SIATE LUNGIMIRANTI, LA VITA E’ IMPREVEDIBILE. SIATE IL MEGLIO CHE POTETE ESSERE.

Intervista a Clara Conti, titolare e direttore commerciale SAIB

Clara Conti, al centro, insieme a Giuseppe Conti (sx) e Sergio Doriguzzi (dx) titolari SAIB

Guardate il vostro armadio, quello dove custodite vestiti, borse, calzini, dove i maglioni piegati raccontano ognuno una storia.

Guardate la vostra libreria, quella che cercate di tenere in ordine, quella dove avete impilato i sogni che vi hanno ispirati. Guardate il mobile della cucina, la vostra scrivania. Il cassetto dove, cercando bene, ritroverete quella foto che ha reso eterno un momento perfetto. Guardatevi intorno, dentro la vostra casa: i vostri mobili sicuramente raccontano una storia, e sicuramente di storie ne hanno vissute parecchie.

SAIB è l’azienda dove molte di quelle storie cominciano.

E’ un’azienda storica che produce pannelli truciolari grezzi e nobilitati, che poi diventeranno gli arredamenti delle nostre case, dei nostri uffici, dei ristoranti dove amiamo mangiare, degli ambienti che ci custodiscono, ci ospitano, ci aspettano.

SAIB è un’azienda dove i sogni partono in modo concreto: così come è concreta Clara Conti, che alla domanda “cosa consiglierebbe a un ragazzo giovane che si affaccia al mondo del lavoro” risponde sorridendo “consiglierei di iniziare a lavorare”.

“Capisco che a vent’anni non sia facile, ma consiglio di provare fin da subito ad orientarsi al lungo periodo: questo non vuol dire scegliere subito il lavoro della vita, anzi, il contrario! Orientarsi al lungo periodo significa essere lungimiranti, ed essere lungimiranti significa rendersi conto che ogni lavoro, svolto bene e con impegno, insegna, permette di sperimentare, di mettersi alla prova, di comprendere cosa vuol dire lavorare, rispettare orari, clienti e colleghi.

Quindi ragazzi, siate lungimiranti, e sperimentate!”

Clara dà qualche indicazione anche riguardo alle difficoltà che spesso si trovano alla prima esperienza lavorativa, affermando senza dubbio che più un capo ci mette alla prova, più dopo tanti anni ancora gli saremo grati. “Ricorderemo con più gratitudine il capo o il collega duro, quello che ci ha fatto dannare portandoci comunque rispetto, piuttosto che il superiore morbido e accondiscendente. Dove facciamo fatica cresciamo davvero.”

E cosa fare, ogni giorno, per preparare se stessi, soprattutto negli anni più critici, quelli in cui si ha la netta sensazione di non sapere bene cosa fare nella vita?

Clara va dritta al punto: “Bisogna essere aperti. SAIB è cresciuta enormemente negli ultimi anni, accettando la sfida di partire da un prodotto grezzo arrivando a un prodotto di moda. I nostri pannelli, una volta finiti, devono creare effetti, suggestioni, collezioni, devono cavalcare un’onda. Io per prima devo essere aperta agli stimoli, e lo stimolo può venire da qualunque cosa, dalla stoffa di un maglione che vedo, dalla combinazione di colori di una borsa. Ma lo stimolo lo riceviamo solo se siamo aperti.”

Essere aperti, spiega Clara, significa contemporaneamente sperimentare e farsi domande.

“Se andiamo a fare colazione in un bar che ci piace, chiediamoci cosa ci sta piacendo, se andiamo in un bar dove, a parità di colazione, qualcosa di non ci piace, chiediamoci perchè non ci sta piacendo. Bisogna sviluppare senso critico, e si sviluppa essendo curiosi, facendoci domande. E quando apprezziamo qualcosa o qualcuno, questo deve essere per noi di ispirazione.

In SAIB arrivano numerosi curriculum di ragazzi giovani, e Clara ci racconta quali sono gli elementi a cui presta più attenzione. “Per esempio, gli anni in cui un ragazzo si è laureato vanno messi in relazione al voto di laurea. Tra un laureato con voto più basso ma laureato in tempo, e uno con la lode laureato nel doppio degli anni, io scelgo quello con il voto più basso che però ha rispettato tempi e consegne. Nel lavoro, andare avanti e raggiungere gli obiettivi conta più della perfezione.”

Uno dei peggiori mali è la mediocrità: qualunque cosa si faccia, qualunque sogno e passione si insegua, va inseguita bene.

“A un ragazzo o ragazza giovane, io dico: se ti piace una cosa, anche se non ti sembra utile o gli altri ti dicono che non è utile, ma a te piace, falla! Impara una lingua, suona uno strumento, scopri, sperimenta e fallo bene, al meglio che puoi. Non essere mediocre e non accontentarti mai nel dire “io sono fatto così”. Tu sei fatto così, ma sei qui per evolvere, e diventare il meglio che sei!”

Clara conclude citando un libro che ha appena finito di leggere, “La rivoluzione del coniglio” di Antonello Dose, conduttore della celebre trasmissione di Radio Due “Il ruggito del coniglio”.

In questo libro, ci dice, troverete anche il racconto di come Dose, anni fa, ogni giorno andasse a trovare il suo compagno malato terminale in ospedale, ogni giorno con un’unica missione: farlo ridere almeno una volta. Prendeva spunto dagli eventi, dall’incontro con un’infermiera, da una frase sentita, per far ridere il suo compagno che lui amava immensamente. Anni dopo, far ridere è diventato il suo mestiere, e ogni mattina in radio, l’Italia lo ascolta perchè sa che, qualunque cosa accada, qualunque notizia ci sia, anche la più funesta, lui troverà la battuta e l’aggancio giusto per farti scoppiare a ridere.

“Quello che impariamo un giorno, potrebbe diventare il segreto del nostro successo anni dopo” ci dice Clara prima di salutarci “la vita è imprevedibile, tutto può succedere. Davvero.”