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Riemergo ora da due giornate di intense costellazioni.

Familiari? Ipnotiche? Individuali? Non importa: le costellazioni sono un viaggio a porte aperte all’interno di un legame di gruppo che rimarrà, per un periodo limitato nel tempo o per sempre, nella tua esistenza.

Mi sono ritrovata ad esprimere intenzioni ed emozioni di persone e circostanze, ho visto la mia vita vissuta da altri, cercando ogni tanto di ascoltarmi per capire se qualcosa stesse sedimentando in me.

Tutto tranquillo alla fine della prima giornata, ancora solida a metà della seconda mattina poi ho avvertito la rottura degli argini.

Credo di poter paragonare la mia sensazione a quella vissuta dagli scalatori di roccia che, raggiunta pericolosamente la vetta dopo ore di estrema concentrazione, si abbandonano a giochi infantili e liberatori.

La mia immagine diventa sempre di più quella di un setaccio nel Klondike, dove pepite di diverse misure e lucentezza incominciano a distinguersi in mezzo alla melma.

Il lavoro con gli inconsci regala questo: la possibilità di arricchirsi della vita dell’altro e di alleggerirsi donando qualcosa di sé.

L’unione fa la forza e un dolore condiviso è già un mezzo gaudio.

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