavori

Sabato: tutto rimandato

Il sabato si apre con la convinzione che possa essere la giornata decisiva per la discussione della candidatura delle Opere di difesa veneziane. E’ opinione diffusa che di Bergamo e delle altre 4 città del progetto si possa parlare intorno al tardo pomeriggio. Arrivano a Cracovia anche diversi consiglieri comunali e l’Assessore all’istruzione del Comune di Bergamo Loredana Poli, tutti volati nella città polacca per “fare il tifo” per Bergamo e le sue Mura.

L’Assessore all’istruzione Poli con i consiglieri comunali volati a Cracovia per il verdetto sulla candidatura

I lavori però procedono ancora una volta a rilento, anche perché le discussioni sono particolarmente approfondite per alcune candidature (come quella tunisina e quella indiana) sulle quali ICOMOS (l’ente di valutazione tecnica per UNESCO) aveva sollevato alcune perplessità da chiarire proprio in sede di discussione.

E infatti alle 18.30 si chiudono i lavori della giornata e della candidatura italiana non si è ancora parlato. Tutto rinviato a domenica, con la tensione che cresce insieme all’attesa per quello che potrebbe essere un momento storico per la città di Bergamo.

E’ stata inoltre accolta la candidatura cinese: la Cina sale quindi a 53 siti Patrimonio mondiale UNESCO, superando l’Italia. La candidatura delle fortezze veneziane ha quindi un significato in più: se accettata, l’Italia resterebbe ancora prima nazione al mondo per numero di siti UNESCO.


Domenica: il giorno decisivo

Si arriva a domenica: la candidatura italiana sarà discussa dopo quelle di Emirati Arabi, Iran, Giappone e Azerbaigian. Le previsioni sono per un verdetto entro l’ora di pranzo. L’attesa cresce e nei banchi dell’Italia, del Montenegro e della Croazia ci si prepara alla discussione decisiva.

Arriva il Nulla di fatto per gli Emirati Arabi. La discussione iraniana si chiude con l’iscrizione, quella del Giappone (seriale come quella italiana) vede una discussione accesa e partecipata, che si chiude con un’altra adozione.

Anche la candidatura azera non viene accolta per necessità di ulteriori approfondimenti. Gli esperti del Comitato UNESCO dimostrano di conoscere molto bene i dossier di candidatura e di essere molto preparati. È il momento della candidatura delle Opere di Difesa Veneziane: tocca a noi.

Prende la parola il rappresentante di ICOMOS, che illustra la candidatura. Si apre il dibattito: si susseguono interventi di plauso alla candidatura, complimenti per il lavoro svolto e viene sottolineata da più parti la bontà della proposta. L’iscrizione a sito UNESCO avviene per acclamazione e senza emendamenti.

Grande la soddisfazione: ai banchi dell’Italia i sindaci di Bergamo Giorgio Gori (che interverrà al termine del dibattimento), di Palmanova Francesco Martines, di Peschiera Orietta Gaiulli, l’assessore di Regione Lombardia Cappellini, i funzionari del MIBACT, del Comune di Bergamo (su tutti Giovanni Cappelluzzo) e del SITI di Torino.

La soddisfazione è davvero grande: si corona un percorso durato 10 anni, iniziato nel lontano 2007.

Giorgio Gori a caldo, subito dopo l’uscita dalla sala in cui si svolgono i lavori

foto di gruppo per festeggiare il successo della candidatura: insieme croati, italiani e montenegrini

Si può davvero festeggiare. E sì che qualche mese fa c’è stato il rischio di non vedere questo momento: a febbraio ICOMOS criticò la candidatura delle Opere di difesa veneziane, rimarcando l’assenza di Cipro e della Grecia. Fu un momento molto complicato, ma le integrazioni che furono prodotte dal segretariato della candidatura e lo sforzo diplomatico messo in campo ha consentito di superare l’impasse (perdendo però per strada alcune città del sito originale) e presentarsi con ottimismo a Cracovia.


Anche a Bergamo si festeggia: prima di partire erano state preparate alcune cose per celebrare un eventuale successo e ora possono essere installate in città le lettere e i loghi dell’UNESCO.

Insomma: è fatta! Le Mura sono finalmente patrimonio mondiale UNESCO.