Codardia 2.0

I social alimentano la nostra codardia.

Sempre più spesso mi ritrovo a leggere “stati” palesemente indirizzati ad un Qualcuno che però non viene quasi mai citato.

Impacchettiamo un messaggio e lo lasciamo sospeso.

Il nostro “message in a bottle”.

Diciamo senza dire.

E qui nasce la contraddizione.

Comunichiamo qualcosa di cui non vogliamo parlare sperando che il destinatario sottinteso se ne accorga. Per parlarne.

Per far si che sia lui/lei a fare quel primo passo che non non siamo in grado di fare o che, ancor peggio, non vogliamo prenderci la responsabilità di fare.

Ma non parlo solo dei problemi o di questioni irrisolte, ma anche di pensieri “positivi”.

Ci vergogniamo di dirci “ Ti penso” o “Ti amo”…e così lo facciamo fare alle canzoni, alle citazione, alle frasi di qualcuno che è stato più coraggioso di noi.

Ci nascondiamo, perché abbiamo paura della Vita Reale, del confronto, delle persone che amiamo.

Ci nascondiamo perché talvolta, dire ciò che abbiamo in testa è difficile.

Ci sono in gioco sentimenti, promesse che andrebbero infrante, sogni, ricordi…e le tanto odiate conseguenze.

Eh si, quante volte abbiamo pianificato i probabili postumi di una conversazione, ritrovandoci quasi sempre ad affrontare una situazione ignota, ritrovandoci quasi sempre davanti ad un soggetto ignoto in grado di sorprenderci con una reazione inaspettata, una di quelle che nemmeno lontanamente pensavamo di dover considerare?

Qualcosa è cambiato. La dannazione dell’Amore è il Tempo.

Ed io, si, anche io sono una codarda.

Mi nascondo dietro la pesante coperta del Silenzio, dall’odore stantio, che mi fa formicolare le narici.

Vorrei dirti di cogliere i segnali.

Vorrei dirti che ho iniziato a smettere di amarti quando tu hai iniziato ad essere sorda, poi cieca, ed infine logorroica al punto da sembrare muta. Parlavi Vuoto.

E pretendevi che io riempissi un Buco Nero.

Mentre io, Supernova, implodevo.

Ho provato urlando, arrabbiandomi, cercando di spiegarti, cercando di capirti, cercando di cercare, cercando di fare l’amore come se fosse l’ultima notte felice del Mondo, toccando i confini del tuo corpo, cercandovi il centro della Terra.

Ma vedevo solo pelle.

Ma vedevo solo un’Essere Umano.

Siamo morte giorno dopo giorno, aspettando un Alba che non è mai arrivata.

Tu, perché dormivi troppo, ed io perché non dormivo mai.