BRUXELLES BY NIGHT (l’attesa)
Uno, due tre….quattro. Stamattina mia moglie mi ha svegliato all’improvviso dicendomi che avevano alzato l’allarme terrorismo al livello quattro. Il massimo livello. Devo aver risposto una cosa tipo “e chi se ne frega..”, poi però lei ha subito aggiunto “hanno fermato anche la metropolitana”. E allora in quel momento ho capito che c’era qualcosa che non andava. E che la situazione era un po’ seria.
Mentre facevo colazione la realtà di come sarebbe stato il sabato mi si è dipinta velocemente in testa. Ovviamente attaccato allo smartphone mentre addentavo il pane e marmellata ho scoperto che la città era bloccata, oltre alla metro non funzionavano alcune linee del tram, i centri commerciali venivano chiusi uno dopo l’altro, i concerti annullati, gli eventi sportivi rimandati, i bar e i ristoranti sarebbero stati chiusi alle 18. Il governo sconsigliava di recarsi in luoghi affollati, nei cinema (poi chiusi) e sconsigliava di andare a concerti ed eventi. In pratica la vita, quella vera, doveva essere messa in stand-by. La movida bruxellese si doveva fermare. Le strade normalmente affollate del centro pedonale venivano occupate da blindati e furgoni dell’esercito.
Siamo dunque stati a casa tutto il giorno. Attaccati a twitter e al sito di Le Soir. Abbiamo visto le immagini dell’esercito in centro. Poi io sono andato a fare la spesa all’ipermercato. Ho trovato le camionette dei militari davanti all’ingresso. Ma l’ipermercato era comunque pieno. Tutto tranquillo, solita atmosfera anzi, c’era più gente del solito. Ho fatto la spesa come sempre, solo che i gesti stavolta mi sembravano speciali, tutto assumeva un contorno unico. Sospeso. E c’erano due soldati che pattugliavano l’ingresso. Poi abbiamo cenato con il take away indiano. E bevuto del buon vino rosso e della birra Geuze.
E adesso? Adesso vi dico cosa: pare stiano cercano l’ultimo degli attentatori di Parigi, che si starebbe aggirando per Bruxelles insieme a un complice. Con tanto di bomba pronta ad esplodere. Vi dico che è venuto fuori che questa persona, all’ultimo momento non si è fatta esplodere a Parigi, per paura o per non si sa bene cosa. Ha chiamato i suoi amici a Molenbeek e gli ha chiesto i andarlo a prendere a Parigi e riportarlo a Bruxelles. E adesso è braccato. Non può chiedere aiuto in Siria perché è un traditore, non si può consegnare alle forze dell’ordine belghe. E poi chissà se davvero stanno così le cose.
Quello che so è che arriverà lunedì. E sarà un altro giorno speciale. Per il momento stiamo aspettando. Cercando di capire in che modo ci sveglieremo dopo questo fine settimana surreale. Sforzandoci di pensare che la vita di Bruxelles riprenderà in fretta, con la sua confusione, i suoi ingorghi, le sue approssimazioni, i suoi mercati, la sua metro, la sua musica infinita. Tanta musica. A pettinare l’inverno che arriva. Su col volume. Alza il distorsore. Uno, due, tre quattro…

