DIG Academy: dodici seminari per scoprire i segreti del giornalismo d’inchiesta

Con i DIG Awards tornano i corsi di formazione della DIG Academy, dal 23 al 25 giugno. All’insegna dell’agguerrito “watchdog” disegnato da Luca Zamoc

Inizia a prendere forma il prossimo DIG Festival, in programma a Riccione dal 23 al 25 giugno 2017. Anche quest’anno la rassegna dedicata al giornalismo investigativo, oltre a presentare le inchieste che si contenderanno i DIG Awards, proporrà incontri, spettacoli, proiezioni pubbliche. Ai professionisti della comunicazione è dedicata un’intera sezione, la DIG Academy: dodici seminari, in corso di accreditamento presso l’Ordine nazionale dei giornalisti, tenuti da reporter di fama internazionale ed esperti di diritto, economia, nuove tecnologie (per consultare il calendario e per iscriversi ai seminari: www.dig-awards.org/it/academy).

Lo spirito della DIG Academy è rappresentato alla perfezione dalla sua nuova immagine: un agguerrito cane da guardia, simbolo del giornalismo d’inchiesta, diviso tra uno scenario occidentale e una città devastata dalla guerra. Il nuovo “watchdog” della DIG Academy è opera di Luca Zamoc, disegnatore modenese classe 1986, formatosi alla NABA di Milano e attivo a Berlino, Londra, Istanbul, Los Angeles, New York e Barcellona, dove vive. Il suo lavoro abbraccia media diversi, dall’inchiostro su carta al digitale, dal fumetto alla street art. Ha pubblicato illustrazioni sul New York Times e su Rolling Stone e ha all’attivo collaborazioni con Prada, Nike, Adidas, BMW, Red Bull.

Altrettanto qualificato è il parterre dei relatori, con reporter internazionali come Jeff Larson, finalista al Pulitzer e vincitore del prestigioso Livingston Award come miglior promessa del giornalismo statunitense: a Riccione presenterà le inchieste d’avanguardia della sua testata, la rivista online ProPublica, sui rischi legati all’uso di algoritmi di apprendimento automatico in settori chiave delle società occidentali, dalla sicurezza all’istruzione. Più legati al lavoro quotidiano dei reporter sono gli incontri con John Goetz di NDR/Süddeutsche Zeitung e Hans Peterson Hammer della tv svedese SVT: i due giornalisti, in giuria ai DIG Awards, descriveranno i metodi di indagine e verifica adottati dalle loro redazioni, fornendo suggerimenti preziosi per realizzare inchieste di qualità. Non mancheranno i seminari su temi che incrociano attualità e lavoro giornalistico. Due incontri sono dedicati al racconto delle mafie: Alberto Nerazzini, giurato dei DIG Awards e reporter in prima linea contro la criminalità organizzata, analizzerà gli strumenti a disposizione del giornalista d’inchiesta, mentre i sociologici Marco Santoro e Marco Solaroli presenteranno le tecniche di ricerca che hanno usato per descrivere le mafie in Emilia Romagna. Sul fronte dell’economia, Paolo Biondani (l’Espresso) racconterà il suo lavoro sui Panama Papers e insieme a Angelo Mincuzzi (il Sole 24 ORE) dialogherà su meriti e limiti di inchieste come questa, basate su documenti confidenziali e su un colossale lavoro di squadra degno del Pulitzer. Tra i temi della DIG Academy vanno poi segnalati i fenomeni migratori e gli imprevisti sviluppi del caso Moro, analizzati rispettivamente da Raffaella Maria Cosentino (TGR Sicilia) e dal magistrato Gianfranco Donadio (consulente della Commissione Fioroni) in due incontri organizzati con l’Associazione Carta di Roma (moderatore Pietro Suber) e con la Rete degli archivi per non dimenticare (moderatore Maurizio Torrealta). Dalla collaborazione con GlobaLeaks è nato invece un workshop sulla cyber-security, con consigli pratici per tutti i giornalisti che vogliono difendere i propri dispositivi digitali da intrusioni indesiderate. Ai temi dell’innovazione tecnologica sono dedicati anche un incontro con Nico Piro (TG3) sulla rivoluzione del mobile journalism e un seminario di Andrea Coccia e Alberto Puliafito (Slow News) sulla verifica delle fonti nell’epoca degli user-generated content e della post-verità. Giornalisti online e blogger potranno infine contare sui suggerimenti dell’avvocato Valerio Vartolo in tema di libertà di stampa sul web.

Per informazioni: www.dig-awards.org/it/academy