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Bentornato Pres.! Ci si occupi di più del lavoro giovanile, al di là dei dati sulla disoccupazione under 35. La questione generazionale, che è più viva che mai, non deve continuare ad essere sottovalutata. I giovani non protestano? Vero, ma se ne vanno altrove, lasciano il Paese (il più delle volte) per sempre, il che è ben peggio. E certo non perché <<le multinazionali se li portano via>> (cit. Dibba), ma perché le prospettive di carriera e anche, senza ipocrisia, il guadagno a breve termine sono migliori. So che scrivendo ciò scopro l’acqua calda, ma non lo si ripete mai abbastanza, sembra quasi un problema che si risolverà da solo. La mia generazione forse ha il torto di aver “normalizzato” una situazione tutt’altro che normale: uscire dall’università con una laurea in ingegneria o giurisprudenza per guadagnare nulla durante la pratica e poco a seguito dell’abilitazione non è normale. Lo sembra perché in Italia ci siamo abituati, ma non lo è: è anormale, soprattuto nell’ottica di un’integrazione europea sempre maggiore. E bisogna che ce lo mettiamo in testa, soprattuto i miei coetanei. Ad maiora!

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