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Cosa faccio nella vita

Questa lettera è per la mia sorella più piccola, ha dodici anni e le voglio un gran bene, è il modo migliore che ho trovato per raccontarle perché ho deciso di passare un po’ di mesi lontano da casa.


Ciao tu,

Sai perché sono a Londra? Forse sì, magari non di preciso. Magari sai che quello che faccio sono cose molto da ingegnere, anche se non lo sono ancora per davvero, quindi ho pensato di spiegarti meglio che posso quello che faccio qua.

Tutto è cominciato da nostro padre, dalla ditta che mi ha lasciato, in cui ho imparato come si fa questa «illuminazione a risparmio energetico». Ma che cos’è l’illuminazione a risparmio energetico, e perché è così importante per me, dato che dopo tutti questi anni ci sono ancora appresso?

Che poi accendere la luce è una delle cose che facciamo senza pensare, è come girare la chiave nella serratura, come scendere le scale o scattare una foto col cellulare. Facciamo tutte queste cose senza chiederci cosa c’è dietro, e ci fidiamo del fatto che ogni volta che schiacceremo l’interruttore la luce continuerà ad accendersi anziché, per esempio, che la casa salti in aria o che parta una sirena così forte da polverizzarci i timpani.

Però, dietro a quell’interruttore ci sono davvero un sacco di cose, e ho deciso che nella mia vita queste meritano molta attenzione: non c’è soltanto un filo che parte da dietro il nostro dito e finisce nella lampadina sul soffitto, quello di cui ho deciso di occuparmi è cercare di guardare dentro la lampadina per farla funzionare meglio.

Ci sono tanti tipi diversi di lampadina che possiamo comprare, ognuno funziona a modo suo, ma c’è una cosa che tutti condividono: consumano l’energia elettrica che gli viene portata dal filo per illuminare la stanza. E dato che ogni tipo di lampadina funziona in modo diverso dall’altra, alcuni avranno bisogno di consumare più energia elettrica di altri, per fare la stessa luce attorno. Ed è proprio qui il motivo per cui sono lontano da casa dentro un laboratorio.

Fare in modo che la corrente arrivi in casa è complicato e faticoso, e noi siamo molto fortunati di vivere in posti abbastanza ricchi da poterla avere senza problemi, la maggior parte delle persone nel mondo non sono fortunate quanto noi. Vivremmo un mondo molto migliore di questo se l’energia fosse abbastanza affinché tutti possano averla a disposizione facilmente, e purtroppo non basta semplicemente produrne di più. Quindi un modo intelligente per migliorare il mondo è consumarne meno.

A te piacerebbe tornare a casa in inverno, trovare la casa buia e non potere accendere la luce perché l’energia non è abbastanza? A me non piacerebbe, e credo che non piacerebbe a nessuno, quindi bisogna inventarsi qualcosa di meglio che semplicemente usare meno corrente, un buon modo potrebbe essere inventarsi un metodo per consumarla in maniera più intelligente, ad esempio facendo in modo che le cose funzionino alla stessa maniera ma consumandone meno. E si può, in effetti, si può fare con tutto quello che consuma energia per funzionare, come i motori delle macchine, la lavatrice che abbiamo in casa, si può fare con le lampadine e con mille altre cose.

Che poi a uno viene da chiedersi ma cosa cavolo ci trovo nelle lampadine, con tutto quello che si può far funzionare meglio. La risposta è che loro sono quello che al mondo consuma di più, si dice che metà dell’energia elettrica che viene consumata nel mondo serva per accendere le luci da qualche parte, semplicemente ho deciso di occuparmi del problema più grosso.

Anni fa, molti anni prima che papà iniziasse a occuparsi di questo, a qualcuno venne in mente un modo geniale di costruire lampade, hanno deciso di chiamarle LED, che è semplicemente l’acronimo del triste nome molto da ingegneri che hanno questi aggeggi, e sono capaci di fare tantissima luce consumando pochissima energia.

Ma come fanno a farcela? Per spiegartelo, fammi prima raccontare come funziona una lampadina normale.

Le lampadine, quelle di vetro con un sottile filo scuro al centro, sono state inventate più di centocinquanta anni fa, e funzionano in modo abbastanza semplice. Un grande scienziato di un paio di secoli fa, si chiamava James Joule, scoprì che se in un filo scorre della corrente elettrica, questo si scalda, e si scalda di più se la corrente che passa è tanta o se il filo è molto sottile. Molti anni dopo, un tale di nome Edison decise di sfruttare questa cosa facendo passare corrente in un filo sottilissimo, che si scaldava talmente tanto da diventare incandescente e da iniziare a emettere luce. Per questo motivo la lampadina di Edison, la prima lampadina che sia mai stata inventata, è detta «lampada a incandescenza».

Molti altri modi di costruire lampadine sono stati inventati da allora, ma, circa cinquant’anni fa, un gruppo di scienziati americani costruì il primo LED capace di emettere luce. Questi scienziati arrivavano al termine di decenni di studi su speciali materiali che non hanno bisogno di diventare incandescenti per accendersi, perché sono le stesse particelle di cui sono composti che sono in grado di catturare l’energia elettrica per trasformarla in luce, e se all’inizio non funzionavano tanto bene, negli anni successivi si scoprirono nuovi materiali che ci riuscivano molto meglio, con risultati sorprendenti. Proprio mentre tu nascevi, c’erano persone in grado di costruire lampadine che potrebbero essere capaci di farci risparmiare abbastanza energia da risolvere, forse, tutti i problemi che abbiamo col fatto che non è abbastanza per tutti, e nostro padre fu uno di loro.

Oggi, più di dieci anni dopo, è molto facile trovare una lampadina a LED al supermercato, ma c’è ancora un enorme problema da risolvere: per fare in modo di avere tutti abbastanza energia senza preoccupazioni, dovremmo tutti comprare lampadine di quel tipo, ma purtroppo il materiale di cui sono fatte è molto costoso da fabbricare, e pochi nel mondo possono permetterselo, e così il problema è rimasto.

Mentre lavoravo nell’azienda di papà, ho scoperto che forse esiste un nuovo tipo di materiali, un tipo di plastica molto particolare, con cui si possono costruire LED capaci di funzionare bene e costare molto poco, ma oggi non funzionano bene abbastanza da poter essere usati come lampadine.

Qui a Londra lavoro con persone che di questo nuovo tipo di LED – si chiamano OLED – sanno un sacco di cose, e insieme a loro stiamo cercando una soluzione per convincerli a funzionare bene, stiamo cercando di imparare di più di questi materiali, perché è da pochissimo tempo che la gente li studia, e stiamo cercando di modificarli meglio che possiamo per fare in modo che funzionino, e se saremo bravi abbastanza ci riusciremo, anche.

È molto complicato il modo in cui questa plastica fa luce se la colleghi a un interruttore, di solito le cose di plastica non funzionano così, se ci pensi: non saprei spiegartelo bene perché nemmeno io l’ho capito del tutto, e nemmeno le persone che ci lavorano da tanti anni sono molto sicure, però sono abbastanza convinto che tra pochi anni potremo finalmente avere le nostre lampadine «a risparmio energetico» e fare in modo che tutti nel mondo possano permettersele. Sono a Londra per questo.

Un abbraccio, Ivano

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