Il cerchio intorno a me

Daniela Taccini
Aug 27, 2017 · 1 min read

Sono affezionata alle parole che ho imparato e cambiarle comporta il rivedere le mie abitudini di cui non mi vergogno.

Sento sostituire il nome a persone, oggetti, malattie e mi chiedo se questa moda sia di qualche aiuto a qualcuno, forse si, non a me.

  • Dis-abile offende, diversamente abile no.
  • Autistico offende, a basso funzionamento neurologico, no.
  • Comportamento sostitutivo, invece di disabilità.
  • Genitore 1 o 2 invece di mamma o papà
  • Graphic novel invece di fumetti.
  • Assistente e non segretaria.
  • Operatore ecologico e non netturbino.

Le parole feriscono ma anche le persone e quelle puoi chiamarle in modi diversi, conoscenti, amici, parenti, ma non puoi cambiarle, non ci sono sinonimi.

Non ho smesso di credere nei rapporti umani ma sto attenta e se mi fanno male non dimentico e non perdono.

Certo, mi illudo di evitare questi atteggiamenti, mi illudo di tenerli fuori dal mio mondo, ma il mio mondo ha tante falle e molte cose entrano e mi colpiscono.

Devo sigillare la mia bolla o devo imparare a subire?

La mia zona di comfort…

Non ho più una zona di comfort, si è distrutta, facendomi rievocare l’inabissamento del Tytanic e celebrando la mia personale apocalisse.

E’ rimasto un vuoto e, in quel vuoto, sopravvivo.

)
    Daniela Taccini

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    io e la Chicca

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