La vita in formato digitale

credits Fotolia

Qual è la prima cosa che facciamo quando ci svegliamo? Sbadigliamo? Immaginiamo come andrà la giornata? Andiamo in bagno? Ci laviamo i denti? Niente di tutto questo. Le tecnologie digitali influenzano la nostra vita più di qualsiasi altra innovazione del passato.

Non è più la sveglia a destarci ma lo smartphone, con cui inviamo messaggi, email, registriamo appuntamenti, leggiamo i giornali, guardiamo video, ascoltiamo musica, facciamo e condividiamo foto. Ora interagisce pure con gli elettrodomestici di casa, ricordandoci di ordinare tramite un bottone l’alimento conservato nel frigo che sta per terminare. Se abbiamo bisogno di un’indicazione non ci rivolgiamo più a un passante dicendo “Scusi, mi sa dire dove si trova…?”, non chiediamo più aiuto per risolvere un problema: accediamo subito alla soluzione.

Una ricerca di Deloitte condotta su un campione americano di individui tra i 18–44 anni di età, afferma che l’80% delle persone appena sveglie controlla il proprio smartphone. Quattro su cinque controllano i loro telefoni entro i primi 15 minuti dal risveglio. In Italia il Rapporto Coop 2016, che ha ripreso la ricerca di Deloitte, attesta che il 70% degli italiani si sveglia controllando lo smartphone, mentre il 63% si appresta a controllarlo prima di addormentarsi

credits Fotolia

Con smartphone sempre più grandi svolgiamo buona parte del nostro lavoro, indipendentemente dalla natura di ciò di cui ci occupiamo. Tutto il giorno con lo smartphone in mano anche per una causa “silente” molto diffusa: per combattere il senso di solitudine che ci si insinua dentro. Ci muoviamo contemporaneamente su Facebook, WhatsApp, Instagram e Twitter per guardare che cosa fanno gli altri. “Fino a che punto viviamo in simbiosi col nostro smartphone e quanto ne siamo consapevoli?”

Il 49% di tutta la popolazione degli Stati Uniti utilizza uno smartphone. Entro il 2017, la percentuale di utenti di smartphone dovrebbe raggiungere il 68%. Secondo il rapporto Ofcom gli adulti britannici impiegano una media di 8 ore e 41 minuti al giorno sugli schermi (più della media giornaliera di tempo che dovrebbe essere speso per dormire).

In media, gli adulti del Regno Unito spendono 25 ore alla settimana online, nel 2005 erano solo 9. Tre quarti degli utenti del Regno Unito dicono che è importante per la vita quotidiana e il 59% afferma di essere “agganciato” sul dispositivo anche in modo inconsapevole. Questi sono alcuni dati dell’annuale rapporto sulle comunicazioni del mercato dei media e delle telecomunicazioni Ofcom che ha approfondito come le persone restino così tanto tempo collegate alla Rete.

credits Fotolia

Fermiamoci a riflettere su come è cambiata la nostra vita negli ultimi 10 anni, dall’uscita sul mercato del primo smartphone, e su come cambierà, visto che siamo all’inizio dell’Internet of Things, dove il mercato dei player delle telecomunicazioni ha virato tutto sul traffico dati. Proviamo a rispondere brevemente, senza pensarci troppo, a queste domande.

Sappiamo stare senza smartphone per un periodo minimo di 24 ore?

Ci sentiamo mai male o in ansia se non riusciamo ad accedere allo smartphone?

Stiamo dimenticando di trascorrere del tempo con i nostri cari per via dello smartphone?

Siamo stati in difficoltà con il lavoro a causa di un uso eccessivo dello smartphone?

disclaimeir: questo pezzo è tratto dal libro Digital Detox: focus e produttività nell’era delle distrazioni digitali edito da Hoepli.